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Orario di lavoro, la presa di posizione di SGB qui sotto la nota inviata al presidente del Tribunale Ordinario di Milano:

 Al Presidente del Tribunale Ordinario di Milano

                                                                                  Dott. Roberto Bichi

                                                                                  Al Dirigente del Tribunale Ordinario di Milano

                                                                                  Dott. Nicola Stellato

e per conoscenza dott.ssa Maria Luisa Padova e dott.ssa Mariarosa Busacca.

 

Milano, 07 giugno 2016

La scrivente  RSU del Tribunale Ordinario di Milano con la presente  intende segnalare la violazione degli accordi nazionali sull'orario di  lavoro, con l'imposizione di straordinario "obbligatorio", ed il superamento del limite massimo delle 9 ore giornaliere imposto anche con note di servizio di codesta dirigenza.

Il fatto è avvenuto il giorno 23 maggio 2016 ed il cancelliere in udienza nell'aula 2 delle direttissime ha superato abbondantemente le 12 ore di lavoro consecutive senza pausa, nonostante la sua esplicita richiesta di sospensione.

Il cancelliere in servizio alle ore 8.20 circa del 23 maggio 2016 ha timbrato l'uscita, senza effettuare la pausa, alle 21.13.

A quell'ora, stante la frequenza dei mezzi pubblici notevolmente ridotta, ha impiegato circa 90 minuti per giungere presso la propria abitazione, contro i consueti 60 minuti circa.

Il 23 maggio 2016 sono pervenute 30 richieste di convalida di arresto suddivise, come da regolamento, nelle 3 aule.

L'aula 1 ha terminato alle ore 14.30;

l'aula 3 ha terminato alle ore 18.30;

mentre l'aula 2 ha terminato alle ore 20.55.

Si evidenzia inoltre che nessuna richiesta di convalida era in scadenza termini, e le stesse potevano esser tranquillamente rinviate al giorno successivo.

Il regolamento delle direttissime prevede già per casi eccezionali l'apertura dell'aula 4.

Il cancelliere dell'aula 2, terminata l'udienza, ha dovuto svolgere gli adempimenti urgenti riguardanti lo stato di libertà degli arrestati, timbrando l'uscita dall'ufficio alle 21.13 come già precisato.

La lunghezza oltre i limiti normali ha coinvolto anche gli agenti della Questura di Milano, ovviamente il PM di udienza, ed un difensore di ufficio che si è visto nominare ai sensi dell'articolo 97 IV comma Cpp  per gli ultimi 3 procedimenti celebrati.

Il cancelliere in udienza nell'aula 2 delle direttissime, ha dovuto inoltre, per vedersi riconosciute le ore di lavoro straordinario obbligatorio, effettuate suo malgrado, presentare istanza adeguatamente documentata.

Quanto premesso, senza alcun dubbio è una violazione degli accordi sull'orario di lavoro in vigore, ed occorre qui rammentare la circolare 20 febbraio 1997, n. 1810/S/IPP/1482  emanata dal Ministero di giustizia sull'orario di servizio ed orario di lavoro - durata indeterminata delle udienze e di altri servizi dell'amministrazione della giustizia - riflessi sull'orario di lavoro.

La summenzionata circolare precisa che:

"È compito dei capi degli uffici giudiziari fissare i relativi orari di servizio, ma nel rispetto inderogabile delle regole del rapporto di lavoro subordinato, cioè dei limiti legali e pattizi posti alla durata della giornata lavorativa, cui, come già enunciato, nessun tipo di esigenza di servizio consente di derogare. Fermo restando che le scelte inerenti al l'amministrazione della giurisdizione sono sottratte alla relazione tra capi degli uffici giudiziari e organo competente per l'organizzazione ed il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia (art. 110 Cost.), è indubitabile che il capo dell'ufficio giudiziario, il quale, non curando di coordinare e conciliare l'interesse all'amministrazione della giurisdizione con le regole proprie dell'amministrazione dei servizi, pretenda dal personale prestazioni lavorative non dovute, si rende responsabile di grave violazione dei doveri inerenti al suo ufficio, senza che possa invocare le finalità di pubblico interesse perseguite."

Si consideri, ancora, che la durata massima della giornata lavorativa è stabilita per la tutela dell'integrità fisica e psichica del lavoratore, per cui l'interesse protetto (art. 32 Cost.) non è suscettibile di essere sacrificato a vantaggio di altri interessi e valori, ancorché, garantiti anch'essi da norme costituzionali.

La stessa circolare indica le possibili soluzioni previste dal CCNL per evitare di incorrere nella "grave violazione" summenzionata; Le soluzioni più volte proposte dalle organizzazioni sindacali ai capi degli uffici di questo Tribunale che si sono succeduti nel tempo sono:

1) Turnazioni;

2) Orario plurisettimanale;

3) Reperibilità;

Strumenti previsti dal "Provvedimento 30 novembre 1995 (in Gazz. Uff., 5 febbraio, n. 29) del Presidente del Consiglio dei Ministri. -- Autorizzazione del Governo alla sottoscrizione -- ai sensi dell'art. 51, comma 1, del decreto legislativo n. 29/1993 -- del testo dell'accordo successivo concordato il 14 novembre 1995 tra l'ARAN e le confederazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, CONFEDIR e USPPI e le organizzazioni sindacali di categoria CGIL-FP e UIL-Stato, riguardante le «Tipologie degli orari di lavoro», in riferimento all'art. 19, comma 5, del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto «Ministeri» -- di cui all'art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 dicembre 1995, n. 593 -- sottoscritto il 16 maggio 1995."

La scrivente RSU, in osservanza alle normative attualmente in vigore sulle materie di contrattazione, chiede, vista la delicatezza della materia, un incontro urgente con la parte pubblica e le organizzazioni sindacali, affinchè si possa stipulare un nuovo accordo condiviso sull'orario di lavoro di questo ufficio giudiziario.

Qualora invece, la dirigenza di questo ufficio volesse avvalersi delle prerogative sulla contrattazione, si invita la stessa a emanare una nota di servizio che voglia tenere conto delle circolare summenzionate, ed invitare tutti i magistrati a rispettarla, affinchè episodi come quello del 23 maggio 2016 non si ripetano mai più in futuro.

In attesa di un sollecito riscontro.

Con osservanza

per conto della scrivente RSU del Tribunale Ordinario di Milano

Antonio Virdis 

 

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