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Pubblico Impiego
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MACELLERIA SOCIALE PER I DOCENTI PRECARI DELLA SCUOLA:

 

 

ABOLIZIONE DEL DIRITTO AL COMPLETAMENTO DELLORARIO DI LAVORO

 

DIVIETO DI MESSA A DISPOSIZIONE (MAD) PER I DOCENTI PRECARI GIAINSERITI NELLE GRADUATORIE

 

 

Il ministero dell’Istruzione a guida Azzolina passerà alla storia come quello che ha impresso, nei tempi e nei modi, la massima precarizzazione della categoria degli insegnanti. Dopo il gran rifiuto ad un massiccio concorso per soli titoli e servizi (principale rivendicazione dello sciopero dei sindacati di base del 14 febbraio e, allo stato attuale, unica vera soluzione al cronico problema del precariato) la Azzolina ha avviato una vera e propria persecuzione nei confronti di tutti i precari della scuola.

Le immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2020/21 sono state caratterizzate dalla solita farsa dei numeri gonfiati a mezzo stampa. Delle circa 85mila assunzioni a tempo indeterminato autorizzate, il 28 agosto, dal ministro dell’Economia Gualtieri sono andate a buon fine meno di un terzo dal momento che sia le GAE (graduatorie ad esaurimento) che le GM (graduatorie di merito) pur essendo già state svuotate da anni in gran parte delle province italiane rimangono le uniche da cui si può attingere per le assunzioni a tempo indeterminato.

Finita la farsa delle assunzioni in ruolo, in buona parte finte e virtuali, è cominciata la tragedia delle nomine a tempo determinato dalle nuovissime GPS (graduatorie provinciali per le supplenze) in applicazione dell’OM 60/2020 e della strana circolare del MI del 5 settembre. Tanto per cambiare, la scuola è cominciata con meno della metà del personale in servizio. Lo scorrimento delle GPS (ancora in corso) è stato rallentato dalla valanga di esposti in autotutela presentati dagli aspiranti supplenti in seguito alle pubblicazioni delle graduatorie sbagliate ma già “definitive” secondo l’OM. I meno fortunati (della scuola secondaria) che hanno dovuto accontentarsi di uno “spezzone” inferiore alla cattedra intera potrebbero inoltre non vedersi riconosciuto il diritto a completare l’orario di lavoro (e quindi lo stipendio), un diritto garantito ai precari da quasi 20 anni. Fino allo scorso anno le scuole erano tenute ad assegnare gli spezzoni seguendo l’ordine stabilito dalla    L 488/2001 e dal DM 131/2007 ossia privilegiando i precari già in servizio ma assunti su spezzoni in mancanza di posti interi e che fossero in possesso dei requisiti utili all’accettazione di un altro spezzone. Questa interpretazione della norma è stata pacifica per decenni ed è stata confermata da tutte le circolari sulle supplenze diramate dal Ministero fino allo scoro anno. Quest’anno invece il Ministero ha indicato ai capi di istituto (sia con l’OM 60 che con la circolare del 5 settembre) di privilegiare l’aumento del normale orario di lavoro ai docenti di ruolo piuttosto che riconoscere la possibilità di completamento ai precari già in servizio su spezzone presso l’istituto. Mentre in buona parte del mondo si sta affrontando il tema della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, di lavorare meno, meglio e tutti, nella scuola italiana si continua ad allargare la forbice tra chi aumenta a dismisura il proprio orario di lavoro e chi è condannato alla sottoccupazione o disoccupazione. Tuttavia la legge 41/2020 ha istituito le GPS ma non ha introdotto modifiche alla legge 488/2001 e al DM 131/2007 in merito all’assegnazione degli spezzoni orari pari o inferiori alle 6 ore. Questa grave modifica non è stata quindi apportata dal legislatore ma dal Ministero attraverso lo strumento dell’ordinanza e della circolare che non possono però confliggere con la normativa in vigore. Per queste ragioni SGB ritiene che il docente precario a cui la scuola di servizio nega il diritto al completamento per favorire l’aumento del normale orario di lavoro del collega di ruolo abbia tutti gli elementi per adire le vie legali.

Altra favola inventata di sana pianta dalla circolare sulle supplenze del 5 settembre è quella secondo la quale “le domande di messa a disposizione devono essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultano iscritti in alcuna graduatoria provinciale e possono essere presentate per una provincia da dichiarare espressamente nell’istanza”. Le MAD rappresentano una soluzione extra-procedurale, alle quali le scuole possono ricorrere qualora, in casi estremi ed eccezionali, non sia possibile reperire il necessario supplente ricorrendo alle procedure di convocazione ordinarie dalle varie graduatorie. Teniamo dunque a ricordare che la MAD è una prassi atipica, non esiste alcuna norma di legge nel nostro ordinamento che prevede o impedisce la possibilità di presentare una MAD o che ne regolamenta il funzionamento. Pertanto il divieto di presentare una MAD per essere legittimo dovrebbe discendere da una norma di legge e non certo da una circolare che non è atto di legge. Per queste ragioni SGB invita tutti i precari inseriti nelle graduatorie a presentare MAD in diversa provincia da quella d’inserimento delle GPS impegnandosi a difenderli in tutti i luoghi ed in tutti i modi previsti dalla legge.

Ricordiamo infine che l’anno scolastico 2020/21 sarà anche l’anno dei precari intermittenti della scuola, il c.d. “organico anti covid”: personale “usa e getta” che sarà licenziato nel caso di chiusura dell’istituto.

La famigerata “Buona Scuola” di renziana memoria che tanto aveva giustamente indignato il partito della ministra Azzolina non era assolutamente arrivata a tanto!

In tutto questo i precari continuano ad essere esclusi da diversi diritti economici come la carta del docente ed i permessi personali retribuiti.

 

I LAVORATORI NON HANNO GOVERNI AMICI!

 

NON CI SARAMAI GIUSTIZIA SOCIALE SENZA LE LOTTE!

 

 

DOPO L’ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE DEI PRECARI DELLA SCUOLA DEL 2 SETTEMBRE

 

SGB ADERISCE AL’INIZIATIVA DEL 26 SETTEMBRE DI                       PRIORITA’ ALLA SCUOLA.

 

 

 

 

Bologna, 17 settembre 2020

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