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striscione no regionalizzazione 1

SGB SCUOLA – EMILIA ROMAGNA

 

SGB CONTRO OGNI FORMA DI REGIONALIZZAZIONE 

No alla svendita a regioni e privati dei servizi pubblici e del welfare

 

FIRMA LA PETIZIONE CONTRO LA REGIONALIZZAZIONE DELL'ISTRUZIONE

 

https://www.change.org/p/presidente-della-regione-romagna-si-alla-scuola-della-repubblica-no-alla-regionalizzazione-dell-istruzione 

 

Da oltre un anno SGB si batte contro i progetti di regionalizzazione, presentati dai presidenti delle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e seguiti da molti altri. Dalla riforma del titolo quinto della Costituzione del 2001, abbiamo assistito al progressivo peggioramento di tutti i servizi prima statali ed ora affidati alle regioni, all'aumento delle tariffe per i cittadini e dei costi per gli enti pubblici. Spesso infatti questi servizi, una volta affidati agli enti locali, sono stati affidati ai privati e schiacciati dalle logiche del profitto. La sanità è l'esempio più eclatante, sotto gli occhi di tutti.

 

Nella scuola la regionalizzazione non potrà che portare a tagli e privatizzazioni, attaccando diritti e stipendi dei lavoratori ed il futuro stesso dei nostri ragazzi. Si metterà il patrimonio dell'istruzione dei nostri figli in mano al fortissimo condizionamento delle maggioranze partitiche locali di turno, minando anche il legame con gli altri territori. 

Per queste ragioni SGB ha scioperato lo scorso 17 maggio e continua a portare la propria opposizione in ogni istanza ed in ogni protesta.

SGB, insieme a molti altri sindacati ed associazioni, ha promosso una petizione on line per richiedere al Presidente della regione Emilia Romagna e al Governo il ritiro del piano di regionalizzazione dell'Istruzione. 

Bloccare il piano in Emilia Romagna sarebbe cruciale per bloccarlo in tutto il paese, pertanto la petizione può essere sostenuta da tutti i cittadini.

 

INVITIAMO LAVORATRICI E LAVORATORI A FIRMARE LA PETIZIONE ED A SOTENERLA, DIFFONDENDOLA IN TUTTI I POSTI DI LAVORO  

    IL TESTO DELLA PETIZIONE

Noi sottoscritte/i chiediamo al Presidente della Regione Emilia Romagna di ritirare la richiesta di autonomia differenziata in materia di istruzione.
Noi sottoscritte/i chiediamo al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro per gli affari regionali e le autonomie di respingere tutte le richieste di autonomia delle diverse Regioni in materia di istruzione.

Il dibattito in atto sull’ autonomia differenziata in tema di istruzione è argomento fortemente divisivo per il Paese e sbagliato nella sostanza.

La Regione Emilia Romagna ha fatto richiesta formale al governo di “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” su una serie di materie fra le quali le “NORME GENERALI SULL’ ISTRUZIONE” chiedendo competenze legislative e amministrative per:

realizzare un sistema unitario e integrato di istruzione secondaria di secondo ciclo e di istruzione e formazione professionale”* ( art. 27 dell’Intesa)
Si prevede un sistema scolastico regionale diverso da quello statale. Diventa ammissibile definire autonomamente “l’organizzazione della rete scolastica e la programmazione dell’offerta di istruzione regionale”* (art. 28)

organizzare la rete scolastica e la programmazione dell’offerta di istruzione regionale, definendo la relativa dotazione dell’organico ”, nonché la sua “integrazione” a livello regionale.* (art. 28)

Gestire l’organico potrebbe comportare, in futuro, la programmazione della distribuzione degli insegnanti in tutti gli ordini di scuola, dalla scuola dell’infanzia a quella superiore

La Regione chiede inoltre di poter gestire l’istruzione tecnica superiore, l’edilizia scolastica, il diritto allo studio, e di integrare i percorsi universitari.

La Regione chiede che per tali fini siano “trasferiti i beni e le risorse finanziarie, umane e strumentali” (art. 4)* oggi gestiti dallo Stato. La richiesta della Regione è che il trasferimento sia fisso e ricorrente (art. 5)* e non più variabile annualmente in base alle condizioni materiali delle singole Regioni (ad es. numero di alunni, eventi ambientali, investimenti locali).

Vista l’ampia area di competenze richieste che abbracciano tutti gli ordini scolastici e formativi il rischio concreto è che si crei un sistema scolastico specifico e parallelo dell’Emilia Romagna, con gran parte del personale alle dirette dipendenze della Regione.

Altre Regioni hanno chiesto ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in materia di istruzione, ognuna diversa dalle altre.

Il rischio è di avere tanti sistemi scolastici con programmi e gestione del personale locali, titoli di studio differenti senza più validità nazionale.

La scuola è un’istituzione a fondamento dell’unità del paese e tale deve rimanere. Lo sgretolamento dell’istruzione in competenze locali minaccia l’unità stessa della Repubblica.

Questa petizione è promossa dalle seguenti organizzazioni sindacali e associazioni dell’EMILIA ROMAGNA:

CISL SCUOLA, COBAS SCUOLA, FLCGIL, GILDA UNAMS, SGB, UIL SCUOLA RUA.
ASS.NE ART. 33, C.E.S.P., COMITATI LIP SCUOLA, COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE, COMITATO BOLOGNESE SCUOLA E COSTITUZIONE, LA SCUOLA SIAMO NOI-PARMA, LIBERTA’ E GIUSTIZIA-BOLOGNA, LINK, PROTEO FARE SAPERE, RETE DELLA CONOSCENZA, UNIONE DEGLI STUDENTI

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