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BOCCIATO DAI LAVORATORI IL CONTRATTO

BIDONE DELL'IGIENE AMBIENTALE

Il CCNL dell'Igiene Ambientale è stato sonoramente bocciato dai lavoratori ovunque è stato possibile votare in modo trasparente. Il referendum mirato, che avrebbe dovuto confermare la bontà dell’accordo, si è tramutato in tracollo politico di Cgil, Cisl, Uil e Fiadel.

A Milano e Roma nelle municipalizzate con il maggior numero di addetti, che sono le principali aziende in Italia, i lavoratori hanno votato a larga maggioranza per il no, cosi come a Genova, Bari, Firenze e in molte altre aziende piccole e grandi.

In tutto il sud, dalla Campania alla Sicilia, per evitare una sonora bocciatura Cgil Cisl Uil e Fiadel si sono astenuti dall'organizzare le operazioni di voto, con l'unica eccezione dell'Asia di Napoli dove ancora non si è votato e dove al momento non hanno fatto nemmeno assemblee per informare i lavoratori.

Abbiamo avuto molteplici casi di brogli, uno per tutti alla Econord di Paderno Dugnano (MI) dove i lavoratori, disgustati dagli esiti del contratto presentato in assemblea, hanno abbandonato la sala riunioni, e sono rimasti solo 4 presenti. Nel verbale finale è stato scritto che 4 lavoratori hanno votato contro e tutti gli altri a favore.

Questo è solo un esempio di tutta una serie di piccoli e grandi imbrogli per dimostrare che i lavoratori accettano un contratto che prevede: l'aumento dell'orario di lavoro da 36 a 38 ore; l'introduzione di un nuovo livello con il salario più basso per sfruttare i nuovi assunti; peggioramento del trattamento della malattia breve; compressione del diritto di sciopero; riduzione delle maggiorazioni per lo straordinario; aumento salariale misero di 70 € in 3 anni; 20 € di indennità integrativa; 30 € vengono spalmati su fondi vari che servono a mantenere le burocrazie sindacali e padronali; infine, la miseria di 200 € in due tranche come una tantum per nove mesi di vacanza contrattuale.

Questo dopo una serie di scioperi che sono costati più di quello che si è portato a casa.

Bisogna prendere atto che con questi sindacati le condizioni di lavoro possono solo peggiorare: per questo i lavoratori che hanno respinto questo contratto bidone debbono cominciare ad organizzarsi con il sindacato conflittuale e di classe, aderendo alla CUB e alla SGB - come stanno già facendo in modo sempre più numeroso - ed aprire una stagione di rivendicazioni contrattuali a livello nazionale, per ottenere aumenti salariali consistenti, il ripristino dei propri diritti negati, il riconoscimento delle malattie professionali legate al lavoro usurante, la democrazia nei luoghi di lavoro.

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