Le associazioni datoriali ASSTRA - ANAV – AGENS, il 10 luglio scorso, hanno invitato le aziende di trasporto ad esse associate a sospendere la raccolta dei dati anagrafici dei lavoratori ed i relativi contributi (i famosi 90 € annuali) per l’iscrizione forzata al Fondo Priamo.

Slitta quindi a data da destinarsi l’iscrizione forzosa al fondo Pensioni contro il quale SGB e CUB hanno promosso ricorsi gerarchici sia a livello nazionale che aziendale.

Questo perché al momento manca, da parte dell'autorità di vigilanza (COVIP), l’autorizzazione a modificare lo statuto di PRIAMO relativamente ai contenuti del verbale di accordo del 5.04.2017. Lo Statuto attuale non consente, infatti, di operare senza che il lavoratore debba trasferire anche il TFR.

Questa comunicazione conferma, implicitamente, che l'adesione contrattuale al Fondo potrà comportare per i lavoratori attualmente non iscritti altri obblighi, quali, ad esempio, il trasferimento di tutto il TFR a favore del fondo stesso.

E’ evidente che c’è qualche cosa che non va e che il ricorso gerarchico promosso al fine di impedire l'iscrizione coatta, cioè senza consenso, del lavoratore era ed è più che giustificato.

Certamente gli interessi in ballo sono tanti e sappiamo bene che questo è solo un momentaneo intoppo all'applicazione dell'articolo 38 del CCNL.

SGB continuerà nelle varie sedi opportune la vertenza perché i 90 € annui devono andare nelle tasche dei lavoratori e non in quelle dei sindacati complici che gestiscono i fondi pensione.

Impediamo che, come già avvenuto con gli Edili, al prossimo rinnovo contrattuale qualcuno pensi di sottoscrivere un accordo che renda ancora più pesante la cifra da versare e per impedire che tutto il TFR, anche di chi non ha aderito, finisca nel fondo stesso.

Continua la campagna “Ricorso Gerarchico” diciamo NO al contributo mensile obbligatorio.

Per compilare i moduli rivolgersi tutti i giorni

presso le nostre federazioni.

 

https://www.sindacatosgb.it/territori

e-max.it: your social media marketing partner