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Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti il 3 dicembre hanno sottoscritto un'ipotesi di accordo che rinnova il Ccnl Autotrasporto Logistica e Merci.

Questo CCNL arriva a due anni dalla scadenza del precedente con l'intento di cercare di sedare e narcotizzare le lotte che attraversano il settore, anche alla luce del successo degli scioperi promossi dal sindacalismo di base del 16 giugno e del 27 ottobre di quest'anno.

Con questo accordo i padroni consegnano alle segreterie dei sindacati firmatari, cgil,cisl e uil, la titolarità di decidere insieme a loro, attraverso gli enti bilaterali e la contrattazione decentrata, della vita dei lavoratori a prescindere dal volere degli stessi.

Uno scambio fra padroni e sindacati complici, con il quale cercano di svendere il portato delle lotte dei lavoratori del settore, in cambio di una sorta di monopolio della rappresentanza sindacale, che ha partorito un pessimo accordo:

  • La scadenza del CCNL è stata prorogata di un anno e quindi la sua scadenza sarà al 31 dicembre 2019.

  • Per il periodo di vacanza contrattuale, la solita elemosina, con l'erogazione di un importo a titolo di una tantum pari a 300 euro da erogarsi in due tranches, la prima pari a 200 euro con il cedolino paga di febbraio 2018 e la seconda di 100 euro (fra un anno) con il cedolino paga di novembre 2018.

Non contenti, sindacati complici e padroni, affermano che questo « rinnovo arriva in una fase critica per il settore, tanto è vero che, “con grande senso di responsabilità”, verificheranno le condizioni economiche del comparto entro il mese di luglio 2019, prima dell’erogazione dell’ultima rata d’incremento salariale (mediamente 32 € lordi).

  • L'Orario di lavoro e la Flessibilità sono le due voci su cui i padroni puntavano da sempre per mettere mano all’organizzazione del lavoro, contrastati fin’ora dalle lotte dei lavoratori, in ogni magazzino e ogni fabbrica.

  • Il personale viaggiante - si fissa in 39 ore settimanali la durata dell’orario di lavoro, da calcolarsi su un arco temporale di 4 mesi e distribuito su un massimo di 6 giorni. Per il personale di livello A, B, C, E ed F si applicano le norme del lavoro discontinuo, con l’orario settimanale di 47 ore. Per i lavoratori di livello D,G ed H l’orario settimanale è di 39 ore estendibile (per i conducenti di livello G e H) a 44 ore tramite accordo aziendale.

  • Il personale non viaggiante - si fissa in 39 ore settimanali la durata dell’orario di lavoro, da calcolarsi su un arco temporale di 4 mesi, con la possibilità di una distribuzione su 5 o 6 giorni. Quindi, solo qualora nell’arco di 4 mesi la media oraria fosse superiore a tale limite, le ore eccedenti verranno retribuite come prestazione straordinaria. E’ prevista inoltre la possibilità unilaterale di distribuire la prestazione giornaliera da un minimo di 6 ore ad un massimo di 9 ore senza alcun accordo con la RSA/ RSU e senza ridefinire le condizioni economiche (si fa eccezione per i lavoratori qualificati notturni).

  • Introdotta l’applicazione della cosiddetta settimana mobile per la fruizione dei riposi settimanali. Cosicché, a fronte di eventuali esigenze aziendali di ripartire l’orario di lavoro su quattro giorni, le aziende potranno modificare l’orario. Infatti è previsto che, per l'utilizzo della settimana mobile, tramite accordi tra azienda e sindacati firmatari (non con le RSA/RSU) si possano programmare giornate di 10 ore lavorative.

  • Per disincentivare il presunto assenteismo hanno sottoscritto la possibilità di decrementi della retribuzione e decrementi del trattamento di malattia a carico dell’azienda. Per le assenze dovute a malattia che iniziano il giorno successivo a giornate non lavorative: per il quarto evento l’integrazione a carico dell’azienda sarà pari al 75%; per il quinto evento al 50%; per il sesto al 25%; mentre dal settimo evento in poi l’azienda non sarà tenuta ad alcuna integrazione. (Consiglieremo caldamente ai lavoratori di ammalarsi prima delle giornate non lavorative o di attendere almeno un giorno dalle giornate non lavorative prima di ammalarsi).

Il fatto che la diversa programmazione dell’orario, attuabile per un massimo di 4 settimane nell’arco di un anno, porti nelle tasche del lavoratore un’indennità di disagio di 50 euro a settimana e di 8 euro giornalieri, di fatto è il viatico con cui si pensa di far accettare questa flessibilità lavorativa per poi sottrargliela con la scusa dell’assenteismo

  • Per i nuovi assunti si possono stipulare accordi aziendali per l’assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato applicando un trattamento che prevede la decurtazione di ROL ed Ex festività per i personale non viaggiante, e una decurtazione della retribuzione tabellare per il personale neopatentato. Inoltre è previsto, per le assunzioni a tempo indeterminato dei lavoratori con più di 29 anni, una percentuale di riduzione del salario rispetto alle tabelle retributive. Si introduce inoltre la possibilità del ricorso al lavoro a chiamata, prima vietato.

  • Una volta era il driver. Adesso c’è il rider. Cinque anni fa, il 31/08/13, quando venne firmato il penultimo contratto della logistica c'era il problema dell’e-commerce e quindi la richiesta di definire la figura del driver, semplificando, il cosiddetto corriere o comunque colui che svolge attività di guida e operazioni accessorie ai trasporti. Oggi, visto che ormai ha preso piede l'uso di giovani che, in bicicletta o motorino, per la consegna di pranzi, cene e merende, con questo contratto, si codifica una figura nuova, quella del rider che, come il driver nel 2013, fa il suo ingresso nel dettato contrattuale, assoggettato alla massima flessibilità organizzativa e sottopagato.

  • La bufala dell’argine ai fenomeni di illegalità nell’attività della Logistica, sbandierata dai sindacati complici, si traduce nel fatto che le aziende si sarebbero impegnate ad affidare le attività esternalizzate solo ad imprese che usano il contratto nazionale di lavoro. E’ un po’ come chiedere al lupo di non mangiare l’agnello.

  • Hanno inoltre introdotto un illusoria clausola sociale in caso di cambio appalto negli appalti della logistica per contrastare le forme di caporalato nel settore mentre invece si dà mano libera alle azienda di espellere dalla produzione i lavoratori considerati in esubero, nel caso di non meglio precisate innovazioni tecnologiche, informatiche e di automazione.

In definitiva con questo rinnovo contrattuale, in un settore chiave per il Paese, si è concessa ancor più flessibilità dell’orario e dell’organizzazione del lavoro, reso ancora più precario il lavoro nell’intera filiera, mantenuti bassi livelli salariali, limitato lo spazio contrattuale dei lavoratori.... in cambio di briciole.

SGB invita tutti i lavoratori a respingere quest’accordo e a impedire ai sindacati complici di certificarne il gradimento attraverso le solita consultazione farsa !

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