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“La lotta del PAME contro la Trojka, nella costruzione del sindacato di classe- dalla Resistenza al Contrattacco”

 

Care compagne e cari compagni

in occasione della visita ufficiale dei compagni in rappresentanza del Fronte Militante di tutti i Lavoratori (PAME) in Italia, abbiamo deciso di tradurre e pubblicare questo loro opuscolo scritto oramai 2 anni fa e di diffonderlo tra i nostri militanti e i lavoratori. In due anni tante cose cambiano e in questo mondo che corre veloce, spesso, anche la nostra esperienza viene travolta senza possibilità di sedimentarsi se non è stata compresa e valutata fino in fondo.

Insomma invecchia tutto, rapidamente. Eppure questo scritto non è invecchiato.

Parla di tanta parte dei problemi che i compagni greci hanno incontrato nella costruzione del sindacato di classe, senza dilungarsi in descrizioni espone criteri e principi organizzativi, indicazioni di lavoro su come risolvere i problemi. Basta scorrere l’indice e già si comprende che abbiamo a che fare con la nostra vita di militanti.

I risultati di questo lavoro si vedono negli imponenti scioperi, nelle alleanze della classe operaia con i lavoratori autonomi, con gli agricoltori, nel rafforzamento delle posizioni di classe tra i giovani e le donne. Nel novembre scorso, ospiti al loro 4° Congresso Nazionale, abbiamo visto la forza dell’organizzazione che ha messo in pratica quello che ha deciso e scritto in questo opuscolo. Il riconoscimento internazionale dato al PAME, anche in quell’occasione, viene dalla forza della solidarietà internazionalista che non ha mai abbandonato la sua azione.

La lotta contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, contro il Governo espressione dell’oppressione della Unione Europea, contro i monopoli e l’imperialismo questo è quello che unisce i lavoratori al PAME. Il controllo dei mezzi di produzione da parte dei lavoratori e la liberazione dal capitalismo sono gli obiettivi che si pongono.

Ovviamente, nel ritrovarci in tante delle cose qui scritte, ben sappiamo di non avere tra le mani un “ricettario” buono per qualsiasi occasione ma cogliamo l’invito dei compagni a riflettere sulle questioni (che noi chiameremmo di progetto) “di quale movimento abbiamo bisogno” delle sue caratteristiche, sul metodo di lavoro e di ordine più generale sulle due linee all’interno del movimento sindacale e della lotta imprescindibile al collaborazionismo dei sindacati del “dialogo sociale”.

Un dibattito simile riteniamo sia essenziale per il movimento sindacale anche nel nostro paese, che soffre proprio come in Grecia e in Europa dell’opportunismo che avvantaggia i sindacati collaborazionisti.

Per questo fin dalla nostra nascita abbiamo aperto una riflessione pubblica sulla fase politico sindacale in cui viviamo che nel nostro Paese è caratterizzata dal passaggio dal ventennio della concertazione sindacale, avuta con gli accordi del 1992-1993, alla fase della complicità sindacale avviatasi con l’accordo del 10 gennaio 2014, il cosiddetto Testo Unico di rappresentanza sindacale.

SGB al suo primo Congresso, ha preso l’impegno di portare il proprio contributo alla costruzione del sindacato di classe anche nel nostro paese. Sappiamo che solo militanti capaci di comprendere il contesto in cui si trovano, fanno loro gli obiettivi di tutto il movimento dei lavoratori e sono pronti ad contrastare ogni dannoso vezzo autoreferenziale, potranno apprestarsi a questa lotta con la possibilità di vincerla.

“Una iniziativa sarà giudicata di successo o meno non prima di essere messa in atto” per questo il confronto che avviamo nulla ha di accademico né è riservato agli addetti ai lavori.

Sono giorni questi che ricorderemo per il feroce attacco al popolo siriano e a tutti i lavoratori che stanno pagando con il sangue la crisi strutturale del capitalismo.

La guerra, la cancellazione dei diritti conquistati con la lotta, la distruzione della natura sono le conseguenze dell’inumano sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Solo l’unità della classe lavoratrice potrà avere la forza per fermare l’imperialismo che come un ubriaco si aggira tra i popoli seminando ingiustizie e morte.

Allo studio e alla lotta!

 

Flip Book ID 1

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