INTERNAZIONALE

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Sono agghiaccianti le notizie che si susseguono sui naufragi in Mediterraneo e sulle condizioni in cui centinaia di migliaia di migranti giunti in Italia, sono costretti a subire per avere una occasione di sopravvivenza, tanto più è odiosa la campagna di intolleranza alimentata ad arte per distrarre dalle vere cause dell’emigrazione.

La guerra, lo sfruttamento, la disoccupazione sono i ricatti contro i lavoratori di ogni paese, perpetrati dai padroni per mantenere i profitti nella crisi strutturale del sistema capitalista; ricatti da coprire con il razzismo e la xenofobia.

Tanto più forte è il ricatto tanto più i lavoratori sono costretti a piegare la testa ed accettare le condizioni della peggiore miseria nella vendita del proprio lavoro, nel tentativo di sopravvivere.

La concorrenza tra lavoratori viene aumentata scientificamente per abbassare il prezzo della forza lavoro, il salario.

Lo sanno bene le donne e i giovani del nostro bel paese che guadagnano mediamente il 30-35% in meno rispetto a un uomo, costrette ad abusi e orari più lunghi; stessa cosa succede alla massa enorme di popolazione africana. Affamata, umiliata, assassinata, rapinata delle sue immense ricchezze è costretta a dare i suoi figli al mare nella “speranza” di una vita di lavoro e sacrifici.

Tutte le statistiche demografiche, mostrano che la nuova forza lavoro nei prossimi decenni sarà africana.

 

Già da tempo i governi europei, su ordine dei padroni, indicano il numero di immigrati “graditi” al lavoro nei campi e nelle fabbriche. I 5 milioni di immigrati regolarizzati in Italia, sui 60 milioni di cittadini sono essenziali per compensare lo squilibrio demografico; certamente i 170 mila detenuti nei centri di “accoglienza”, che passano in Italia per cercare un lavoro, non sono il peso più pesante sulle spalle dei lavoratori italiani, che sopportano da troppo, invece, quello della corruzione, dello sfruttamento, delle privatizzazioni, della cancellazione degli spazi di libertà di espressione e di organizzazione.

L’intolleranza nei riguardi dei migranti viene fomentata ad arte per nascondere il vero scopo di tanto odio: mantenere i  salari alla fame e così tutti i lavoratori, anche quelli dei paesi “sviluppati” saranno costretti ad abbassare le loro “pretese”. Si lavora per 5-3 euro all'ora, si lavora per un euro, si mandano studenti e detenuti a lavorare gratis. Sempre più spesso i salari non vengono pagati. Il ricatto si allarga a tutti, milioni di disoccupati e poveri nel nostro paese, mentre aumentano di qualche centinaio i miliardari e i loro profitti. Tutto il sistema economico e politico, possiamo dire, si è “mafiosizzato”, ne ha assunto i caratteri e la violenza.

Altro che differenze tra migranti profughi e migranti economici, altro che interessi comuni tra lavoratori e aziende italiane!

La propaganda razzista del Governo, attraverso l’ignobile abbandono in mare di migliaia di persone, con tutte le morti causate, viene spacciata come lo strumento per ricontrattare in Europa la posizione italiana e i suoi interessi. Nell’Accordo tra i paesi della UE, sottoscritto nella notte del 29 giugno, la tecnica del rinvio ha aperto la porta alle posizioni del gruppo di paesi europei che hanno chiuso le proprie frontiere, scaricando proprio sull’Italia il presunto carico insopportabile di migranti; in cambio l’Italia si è di nuovo fatta complice della politica degli embarghi, mostrando la natura del “cambiamento” di questo Governo, che non è in grado di porre le questioni fondamentali per mettere davvero fine alla vendita degli esseri umani e tanto meno di fare gli interessi della classe dei lavoratori, rappresentando invece quelli della piccola e media borghesia

 

Dobbiamo rompere i ricatti che costringono i migranti ad accettare le peggiori condizioni.

Va cancellata la Bossi -Fini, l’odioso reato di immigrazione; va riconosciuto un permesso europeo per tutti i migranti. Chiudere i lager, in Europa e nei paesi di transito, chiamati centri di accoglienza e combattere contro tutte le speculazioni e il sistema nostrano di corruzione.

 

Vanno cancellate le spese militari, vietate la produzione e la vendita di armi a tutti i paesi in conflitto; è vergognoso il primato italiano di vendita di armi in Medio Oriente.

Riconoscere il principio di autodeterminazione di ogni popolo: dai siriani (ancora colpiti dall'embargo UE), al popolo palestinese, ai kurdi come agli yemeniti e ai popoli di tutti i paesi africani, dove i conflitti tra etnie sono fomentati dagli interessi delle multinazionali, fanno morti sia quando sono economici (con carestie o catastrofi ambientali e generano masse enormi di disoccupati) come quando si trasformano in guerre vere.

Va condannata ogni velleità di esportare la nostra malsana “democrazia”, ritirare tutti i contingenti delle missioni all'estero.

Uscire dalla Nato e dall'UE che sono tra i maggiori fomentatori di conflitti economici e armati.

 

Il nostro senso di umanità davanti all’arroganza, ignorante e ignobile, razzista e ipocrita si misura nella nostra capacità di lottare contro lo sfruttamento dell'uomo sull’uomo.

Dobbiamo lottare per aumentare i nostri salari, ridurre l'orario di lavoro, abbassare l'età pensionabile, farla finita con il furto dei versamenti pensionistici anche degli immigrati, riconquistare lo stato sociale universale, non permettere più che alcuno subisca da solo i ricatti dei padroni.

 

Libertà di movimento per ogni essere sulla faccia della terra.

Uguale salario per uguale lavoro.

Casa, salute e istruzione per tutti.

Solidarietà a tutti i rifugiati e a tutti i migranti.

Camminiamo al fianco di tutti i giovani, lavoratori, sindacalisti, compagni che nella lotta si scontrano contro la repressione e i licenziamenti politici.

 

Il 14 luglio a Ventimiglia ore 14 corteo Internazionale!

per info contattare le sedi SGB