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per Sindacato SGB Bologna

da segreteria collegiale USI Unione Sindacale Italiana

(Udine-Milano-Roma-Caserta) fondata nel 1912

 

Si esprime la solidarietà a Giusi, dipendente comunale di Casalecchio di Reno (BO)

sottoposta a un ingiusto procedimento disciplinare, per motivazioni estranee al

rapporto di lavoro, la sua attività da antifascista.

Ciò in violazione degli elementari diritti e libertà, stabiliti non solo dalla

Costituzione in vigore, ma anche dalla sua applicazione nei luoghi di lavoro,

in particolare dalla legge 300 1970, che vieta condotte datoriali improprie, anche nelle pubbliche amministrazioni, in virtù di quanto disciplinato all'articolo 1, ma soprattutto per il caso in questione, dai divieti indicati agli articoli 8 e 15 dello statuto dei lavoratori (e lavoratrici). La lavoratrice dovrà comunque difendersi da accuse pretestuose e

con utilizzo di disposizioni normaite che hanno ben altra finalità, che dare

sentenze e sanzioni esemplari, ai dipendenti di Enti Locali che rivendicano 

la pratica di contrasto al nazifascismo, vecchio e nuovo.

La nostra vicinanza a chi il 26 luglio prossimo, sosterrà il presidio al Comune

e ovviamente la nostra piena solidarietà alla lavoratrice, a Giusi, per la

procedura disciplinare alla quale è stata sottoposta.

Un saluto...resistente

per USI Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912

trasmette Roberto Martelli 

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C'eravamo tutti quel giorno insieme a Giusi per rispondere alle provocazioni dello stragista Fiore, che nella città che ha vissuto il 2 Agosto veniva a trasmettere il suo messaggio di odio e ad inneggiare alla guerra tra poveri.
Abbiamo tutti subito la feroce carica delle forze dell'ordine, sempre pronte a difendere i cani da guardia del capitale.
Abbiamo tutti gridato giustamente il nostro sdegno  per il fatto che un'amministrazione che a parole si professa antifascista avesse permesso a un terrorista nero di spargere il proprio veleno in una città che ancora si fregia della medaglia d'oro per la Resistenza.

Giusi ha deciso da che parte stare, dalla parte giusta della storia, e per questo semplice fatto è stata aggredita a freddo (come chiunque può vedere dal video girato sui giornali) e malmenata dalla polizia. Ma come se questo non bastasse, adesso il Comune di Casalecchio, amministrazione PD, ha deciso di avviare un procedimento disciplinare contro di lei, in quanto avrebbe “nociuto all'immagine dell'amministrazione”.  Al paradosso quasi surreale di questa accusa rispondiamo che gli unici a nuocere all'immagine dell'amministrazione sono coloro che sfruttano le chiamate “antifasciste” a scopo elettorale, ma quando i fascisti gli vengono sotto casa non hanno la dignità e l'orgoglio di metterci la propria faccia e il proprio corpo, come invece ha fatto Giusi.

PER QUESTO POTERE AL POPOLO ADERISCE AL PRESIDIO DEL 26 LUGLIO DAVANTI AL COMUNE DI CASALECCHIO

L'ANTIFASCISMO NON SI PROCESSA

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I FATTI: Il 20 maggio scorso Giusy, delegata sindacale RSU del Comune di Casalecchio di Reno, è in piazza
a Bologna, per contestare Il Comizio elettorale dell’organizzazione neofascista Forza Nuova con la partecipazione
di Roberto Fiore condannato per banda armata e associazione sovversiva come capo di Terza Posizione,
un’organizzazione della destra eversiva della fine degli anni Settanta. Dichiarato colpevole in tutti i
gradi di giudizio, il Fiore avrebbe dovuto scontare almeno cinque anni e mezzo di reclusione, fuggito invece
nel1980i n Inghilterra, rientra in Italia nel 1999 come leader di Forza Nuova, partito che partecipa alle elezioni
comunali di Roma, nel 2001, con primo candidato un nipote di Benito Mussolini.notizie riprese da
L’Espresso 20 dicembre 2017 E’ di pochi giorni fa la notizia apparsa su tutti i giornali nazionali, del ritrovamento
in un hangar dell’aereoporto in provincia di Pavia, di fucili e pistole professionali ed un missile terra
aria. Tra gli arrestati un militante di Forza Nuova in passato candidato nel Comune di Gallerate (VA).
Se non li conoscete, ecco contro chi manifestava Giusy !
GLI ATTI . Giusy quel 20 maggio 2019 come libera cittadina, fuori dall’orario di lavoro, protesta per la violazione
della XII disposizione finale della Costituzione Italiana: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi
forma, del disciolto partito fascista 6..» , della Legge 20 giugno 1952 n. 645 che Art. 1. recita: “Ai
fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del
disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie
del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando
la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrandola democrazia, le sue istituzioni
e i valori della Resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione
di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori
di carattere fascista”, ed infine della Legge 25 giugno 1993, n. 205 che all’articolo 1 comma 3. recita “E’ vietata
ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione
o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”
L’INTERPRETAZIONE AUTORITARIA DEL DIRITTO E Circa 10 giorni dopo Il Resto del Carlino, ha reso
noto che Giusy è stata segnalata al competente ufficio disciplinare del Comune di Casalecchio di Reno
per la valutazione dell’avvio di un procedimento in base al DPR 16 aprile n, 62 “ Regolamento recante codi -
ce di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165” che l’art.10 recita: “Comportamento nei rapporti privati” recita: “Nei rapporti privati, comprese le relazioni
extra lavorative con pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni, il dipendente non sfrutta, né menziona
la posizione che ricopre nell’amministrazione per ottenere utilità che non gli spettino e non assume
nessun altro comportamento che possa nuocere all’immagine dell’amministrazione”
L’INTERPRETAZIONE COSTITUZIONALISTA DEL DIRITTO La partecipazione ad una manifestazione
antifascista e antirazzista della cittadina e lavoratrice, Giusy, merita semmai un encomio non solo da parte
del datore di lavoro, ma anche da parte di tutte le autorità democratiche, NON una sanzione che deve essere
invece comminata a chi organizza e partecipa a raduni fascisti e razzisti. Nell’azione intrapresa nei confronti
di Giusy avvalendosi della nozione di “immagine dell’amministrazione” che si estende oltre la vita lavorativa
anche nella vita privata, per ora solo dei dipendenti pubblici, è presente un vincolo intimidatorio alla libertà
d’opinione e di manifestazione di noi tutti: lavoratori e cittadini. L’articolo 10 deve essere riformulato.
NOI persone, NOI cittadini, NOI lavoratori, NOI colleghi, NOI iscritti al sindacato, NOI RSU,, aderiamo
al presidio convocato per il 26 luglio 2019 a Casalecchio di Reno dal Sindacato SGB ed esprimiamo
solidarietà e vicinanza a Giusy e richiediamo l’archiviazione del procedimento disciplinare.
Il diritto d’opinione e manifestazione della persona
il dovere di difesa della Costituzione
sono di tutti: cittadini e lavoratori,
oltre le sigle e le appartenenze sindacali
RSU Comune di San Giovanni in Persiceto

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Esprimo la mia solidarietà a Giusi, colpita nel suo diritto costituzionale di manifestazione del pensiero contro il fascismo per aver partecipato a un presidio antifascista!

Il procedimento disciplinare aperto nei suoi confronti dal Comune di Casalecchio di Reno oltre ad essere una persecuzione ed  ed oltre ad essere anche l’ennesima esplicita rappresentazione di come gli impiegati pubblici siano ormai considerati da tutti i governi persone e cittadini di “serie B”, non rispetta la legge n. 645/1952 che:" sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista"

Contro la deriva autoritaria di considerare i lavoratori del pubblico impiego come servitù di passaggio per la propaganda di tutti i politici di destra e di sedicente sinistra, compresi quelli che si qualificano né di destra né di sinistra!

E’ ora di dire BASTA!

E' ora di rispettare la nostra Costituzione Antifascista

Il componente RSU-MiBAC 

Alido Contucci

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Il Partito Comunista Italiano di Bologna aderisce al presidio di solidarietà per Giusi Rossi, il 26 luglio a Casalecchio di Reno

Il 20 maggio scorso, Giusi Rossi, dipendente e delegata sindacale SGB del Comune di Casalecchio di Reno, si è recata in piazza Maggiore, a Bologna, per protestare contro la manifestazione organizzata dalla formazione fascista Forza Nuova. Alla manifestazione era presente anche il segretario di Forza Nuova, Roberto Fiore, condannato per associazione sovversiva e banda armata nel 1980, quando era capo di Terza posizione, la formazione fascista che negli anni Settanta riunì a sé la galassia della destra eversiva. Dichiarato colpevole in tutti i gradi di giudizio, per fuggire al carcere Fiore fuggì in Inghilterra, rientrando in Italia alla fine degli anni ’90 e presentandosi candidato capolista di Forza Nuova alle elezioni del Comune di Roma.

Giusi, il 20 maggio, come libera cittadina e fuori dall’orario di servizio, protesta contro la violazione delle leggi Scelba, Mancino e della stessa Costituzione, che vietano la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista, così come vietano quella propaganda xenofoba e fascista che è invece tratto distintivo di Forza Nuova.

Circa dieci giorni dopo la manifestazione, sul quotidiano “Il Resto del Carlino” compare la notizia della segnalazione di Giusi (da parte di un politico?) all’ufficio disciplina del Comune di Casalecchio a seguito della violazione del Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici, Legge 165/2001. Le viene contestata la violazione dell’art. 10, che obbliga i pubblici dipendenti a non assumere nessun atteggiamento che possa nuocere all’immagine della pubblica amministrazione. Si tratta di una norma che nell’interpretazione dei dirigenti vorrebbe porre dei limiti alla libertà di opinione ed espressione sancite dalla nostra Costituzione.

Da parte nostra, invece, siamo convinti che la partecipazione di una dipendente pubblica ad una manifestazione antifascista e antirazzista meriti un plauso, e che la presenza di Giusi al corteo contribuisca, semmai, a ricordare alle istituzioni di questo Paese la propria genesi politica e democratica, non certamente a scalfirne l’immagine come invece si candidano a fare procedimenti disciplinari che andrebbero chiusi per inconsistenza d’accusa. Come Partito Comunista Italiano – Federazione di Bologna aderiamo, quindi, convintamente al presidio di solidarietà per Giusi convocato per il 26 luglio davanti al Comune di Casalecchio di Reno. Manifesteremo la solidarietà di quanti difendono la Costituzione e la libertà di esprimere le proprie opinioni.

Chiediamo all’Amministrazione comunale di prendere una posizione netta e inequivocabile nei confronti del procedimento disciplinare: non è sufficiente la dichiarazione rilasciata dal Sindaco di Casalecchio lo scorso 2 luglio, nella quale non si chiarisce affatto l’atteggiamento che l’amministrazione intenderà tenere. Chiediamo, inoltre, che l’ufficio disciplinare archivi il procedimento, e che non ci si lasci influenzare da pressioni politiche esterne: non si lede l’immagine pubblica se si protesta contro il fascismo, si onora, semmai, il proprio ruolo di dipendente pubblico.

IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO DI BOLOGNA