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 Sindacato Generale di Base - Scuola

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Noi siamo dalla parte di Giusi

Giusi è una lavoratrice del Comune di Casalecchio di Reno (Bologna), come ce ne sono tante. Giusi è una delegata SGB, come ce ne sono tante. Giusi è antifascista, come dovrebbero essere tutti.

Il 20 maggio ha partecipato ad una manifestazione antifascista che protestava per il comizio di Forza Nuova a Bologna. Durante la manifestazione ci sono stati alcuni scontri tra i manifestanti e le forze dell'ordine che impedivano al corteo di raggiungere il luogo del comizio. Nei giorni successivi sono circolati dei video che riprendevano Giusi che, tornata la calma dopo gli scontri, gridava con determinazione verso il cordone di polizia “DA CHE PARTE STATE?”. Fin qui nulla di strano, anche le forze dell'ordine non hanno rilevato nulla da contestare, tant'è che non hanno neanche identificato la manifestante. Ma Giusi è una dipendente del Comune di Casalecchio (città amministrata da sindaco e assessori ufficialmente antifascisti) e, a quanto pare, in questo paese i dipendenti pubblici godono di una sorta di libertà condizionata e usciti dal posto di lavoro non possono fare quello che fanno gli altri cittadini. Lo abbiamo gia visto con la maestra e il collega dell'Università di Torino e, più recentemente, con la collega di Palermo. Basta che qualche politico (nazionale o locale, poco importa) decida di farsi pubblicità, chieda il pugno duro contro un lavoratore, agiti qualche norma sul codice di comportamento o anche solo sulla buona educazione ed ecco che un comportamento privato di un cittadino fuori dall'orario e dal luogo di lavoro, diventa misteriosamente un comportamento da sanzionare sul posto di lavoro. Una storia che ricorda “Il maestro di Vigevano”.

Nell'Emilia Romagna, punta d'eccellenza dei valori antifascisti, una Pubblica Amministrazione viene condizionata nel suo operato dalla solita arroganza dei carrieristi politici. Si rinnegano i valori fondanti della comunità; quei principi dell'antifascismo che dovrebbero essere la linea guida per ogni amministrazione pubblica e per ogni cittadino.

Sullo sfondo vediamo apparire da un lato la manovra revisionista che mira a riabilitare i fascismi e i suoi non valori, dall'altro il continuo attacco ai dipendenti pubblici, mirata a creare il clima adatto al taglio e alla privatizzazione dei servizi pubblici. Un clima che vorrebbe indurci timore in ogni nostro agire pubblico, per il solo fatto di essere ogni giorno impegnati a garantire i servizi pubblici dello Stato e quindi facili agnelli sacrificali della brama di popolarità di qualche esponente partitico.

SGB Scuola da tempo ha scelto la linea dura contro la deriva repressiva a suon di sanzioni disciplinari. Non ci faremo vincere dalla paura. Non è pensabile che un dipendente pubblico non possa esprimere le sue idee politiche al di fuori del luogo di lavoro.

E' per queste ragioni che siamo naturalmente al fianco della nostra delegata RSU Giusi ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà come delegati e lavoratori della scuola.

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Vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Giusi, colpita nel suo diritto costituzionale di manifestazione del pensiero contro il fascismo per aver partecipato a un presidio antifascista!

Riteniamo che il procedimento disciplinare aperto nei suoi confronti dal Comune di Casalecchio di Reno sia una persecuzione e  anche l’ennesima esplicita rappresentazione di come gli impiegati pubblici siano ormai considerati da tutti i governi persone e cittadini di “serie B”.

Contro la deriva autoritaria di considerare i lavoratori del pubblico impiego come servitù di passaggio per la propaganda di tutti i politici di destra e di sedicente sinistra, compresi quelli che si qualificano né di destra né di sinistra!

E’ ora di dire BASTA!

I componenti della RSU della Corte dei conti di Bologna.

 

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Il 20 Maggio l’organizzazione di estrema destra “Forza Nuova” ha tenuto un comizio nei pressi di Piazza Maggiore, al
microfono il neofascista Roberto Fiore. E’ bene ricordare chi è costui: Fiore “è stato condannato per banda armata e
associazione sovversiva come capo di Terza Posizione, organizzazione che alla fine degli anni Settanta ha riunito
alcuni dei criminali più violenti della destra eversiva. Fiore fu dichiarato colpevole in tutti i gradi di giudizio e avrebbe
dovuto scontare almeno cinque anni e mezzo di reclusione. Invece è scappato a Londra dove ha fatto molti soldi e
dove ha trovato la giustizia inglese che ha negato l’estradizione. Rientra in Italia nel 1999 libero e ricco pronto a
guidare un nuovo movimento politico Neofascista, razzista, pieno di criminali violenti, come il precedente, ma con
una sigla diversa: Forza Nuova.” (Informazioni pubblicate su L’Espresso nel Dicembre del 2017)
Quel 20 Maggio c’eravamo anche noi assieme alle migliaia di Bolognesi che contrastavano i pochi neofascisti
convenuti per sentire un così losco figuro protetto da cordoni di poliziotti in assetto di guerra. Lungo il portico
dell’Archiginnasio una donna si avvicina al cordone di polizia urlando la propria rabbia e chiedendo da che parte
stanno. Per tutta risposta, ci sono le immagini a confermarlo, dopo qualche minuto viene presa violentemente da
alcuni poliziotti del cordone e buttata a terra in malo modo. Lasciata lì per un po’ di tempo viene ricacciata verso i
manifestanti senza che verso di lei venga fatta nessuna denuncia di nessun genere. Ed il motivo è palese: non ha
fatto niente se non esercitare il proprio diritto al dissenso.
Dopo poco tempo sappiamo il nome della donna e sappiamo che è una delegata sindacale del Comune di
Casalecchio di Reno per la sigla SGB. Veniamo a sapere tutto ciò perché, INCREDIBILMENTE, in assenza di denunce, i
Dirigenti del Comune di Casalecchio, Città Medaglia d’Oro al valor civile per i bombardamenti subiti durante la guerra
e città che ogni anno ricorda al Cavalcavia i 12 martiri trucidati brutalmente dai nazifascisti nel 1944, decide di
avviare un’indagine per contestazione di addebito per essere venuta meno, dicono loro, all’osservanza della
“Costituzione servendo la Nazione con disciplina e Onore…”
Pensiamo che a Casalecchio i Dirigenti Comunali siano impazziti. Ci chiediamo cosa si nasconde veramente dietro a
questo procedimento nei confronti di una Delegata che ha DECISAMENTE servito la Nazione nata dalla Resistenza!
L’ha servita come non hanno invece fatto i Dirigenti del Comune quel 20 Maggio e come non stanno facendo ora
ascoltando le lamentele di chi sa fare politica e approfitta del clima per minare le fondamenta democratiche ed
antifasciste del nostro Paese! Non capiamo come si possa cadere in questo sporco tranello!
Le chiacchiere stanno a zero! L’Antifascismo NON SI DISCUTE! Esprimiamo la nostra totale solidarietà alla Delegata
Sindacale e Compagna Giusi!
Chiediamo al Sindaco di Casalecchio di intervenire dall’alto della sua posizione politica per interrompere questa
caccia alle streghe, lui che abbiamo visto con tuta e pennello cancellare scritte fasciste sui muri della biblioteca di
Casalecchio.
Chiediamo a tutte le organizzazioni democratiche ed antifasciste del territorio di fare pressioni affinché questa
farsa abbia fine.
Infine, se questo procedimento non si dovesse interrompere, auspichiamo con vigore che da qui al 26 Luglio, giorno
in cui Giusi è chiamata innanzi all’ufficio disciplinare, nascano continue iniziative di solidarietà che portino quel
giorno tante persone al suo fianco per far tacere chi mette in discussione la pratica antifascista del dissenso.

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Futuro al lavoro manifestazione nazionale Roma Cgil Cisl Uil 9 febbraio 2019 Fp Bologna striscione 62 1030x773

 

La vicenda che ha visto recentemente coinvolta una lavoratrice (e componente RSU) del Comune di
Casalecchio a seguito della sua partecipazione alla manifestazione antifascista del 20 maggio a Bologna
contro il comizio di Forza Nuova ed alla successiva contestazione per un “danno di immagine” per l’ente
a causa delle modalità con cui la lavoratrice ha espresso la sua indignazione nei confronti delle forze
dell’ordine che presidiavano il comizio non può lasciare indifferente la nostra Organizzazione.
Ci risulta, peraltro, che nessun reato sia stato contestato alla lavoratrice e che non sia pervenuta alcuna
segnalazione in tal senso dalle stesse forze dell’ordine direttamente implicate nella dinamica degli eventi.
Sappiamo bene, avendo partecipato all’assemblea indetta il 9 luglio dalla RSU del Comune di
Casalecchio, che vi sono tra i lavoratori diverse ed articolati opinioni sullo specifico episodio, ma ci
sentiamo di affermare che TUTTI i presenti hanno unanimemente affermato l’inviolabilità del diritto di
ogni cittadino, ancorchè dipendente pubblico, di manifestare e di esprimere pubblicamente le proprie
opinioni al di fuori del posto di lavoro.
Per questo motivo, pur non aderendo al presidio convocato in occasione del dibattimento relativo al
procedimento in atto dall’Organizzazione Sindacale cui la lavoratrice aderisce, vogliamo con forza
ribadire che vanno modificate le norme che consentono interpretazioni troppo “larghe” dei vincoli e dei
limiti comportamentali del pubblico dipendente, soprattutto nel caso in cui non vi siano contestazioni e/o
addebiti da parte dell’autorità giudiziaria.
Così come affermiamo con altrettanta determinazione che è intollerabile l’ingerenza della politica nelle
attività di gestione della Pubblica Amministrazione, soprattutto quando è motivata dalla presunzione di
governare e controllare i lavoratori ed i loro orientamenti, politici e sindacali.
In tal senso abbiamo preso atto del comunicato del Sindaco di Casalecchio di Reno del 2 luglio scorso che
ha esplicitamente dichiarato che “come amministrazione non sono in alcun modo in discussione o
sanzionabili il diritto a manifestare le proprie idee o i valori antifascisti”, ma anche in questo caso siamo
di fronte ad una dichiarazione politica, in sé apprezzabile ma non esaustiva rispetto al procedimento
disciplinare avviato.
Chiediamo pertanto che da parte della struttura deputata alla gestione dei procedimenti disciplinari
prevalgano il buon senso e la misura, e ci associamo, condividendone appieno i contenuti, al comunicato
dell’ANPI di Casalecchio di Reno del 15 luglio scorso.

FP CGIL BOLOGNA CdLI-CGIL distretto di Casalecchio

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Ente morale D.L. n° 224 del 05 Aprile 1945
*C.V.L *
A.N.P.I. – Antifascisti
Ass. Naz, Partigiani d’Italia e Antifascisti
Sezione “Marino Serenari”
Via del Fanciullo, 6
40033 Casalecchio di Reno
anpicasalecchio@gmail.com

anpi

16/07/2019
Solidarietà a Giusi Rossi
Venuti a conoscenza dell’avvio del procedimento disciplinare nei confronti di Giusi Rossi, dipendente del Comune di Casalecchio di Reno, a seguito delle sue proteste nei confronti delle forze dell’ordine nell’ambito di una partecipazione a una manifestazione contro la presenza di Roberto Fiore e Forza Nuova in piazza Galvani a Bologna il maggio scorso, non possiamo che esprimere solidarietà alla lavoratrice e condannare con forza l’uso strumentale della legge da parte di una certa destra bolognese e cittadina, che fatica ancora a fare pace con i fantasmi antidemocratici del proprio passato.
Ciò che rileviamo con preoccupazione è che si sposta l’attenzione sul problema più grave di quella giornata di maggio, e cioè la presenza di un leader dichiaratamente neofascista in una Nazione le cui basi poggiano sulla Resistenza antifascista. Sarebbe forse il caso di chiedere, come ha fatto l’ANPI nazionale, lo scioglimento di queste formazioni e non provvedimenti contro chi protesta, pretendendo quindi una vera applicazione della Costituzione italiana.
Contestualmente esprimiamo anche fiducia nell’Amministrazione comunale, che nel corso degli anni ha sempre dimostrato di difendere i valori dell’antifascismo e della Lotta di Liberazione Nazionale, organizzando momenti di riflessione e di denuncia, non da ultimo la cancellazione di alcune scritte comparse sui muri della Casa della Conoscenza.
Il Direttivo di Sezione