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Esprimiamo la nostra solidarietà a Giusy, delegata RSU nel Comune di Casalecchio sul Reno
(Bologna) per il sindacato di base SGB, attiva nel nostro Coordinamento, sottoposta ad un
procedimento disciplinare per un fatto avvenuto fuori dal luogo e dall'orario di lavoro, durante una
manifestazione politica.
L'episodio è simile a quello accaduto a Lavinia, maestra torinese licenziata su proposta
dell'Ufficio Regionale Scolastico con l'accusa di aver urlato alcune ingiurie contro la polizia che
aveva caricato il corteo a cui partecipava. Licenziamento confermato dalla magistratura che il 2
maggio scorso ha rigettato il ricorso di Lavinia, affermando che il sistema scolastico rappresenta un
«mezzo per promuovere la crescita della persona … improntato nel rispetto dell’ordinamento».
Con argomentazione simile è stato avviato il procedimento disciplinare nei confronti di Giusy,
come spiega il comunicato nazionale del 1° luglio di SGB : “ … la norma che viene richiamata per
colpire Giusy […] recita « … il dipendente osserva la Costituzione servendo la Nazione con
disciplina e onore … » ” (Art. 3 del DPR n. 62 del 16 aprile 2013: il codice di comportamento dei
dipendenti pubblici approvato sotto il Governo Monti).
Rispettare l'Ordinamento e la Nazione e servirlo con Rispetto e Onore, pena il licenziamento, sul
posto di lavoro e fuori. Questo il monito che il padrone pubblico manda ai suoi dipendenti, che
vuole sottomessi fuori e dentro il posto di lavoro.
Questo impone il codice di comportamento dei dipendenti pubblici ed anche una norma
dell'ultimo Ccnl 2016/2018 (art. 57 comma 1), firmato dai sindacati collaborazionisti (Cgil, Cisl,
Uil), richiamata anch'essa nel documento che avvia il procedimento disciplinare.
L'obiettivo di queste azioni repressive è far paura a tutti i lavoratori, frenarli dallo scendere in
lotta, rinforzare la catena che li vuole servitori di un ordine politico e statale che dicono a tutela
delle persone al di sopra della condizione sociale e che invece ogni giorno di più dimostra la sua
vera natura al servizio della classe padronale.
Giusy può essere difesa solo con la solidarietà di tutti i lavoratori e con la lotta e per questo il
nostro Coordinamento si impegnerà, a cominciare dal prossimo 26 luglio, giorno in cui è stata
convocata dall'Ufficio Disciplinare.
Occorre seguire la strada dell'unità dei lavoratori abbattendo le false divisioni costruite ad arte dai
padroni, da questo loro sistema e dai sindacati complici, a cominciare da quella che vuole dividere i
lavoratori del settore pubblico da quelli del settore privato.
Martedì 17 luglio 2019
Per contatti scrivere a: perilsindacatodiclasse@gmail.com
Pagina facebook: Coordinamento lavoratori autoconvocato per l'unità della classe
Coordinamento lavoratori e lavoratrici autoconvocati/e per l’unità della classe

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