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imm 3 ottobre

Quello che oggi accade a Modena, contro 477 lavoratori e lavoratrici che hanno portato avanti la lotta per migliorare le loro condizioni di vita non è che il risultato della legge sicurezza abbozzata dal governo Renzi tramite il Ministro Minniti, voluto dal governo giallo/verde e perpetuato da questo giallo/rosa.

Una legge che parla chiaro: garantire sicurezza ai padroni e controparti, neutralizzare tutti coloro, lavoratori e non, che rivendicano migliori condizioni di vita e di lavoro.

Nel binomio sicurezza/immigrazione, voluto fortemente dal Governo, si prefigura con certezza l’ aumento di una massa lavoro clandestina e ricattabile. Ciò non può che portare  ad un abbassamento delle tutele e del costo del lavoro ai minimi termini, ad una maggiore concorrenza e lotta tra poveri. Insomma una ulteriore impoverimento della classe lavoratrice, sia essa “nera” o “bianca”. Questo per noi il motivo di fondo per il quale siamo per l’abolizione della legge su Sicurezza e immigrazione (Lg.113)

La legge sicurezza e immigrazione, trasforma manifestazioni, scioperi e picchetti da infrazioni amministrative in reati penali punibili con anni di carcere o con la perdita del diritto di cittadinanza per gli immigrati. Così le 477 lavoratrici e lavoratori di Modena che hanno condotto battaglie per il posto di lavoro, contro i licenziamenti o per contratti dignitosi, secondo la ratio di questa legge, dovrebbero stare in galera! È evidente che questa politica mira a sterilizzare quegli strumenti di lotta che nella pratica sono gli unici nelle mani dei lavoratori.

SGB respinge con forza la ratio di questa legge e il tentativo di criminalizzare le lavoratrici e i lavoratori esprimendo loro solidarietà; la vera sicurezza è quella sociale: reddito, welfare e lavoro per tutti, temi posti al centro del recente assemblea del 27 settembre,delle lavoratrici e lavoratori combattivi e che ha lanciato la manifestazione del prossino sabato 3 ottobre a cui invitiamo a tutte e tutti a partecipare

‘Siamo tutte/i colpevoli di sciopero!’

Sabato 3 ottobre 2020 ore 14.30 Piazza Grande , Modena

Sindacato Generale di Base

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iniziale

500 lavoratrici e lavoratori hanno riempito la sala dell'assemblea nazionale dei lavoratori combattivi. 

Decine di interventi che hanno fatto vivere alla sala il vivo delle lotte sindacali e sociali che in questi mesi sono state portate avanti nei luoghi di lavoro e nei territori. 

In un clima combattivo, solidale ed unitario la sala ha sottolineato applaudendo tutti i passaggi che rimandavano alla necessità di generalizzare la mobilitazione fino ed oltre lo sciopero generale di tutte le categorie. 

L'assemblea ha poi approvato per acclamazione una mozione che si conclude così :

"l'assemblea del 27 settembre propone 

  • di attraversare le diverse iniziative di lotta e di sciopero che dovessero svilupparsi nelle prossime settimane, anche costruendo percorsi di convergenza e unificazione con le mobilitazioni di disoccupati, gli strike contro la devastazione ambientali e per lo sviluppo delle reti di solidarietà;
  • di organizzare una giornata di iniziativa nazionale per il prossimo 24 ottobre, sviluppandola nei diversi territori e nelle diverse realtà attraverso l’iniziativa di assemblee e coordinamenti locali, che nasceranno sulla base dell’assemblea di oggi;
  • di dare continuità a questo percorso aperto e collettivo di convergenza tra diversi settori e soggettività di classe, ponendosi il problema di sviluppare entro la fine dell’anno un processo di generalizzazione delle lotte e quindi anche di sciopero generale, per contrastare l’offensiva padronale che ha un carattere generale sul fronte dei contratti, della scuola e della sanità come delle più generali politiche economiche del governo;
  • di lanciare un appello ai lavoratori e alle lavoratrici combattivi e agli organismi di lotta di tutta Europa per un'iniziativa comune a partire da tre temi principali: riduzione drastica e generalizzata dell'orario di lavoro a parità di salario per far fronte a licenziamenti e disoccupazione; uniformità degli ammortizzatori sociali elevando il trattamento economico; patrimoniale sulle grandi ricchezze; difesa strenua del diritto di sciopero e delle agibilità sindacali, eliminazione delle politiche europee di controllo sull’immigrazione."

In allegato testo integrale 

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congresso

Due giornate di lavoro intenso alle quali hanno partecipato un centinaio di delegate/i eletti dai congressi territoriali.  Oltre ai delegati sono intervenuti o hanno mandato messaggi anche altre organizzazioni del sindacalismo di base e conflittuale, oltre alla partecipazione di un rappresentante della minoranza della CGIL. I delegati SGB hanno dato vita ad una dibattito che ha arricchito il testo congressuale e la relazione introduttiva, poi approvate dall'assemblea congressuale, approvando una linea proiettata verso la costruzione del sindacato di classe e di massa, come percorso ritenuto necessario per la difesa dei diritti e della dignità del mondo del lavoro. Sgb vuole dare il proprio contributo affinché riparta una nuova stagione di lotte, da troppo tempo assente nel nostro Paese.

VIDEO

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si è concluso il secondo congresso nazionale SGB. Un bellissimo clima quello che si è respirato nelle sale congressuali, fra i quasi cento partecipanti provenienti da 10 regioni d'italia in rappresentanza di altrettante federazioni territoriali. C'è stato anche spazio per la commozione collettiva quando sono intervenuti da remoto due compagni, uno dalla Sicilia e uno dalla Sardegna; così come c'è stato un eloquente e convinto applauso della sala alla richiesta di una mozione di solidarietà con i lavoratori mandati a processo per gli scioperi e le manifestazioni di Modena nella vertenza Italpizza e per la solidarietà agli attivisti NOTAV recentemente colpiti dall'operato della magistratura Un altro applauso ha salutato Rossana Rossanda che ha dato un formidabile contributo al movimento operaio e che oggi ci ha lasciato

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Una sala riempita da delegate e delegati provenienti da 10 Regioni alle quali bisogna aggiungere i delegati della Sardegna, collegati in videoconferenza, hanno dato vita ad una discussione centrata sulla necessità di unità d'azione del sindacalismo di base e conflittuale. Un'unità necessaria per respingere la "rivoluzione" confindustriale targata Bonomi che si appresta a stipulare un nuovo patto sociale con i sindacati concertativi scaricando così i costi della crisi economica sui lavoratori e sui settori popolari. 

 

 

Al dibattito, su questa specifica e strategica opzione, hanno portato un importante contributo esponenti di diverse organizzazioni di base (sicobas, confederazione cobas,  sial cobas) e dell'area di opposizione interna alla cgil. È stato sottolineato che diversi percorsi unitari sono già stati aperti in importanti aziende come il comune di Roma, quello di Bologna o di settore come le coop sociali ed anche sul piano generale che passerà dall'assemblea nazionale del 27 settembre prossimo, sempre a Bologna, lanciata da un documento firmato da centinaia di lavoratori combattivi provenienti da diverse esperienze sindacali. 
L'augurio del congresso di SGB è che l'assemblea del 27 indichi un percorso di mobilitazione generale che costruisca uno sciopero generale, non rituale per fine autunno. 
Con le altre organizzazioni di base il confronto proseguirà anche nelle prossime settimane sul piano nazionale. 
Il congresso ha poi espresso solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori mandati a processo a Modena per le lotte organizzate con i sicobas per la vertenza Italpizza. 
I congressisti si sono infine divisi in 3 gruppi di lavoro : smart working, servizi, comunicazione. Gli esiti dei gruppi di lavoro saranno oggetto di relazione alla ripresa dell'assemblea plenaria. 
In allegato testo relazione introduttiva.