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AccordoComparti ARAN9aprilePIMOVIMENTO

 

Sapevamo che, avallando la Legge Brunetta, avrebbero firmato in tempi brevi il nuovo accordo nazionale che riduce a 4 i comparti di contrattazione dei dipendenti pubblici e così è avvenuto alle 4 del mattino del 5 aprile (vedi allegato).

 

Quello che non sapevamo che tutti i sindacati presenti, compresa USB ad eccezione della CGU CISAL, avrebbero firmato un accordo che è propedeutico ad un ulteriore restringimento dei diritti e dei salari. Del resto, i processi di accorpamento e fusione che sono stati intrapresi in tutti questi anni, nel nome della cosiddetta “razionalizzazione” contrattuale e normativa, hanno portato a livellamenti verso il basso e non certamente verso l’alto dei diritti e dei salari.

Ma visto che al peggio non c’è mai fine, fra i sindacati firmatari c’è già chi parla di unificare ad esempio i contratti della sanità pubblica e privata mentre il Governo, con la presentazione del Documento di Programmazione Economica dentro cui troveremo le cifre per il prossimo triennio contrattuale sapendo bene che la Legge di Stabilità ha stabilito l’importo per il 2016: 8 euro lordi mensili, si appresta a presentare proposte contrattuali indecenti .

Con queste cifre che sono inferiori alla cosiddetta vacanza contrattuale, il rischio serio è che come ha fatto la Confindustria con i metalmeccanici, anche il Governo chieda di fatto dei soldi indietro a noi che abbiamo il contratto bloccato da 6 anni ! Con il nuovo contratto nazionale inoltre si applicherà, dopo anni, la Legge Brunetta che prevede tra l’altro le fasce di merito attraverso cui erogare la produttività lasciando il 25% del personale senza un euro.

Un sistema di meritocrazia discrezionale che i nuovi dirigenti e le posizioni organizzative saranno chiamati a fare valere nei confronti degli altri lavoratori, pena la decurtazione anche dei loro salari.

Insomma, serve una grande mobilitazione dei lavoratori pubblici che respinga l’accordo del 5 aprile e non accetti contratti costruiti su questi presupposti.

 

 

Un primo momento per discuterne sarà sicuramente il

9 APRILE a BOLOGNA

Assemblea Nazionale dei delegati e delle RSU

del sindacalismo di base

(una eccezione quella che ha firmato l'Accordo)

Invitiamo tutti a parteciparvi

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