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Un pericoloso precedente contro la liberta’ di espressione

Il 20 maggio scorso Giusi, delegata SGB, rsu del Comune di Casalecchio di Reno, era con noi ed altre migliaia di antifascisti in Piazza Maggiore a Bologna, per contestare la provocatoria presenza elettorale dell’organizzazione neofascista Forza Nuova.
In molti l’hanno vista fare suo il sentimento di tutta la piazza e porsi ai poliziotti chiamati a difesa del comizio neofascista, chiedendo “Da che parte state?”.
A distanza di un mese da quei fatti, l’ufficio disciplinare del Comune di Casalecchio di Reno, ha deciso: Giusy, nonostante non vi sia a suo carico alcun procedimento legale, o forse proprio per quello, deve subire un procedimento disciplinare!
La “contestazione di addebito”, firmata dalla dott.ssa. Sylvia Kranz, pervenuta nei giorni scorsi a Giusy, oltre a contenere alcune gravissime inesattezze, è un vero e proprio atto di condanna preventivo; anziché la semplice apertura della fase istruttoria, quale dovrebbe essere. Non crediamo si tratti di sciatteria o scarsa professionalità, o perlomeno non solo. Pensiamo che cotanta sicumera sia, almeno in parte, frutto del pesante clima che ha avvolto l’intera vicenda a causa della strumentalizzazione politica operata dalla destra neofascista.
Un clima che non sembrava essere sfuggito nemmeno allo stesso sindaco del Comune di Casalecchio di Reno tanto da dichiarare “Non esiste alcun provvedimento disciplinare…… Mi sembra un caso montato non casualmente dalla destra”.
Del resto l’intervento della segretaria nazionale di Fratelli d’Italia e a seguire, dei suoi esponenti locali, nonché quelli di formazioni dichiaratamente neofasciste ed infine di un esponente locale del Movimento 5 stelle, che chiedevano di condannare Giusy, non lasciavano spazi a fraintendimenti.
Eppure, nonostante le parole del sindaco, il procedimento disciplinare è stato avviato e la decisione dell’ ufficio di cui si avvale il Comune di Casalecchio di Reno, rischia di creare un precedente gravissimo per quanto riguarda la limitazione della libertà di espressione nel nostro Paese, in particolare per i lavoratori pubblici.
Paradossalmente la norma che viene richiamata per colpire Giusy, una norma nata giustamente per colpire la corruzione e che viene stiracchiata per essere usata impropriamente, recita “il dipendente osserva la Costituzione servendo la Nazione con disciplina e onore…”.
Giusy il 20 maggio era lì, in piazza, insieme a noi, proprio per difendere la Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo i cui epigoni stanno rioccupando la scena pubblica impunemente. Accusarla ora del contrario, cioè di non avere osservato la Costituzione (sic!), attraverso un procedimento palesemente viziato dalla strumentalizzazione politica della destra, è estremamente pericoloso e quindi inaccettabile.
Alla domanda di Giusy noi rispondiamo che stiamo con lei, con la Costituzione antifascista, per la libertà di pensiero e di espressione.
Con queste parole d’ordine, il 26 luglio alle ore 10.30, in contemporanea con la convocazione di Giusi da parte dell’ufficio disciplinare, saremo a presidiare il Comune di Casalecchio di Reno ed invitiamo tutti a partecipare

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