(Reading time: 2 - 3 minutes)

“Va ricercato un senso di collettività che ci permetta di affrontare e mostrare solidarietà ai migranti, alla Palestina e alle donne. Non dobbiamo pensare che la lotta di genere sia più importante della lotta di classe o di razza e per questo diventa fondamentale il ruolo della femminista intersezionale”.

Angela Davis

 

femminismo intersezionale 

 

 

Appello SGB per 8 marzo 2019

8 marzo 2019: per il terzo anno consecutivo ci si appresta a fare lo sciopero internazionale delle donne. Uno sciopero che nasce dal piano femminista contro la violenza maschile di genere e che, nel tempo, si sta volutamente intrecciando con le altre lotte di natura classista e per la giustizia sociale.

La proposta viene da un movimento femminista che oggi, nella discussione, mette tra le rivendicazioni, oltre al NO alla Violenza di genere, al decreto Pillon e alle campagne antiabortiste, la lotta contro la guerra alle immigrate e agli immigrati di Salvini, contro la violenza economica di una manovra finanziaria che, lungi dall’abolire la povertà, sta realizzando un “reddito di cittadinanza” in un dispositivo di controllo sociale.

Vogliamo contrastare un Governo che, come i precedenti, discrimina le donne anche nel merito della fantasmagorica “Quota 100”, che tutti attendono come la manna dal cielo solo perché vessati dalla legge Fornero che ha cancellato i “diritti acquisiti” e portato le pensioni alla soglia della vecchiaia. Una discriminazione che sta nel fatto che i 38 anni di contributi sono per le donne un miraggio, considerando che la media è di 25 anni lavorati!

Una discriminazione che sta nel rinnovo dell’opzione donna, una farsa per la quale una donna potrebbe andare in pensione a ‘soli’ 58/59 anni a scapito del 30/40% della pensione! Come farebbe secondo voi una donna a mantenere la propria autonomia economica? Di fatto un incentivo che già da sé vede la donna subalterna ad un altro reddito, che spesso è quello del marito.

Vogliamo appoggiare un Movimento femminista che si è mobilitato contro il razzismo e contro il decreto Salvini. Un decreto che per SGB significa, nel binomio sicurezza/immigrazione, oltre alla repressione del dissenso, l’aumento di una massa lavoro clandestina e ricattabile, che porterà un abbassamento delle tutele e del costo del lavoro ai minimi termini, ad una maggiore concorrenza e lotta tra poveri. Insomma un ulteriore impoverimento della classe lavoratrice, sia essa “nera” o “bianca”, sia uomo, sia donna.

Per noi di SGB, dunque, lo sciopero dell’8 marzo sarà un’occasione per condividere un femminismo che si intreccia con le altre lotte di giustizia sociale ed economica, che quotidianamente portiamo avanti con le lavoratrici e i lavoratori di tutti i settori; una lotta che non si riduce alla lotta della donna bianca per il suffragio femminile, ma diventa la battaglia di tutti verso una società più equa e inclusiva.

Su questi presupposti, invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori, le delegate e i delegati di SGB a partecipare al percorso che condivideremo verso lo sciopero dell’8 marzo, per decidere insieme le iniziative nella giornata di lotta dell’8 Marzo.

 

Sindacato Generale di Base

www.sindacatosgb.it

e-max.it: your social media marketing partner