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cottarelli

Il Presidente della Repubblica sta cercando in queste ore di varare un governo con a capo un uomo proveniente dal Fondo Monetario Internazionale, che molto probabilmente non avrà nemmeno la maggioranza parlamentare. Un governo che nasce esplicitamente in ossequio alle politiche della Unione Europea e dell’Euro ed in contrasto esplicito a chiunque osi solo criticarle.

Come SGB non possiamo tacere su ciò che sta avvenendo nel nostro paese dove le più importanti istituzioni riconoscono come sovrane esclusivamente le decisioni di organismi che hanno prodotto decenni di politiche liberiste contro i lavoratori e contro chi è rimasto schiacciato dalla competizione economica globale.

Le politiche di austerity della UE, della BCE , del Fondo Monetario Internazionale e dei governi che li sostengono, sono state accompagnate in questi decenni dalla non belligeranza e a volte dal consenso esplicito dei maggiori sindacati del paese. Non ci meraviglia quindi che Cgil, cisl e Uil abbiano immediatamente sostenuto la scelta del presidente Mattarella di negare l’accesso al governo ad un ministro, proveniente dall’establishment ma critico con le attuali politiche monetarie europee. In questo dimostrano coerenza.

Che questo sia avvenuto con un ministro indicato da una forza politica con risvolti razzisti e xenofobi, contro cui noi ci battiamo quotidianamente, non cambia di una virgola la gravità dell’accaduto che va contro chiunque voglia rimettere in discussione accordi internazionali che hanno distrutto ogni autonomia decisionale in materia di economia,welfare, politiche del lavoro.

Le preoccupazioni dei mercati, la dittatura dello spread hanno la meglio sulla volontà popolare. E' forse questa la repubblica nata dalla Resistenza al nazi fascismo?

Non una parola è stata detta da coloro che difendono la scelta di Mattarella, contro l'obbligo di pareggio del bilancio in Costituzione, non una parola contro l'anticostituzionale riforma delle Province (il No al referendum contro la riforma della Costituzione avrebbe dovuto indurre a cancellare anche la Del Rio).

Forze sindacali, incapaci perfino di opporsi all'innalzamento dell'età pensionabile contro cui non hanno fatto nemmeno un'ora di sciopero.

Siamo il paese del paradosso dove grande parte della cosiddetta sinistra, o quanti ne sono eredi, stanno dalla parte dei poteri forti ma non si fanno problemi a schierarsi contro gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici

La nostra lotta contro la riduzione del potere di acquisto di salari e pensioni, il saccheggio della spesa pubblica tra privatizzazioni e tagli, la chiusura degli spazi di democrazia, passa anche contro chi vuole imporre la dittatura del mercato e della finanza. Chiunque esso sia.

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