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 furto di salario

Non poteva essere che così, d'altra parte la campagna elettorale ha le sue esigenze ed i sindacati firmaioli, con i loro privilegi di casta da difendere, non potevano fare altro.

Invece di un vero rinnovo per recuperare il blocco contrattuale che dura da dieci anni, ci troviamo di fronte non più alla complicità ma ad una vera e propria cogestione sulle spalle dei lavoratori.

AUMENTI SALARIALI CHE EQUIVALGONO A POCO PIU' DI 55 EURO NETTI MENSILI

ARRETRATI SOLO PER GLI ULTIMI DUE ANNI CHE VALGONO 20 EURO NETTI AL MESE

in cambio di:

AUMENTO DELLA FLESSIBILITÀ

DEROGHE ALLE LEGGI SULL'ORARIO DI LAVORO (RIPOSI)

CONTRATTAZIONE DI SECONDO LIVELLO TUTTA “MERITOCRATICA”

AUMENTO DEI FONDI PER IL SALARIO ACCESSORIO DI BEN 91 EURO ANNUI

COGESTIONE DEI SINDACATI FIRMATARI NELLE VALUTAZIONI DI MERITO CON L'ISTITUZIONE DELL'ORGANISMO PARITETICO

SPOSTAMENTO DEI PREMI VERSO LE FIGURE APICALI

AUMENTO DEI CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

NESSUN PIANO PER LE STABILIZZAZIONI E PER LE ASSUNZIONI

BUSINESS GARANTITO PER I FONDI INTEGRATIVI E PER IL WELFARE AZIENDALE.

MANCATO RICONOSCIMENTO DEL RUOLO SANITARIO PER GLI OSS

Un altro passo verso la distruzione del sistema della Sanità Pubblica e verso l'impoverimento di tutto il mondo del lavoro.

Tutto l'impianto contrattuale è di modello “privatistico”: produttività, flessibilità, inasprimenti disciplinari, nessun riconoscimento dei valori professionali e del ruolo sociale dei lavoratori della Sanità.

Le elemosine pre-elettorali sono solo lo strumento per cercare di garantire quei sindacati che   hanno partecipato allo scempio della Sanità Pubblica e del mondo del lavoro pubblico nel suo insieme e che hanno da sempre condiviso la logica del mercato e del profitto che ha pervaso tutte le riforme nel Pubblico Impiego.

E' ora di togliere il consenso ai sindacati cogestionali e portatori di interessi partitici ed economici.

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