SGB simbolo

 

Viene ormai detto da mesi che  per i padroni e il Governo è prioritario arginare gli scioperi, soprattutto nel settore del trasporto pubblico locale e per estensione a tutti quelli considerati “servizi essenziali” . Da mesi, sono in Parlamento, alcune proposte di legge presentate dagli schieramenti di centrodestra e centrosinistra tesi a limitare pesantemente il diritto di sciopero. Hanno preso tempo perchè c'era prima da approvare la Legge Madia e redigere la Bozza della Legge di Bilancio, ma i tempi stringono perchè in ogni settore, senza dimenticare il nodo pensioni, i motivi di conflittualità sindacale aumentano ogni giorno.

 In attesa allora di trovare una sintesi tra le proposte di Legge antisciopero già depositate ecco comparire il senatore Sacconi del centro destra, che ha presentato un emendamento nella finanziaria  che sarà discusso giovedì 30 novembre e che, se approvato, prevede l’obbligo per i lavoratori di comunicare la propria  volontà di aderire ad uno sciopero con 7 giorni di preavviso. Obbligo già previsto da un articolo della proposta di peggioramento della legge antisciopero 146/90, presentata in senato da lui assieme ad Ichino e Damiano del PD

Oltre a ciò si inizia a parlare di accrescere il tempo minimo necessario tra uno sciopero e l'altro che oggi è di 10 giorni. A questo emendamento peggiorativo sta lavorando la commissione di Garanzia (che dovrebbe paradossalmente svolgere ben altra funzione, di Garante del corretto svolgimento degli scioperi mentre nei fatti è lo strumento per distruggere l'esercizio stesso del diritto) per portare a 15-20 giorni l'intervallo minimo tra uno sciopero l'altro.  Appena la Legge di Bilancio sarà approvata, già nel periodo Natalizio lavoreranno al testo per definirlo entro Febbraio. Si va dunque, a tappe forzate, verso la distruzione di quanto resta del diritto di sciopero creando mille ostacoli alla sua indizione, restringendo gli orari e accrescendo i servizi minimi da garantire secondo gli obblighi di legge (stiamo parlando dei servizi minimi essenziali).

Vogliono  rendere piu' difficile perfino la revoca dello sciopero, insomma  preparano innumerevoli regole solo per limitare gli effetti degli scioperi scoraggiandone prima la proclamazione e poi la partecipazione e diffusione. 

Infine, ,aumenteranno anche i giorni nei quali sarà proibito scioperare, gli scioperanti saranno obbligati a rientrare in servizio prima della fine stessa dello sciopero, giusto per riprendere servizio "senza recare disagi alla utenza", quella utenza che paga ogni giorno i tagli ai servizi pubblici e le privatizzazioni del settore sotto forma di servizi piu' cari e meno efficienti. 

Lo scopo coercitivo di queste misure è sotto gli occhi di tutti, l'obiettivo è quello di contenere la protesta dei lavoratori  senza cercare soluzione ai problemi che hanno determinato le azioni di lotta.

Molti scioperi sono convocati per difendere i posti di lavoro e ciò che rimane dei diritti conquistati nei decenni passati, ma queste motivazioni oggettive non partoriscono alcun ravvedimento nel legislatore che invece si prepara all'ennesima normativa anticostituzionale. Urge quindi, da subito, ragionare sull'incostituzionalità di leggi e regolamenti che ostacolano il pieno esercizio dell'art. 1 della Costituzione.

Con la scusa dell'utenza e dei diritti del cittadino , l'obiettivo è quello di procedere nella distruzione dei diritti , quello di sciopero in primis, un motivo in più per unificare le istanze dei cittadini utenti con quelle dei cittadini lavoratori.

No all’emendamento Sacconi. Si al diritto di sciopero!

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