striscione milano sciopero

 

Lo sciopero è stato indetto per l'aumento dei salari e l'occupazione, ripristino dell'art. 18 abolizione del Job-Act, per la Pensione a 60 anni, diritto all'uguaglianza per i migranti, diritto alla democrazia nelle aziende e rifiuto dell'accordo truffa del 10 gennaio 2014, garanzia del diritto di sciopero.

Manifestazioni e presidi in tutto il Paese: Napoli, Roma, Firenze, Rimini, Ravenna, Reggio Emilia, Milano, Venezia, Verona, Treviso.

La mobilitazione di SGB ha avuto inizio all’alba del 27 ottobre con l’organizzazione di diversi picchetti operai fra i quali segnaliamo quelli della Marcegaglia a Ravenna e quella degli operai in appalto ad Hera a Rimini e Cattolica per poi proseguire con la partecipazione a tutti i cortei organizzati congiuntamente alle altre organizzazioni sindacali di base (Cub, Slaicobas, Usi-Ait, Sicobas)

MILANO

A Milano migliaia di lavoratori hanno bloccato la città sfilando fino in Piazza Duomo dove si sono tenuti i comizi finali in una piazza piena e partecipata.

A Roma un numeroso presidio al MISE raggiunto da un corteo del movimento per il diritto all’abitare, anche a Napoli due cortei hanno attraversato la città per poi riunirsi, uno composto da studenti e l'altro da lavoratori. A Firenze è sfilato per le vie della città un corteo combattivo.

 

CORTEO

 

 

In Veneto una manifestazione si è tenuta davanti allo stabilimento Electrolux di Susegana dove lo sciopero ha praticamente paralizzato la produzione, anche a Verona una manifestazione numerosa ha attraversato la città iniziative anche a Venezia con sciopero dei traghetti.

 

In molte altre città si sono tenuti presidi davanti alle associazioni padronali e alle sedi del governo.

Da segnalare la presenza alle manifestazioni delle lavoratrici e dei lavoratori degli enti locali di Veneto e Lombardia ai quali la commissione di garanzia “antisciopero” ha cercato di impedire l’astensione dal lavoro.

Uno sciopero riuscito malgrado l’ordinanza del Ministro Delrio che, a fronte del rifiuto di spostarlo al 10 novembre, (sciopero dei sindacati firmatari dell’accordo infame del 10 gennaio), ha di fatto bloccato lo sciopero dei trasporti riducendolo a 4 ore nelle ore centrali.

Una giornata che ha visto manifestare lavoratori di tutti i settori, pensionati, disoccupati, studenti ed attivisti dei diritti sociali, che hanno reso plastica la possibilità, a partire dall’unità delle lotte, di costruire di un grande sindacato di classe nel nostro Paese.

Milano 28/10/2017

 

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