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Il 20 giugno si è svolta a Bologna una grande manifestazione convocata unitariamente da adlcobas, cobas, sgb e sicobas  che insieme a tante realtà sociali e politiche da tutta la regione hanno sfilato con migliaia di persone per i Diritti la Salute e il Reddito per tutte e tutti .

Passo dopo passo

Un’iniziativa che ha dato gambe, nei numeri e nei contenuti , al percorso iniziato l’8 Maggio scorso con il primo presido convocato sotto la sede della Giunta Regionale, con una piattaforma che ha messo al centro i problemi di mancata sicurezza, diminuzione e azzeramento del salario, sospensione dei diritti costituzionali quali il diritto di sciopero e di riunione, il licenziamento dei lavoratori precari ed atipici, la mancanza di ammortizzatori sociali, la necessità di recuperare i tagli alla sanità e al welfare di questi decenni, la fine di ogni processo di privatizzazione e la contestuale reinternalizzazione di ciò che è già stato privatizzato.

Una piattaforma che ha dato voce a tutte quelle persone che attraverso l’emergenza hanno preso coscienza di essere  considerate di serie B/C/D e Z  in una società che accumula ricchezza nelle mani di pochi  e che non ridistribuisce nulla ai settori popolari; una iniziativa che ci ha visto rompere il confinamento (lockdown) delle lotte.

Come abbiamo ripetuto più volte in questi mesi l’emergenza sanitaria che rapidamente si è trasformata in economica, ha accelerato ed evidenziato le grandi disuguaglianze sociali, ha lasciato a casa senza reddito milioni di lavoratori senza il diritto ad alcun ammortizzatore sociale spesso perché nella ‘normalità’ sono lavoratori a nero, precari, intermittenti, stagionali, in appalto , finte P.I. , Cococo a progetto … Figli di un mondo del lavoro che i governi e i sindacati complici hanno voluto nel tempo sempre più frammentare, disperdere in mille rivoli allo scopo di meglio sfruttarlo e di renderlo incapace di reagire per difendere i propri diritti e la propria dignità.

Un mondo del lavoro a cui dobbiamo e vogliamo dare una identità comune, una coscienza di classe che per essere tale  necessità di una continua attività di ricomposizione dei differenti  ruoli, i interessi e funzioni che il sistema ha assegnato ad ognuno.

Servono quindi parole dordine e mobilitazioni unificanti prima nella classe che fra le diverse esperienze sindacali conflittuali in campo.

E sul terreno della ricomposizione degli interessi di classe che misureremo passo dopo passo la capacità e la volontà collettiva di progettare un futuro di lotta, di difesa e di conquista di salario, reddito e diritti .

Insieme, consapevoli delle differenza e scevri da qualsivoglia tentativo egemonico, possiamo trasformare il tragico momento d’emergenza Covid, che ha provocato alcune migliaia di morti, in un opportunità di  cambiamento radicale del mondo del lavoro e della società intera

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