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La cosiddetta Fase 2 dell'emergenza Covid-19 coinvolgerà tutto il settore ferroviario, sia nelle realtà che non si sono mai fermate, sia in quelle che hanno subito una riduzione/sospensione delle attività. Una fase cruciale che non può essere delegata ai fin qui lacunosi documenti aziendali e alla solita concertazione blindata, ma deve avere strumenti di valutazione che vengono dal basso, dai luoghi di lavoro e dai lavoratori coinvolti. E' questo lo spirito della comunicazione inviata ai

Ministeri della Salute e dei Trasporti ed alle aziende di trasporto il 27 aprile scorso da CAT-COBAS-CUB-SGB, un documento che elenca le prime serie necessità pratiche figlie dell'esperienza sul campo dei lavoratori nei vari settori ferroviari. Altre possono essere individuate nei posti di lavoro secondo le specificità.

IL CONTENUTO DEL DOCUMENTO È RIASSUMIBILE IN:

PERSONALE TUTTO

 

SERVIZIO VIAGGIATORI

  • 1)  adeguamento dei locali di vestizione/svestizione e delle attrezzature del personale, previa visita dei medici competenti;

  • 2) adeguamento delle valutazioni dei rischi e in particolare di quelle che comportano le sovrapposizioni di personale di più aziende con specifiche relative al distanziamento in relazione alle attività svolte (es. cantieristica);

  • 3) valutazione delle casistiche che, anche laddove le lavorazioni siano predisposte nel rispetto delle distanze, possano accadere circostanze che le fanno saltare;

  • 4) inglobamento nell'orario di lavoro di tutte le eventuali attività supplementari, quali ad es. i controlli sanitari (prelievi, termoscan, etc) siano ritenuti necessari ad inizio e/o fine turno;

  • 5) pianificazione estesa dell'aggiornamento professionale in modo da recuperare il periodo di ridotta attività e coniugare sicurezza e salute con le disposizioni di profilassi del periodo;

  • 6) la ripresa dell'attività deve essere spalmata su tutto il personale in modo equo, l'organizzazione del lavoro -ricalibrata sulle nuove norme speciali- consente la piena distribuzione delle lavorazioni a tutto il personale in forza alle aziende - compresi i nuovi assunti -fino alla ripresa completa.

DPI Si rende quanto mai necessario:

  • 1) Distribuire al personale i DPI precisati dalla normativa vigente (ad es. non le mascherine del tipo “tessuto non tessuto” rigettate dall'istituto Superiore di Sanità).

  • 2) Attesa del pronunciamento degli Organi di Vigilanza perché, in considerazione della particolarità delle lavorazioni nelle attività ferroviarie, il personale venga dotato di mascherine del tipo FFP2/FFP3 con filtro, in modo da garantire la protezione sia per il personale che per gli utenti.

  • 3)  Monitoraggio sulle distribuzioni dei DPi al personale ed eventuale denuncia agli OdV (anche guanti e gel igienizzante).

CONVOGLI (veicoli e locomotori)

  • 1) Sanificazione ambienti e condotte di areazione con prodotti che rispettano le validazioni sanitarie

  • 3) secondo i turni del personale;

  • 2) con riscontro di tracciabilità esigibile al personale (affisso nei luoghi oggetto di intervento)

  • 4) accorciare i “giri materiali” per adeguate soste presso gli impianti di manutenzione;

  • 5) manutenzione del clima, tutti i finestrini sbloccati e apribili;

  • 6) Sanificazione per i materiali che giungono dall'estero trasmessa in modo inequivocabile agli operatori stranieri.

  • 1) riservare una vettura per il personale (in servizio e fuori servizio) e da utilizzare in caso di guasti (tipo clima o malore con sintomatologie compatibili con quelle del virus);

  • 2) compartimenti e servizi igienici riservati al personale;

  • 3) una porta di testa o coda utilizzabile dal solo CTR e percorsi distinti fra camminamenti dei viaggiatori e quelli del personale;

  • 4) sistema di prenotazione che tiene conto del distanziamento sui treni DPLH e sistemi di rarefazione per i treni regionali;

  • 5) prevedere più treni negli orari, nei giorni e nelle tratte con più frequentazione per evitare l'affollamento;

  • 6) procedure chiare che non scarichino sul personale dei treni le azioni derivanti dall'eventuale presenza a bordo di viaggiatori che non rispettino le indicazioni di profilassi.

SETTORE MERCI Non ha conosciuto interruzioni produttive con ritardi/insufficienze nella protezione dei lavoratori. Sono urgenti:

  • 1) le sanificazioni e la loro tracciabilità.

  • 2) procedure chiare dei processi;

  • 3) l'adattamento degli interventi ai turni;

MANUTENZIONE INFRASTRUTTURA Con la riduzione del traffico ha persino avuto nuovi spazi produttivi; necessita di:

  • 1) sanificazione degli ambienti e dei mezzi utilizzati (finora a macchia di leopardo e con continuità non garantita);

  • 2) procedure omogenee sul territorio nazionale;

  • 3) la distanza minima di un metro spesso non è garantibile e i DPI forniti non risultano avere la capacità di mitigare il rischio;

  • 4) indicazioni per mitigazione del rischio, che seguano un rigido e non interpretabile supporto normativo esigibile dai lavoratori.

ORGANIZZAZIONE TURNI PERSONALE MOBILE i turni devono:

  • 1) escludere i riposi fuori residenza;

  • 2) prevedere servizi A/R evitando lunghe soste fuori sede;

  • 3) garantire il pasto presso la propria dimora o un'adeguata maggiorazione dei tempi; rimodulazione del servizio in caso d'impossibilità di usufruire del pasto.

  • 4) Eliminazione del ricorso al lavoro straordinario.

IMPIANTI A TERRA (ESERCIZIO, AL PUBBLICO, OFFICINE, UFFICI)

1) organizzare gli spazi garantendo il rispetto dei vincoli di distanziamento;

  • 2) riduzione delle soste di servizio;

  • 3) garantire la presenza costante di personale che, oltre a gestire la circolazione e i turni, reintegri (24h/orario di lavoro) i dispositivi di protezione forniti dall'azienda.

QUESTA COMUNICAZIONE ALLE AUTORITÀ ED ALLE IMPRESE FERROVIARIE RIVESTE IMPORTANZA NEL DEFINIRE AZIONI E STRUMENTI PRATICI CHE, PER L'ESPERIENZA DIRETTA DEI LAVORATORI COINVOLTI, SONO NECESSARIE A GARANTIRE LA MASSIMA SICUREZZA POSSIBILE PER IL PERSONALE FERROVIARIO E PER GLI UTENTI. NELLO STESSO TEMPO LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI SCRIVENTI GARANTISCONO: A) L'IMPEGNO ALLA DENUNCIA AGLI ORGANI DI VIGILANZA QUALORA SI RAVVISI LA MANCANZA DEI REQUISITI DI SALUTE E SICUREZZA NEI CASI PREVISTI B) LA COPERTURA AI LAVORATORI PER RIFIUTO DELLE LAVORAZIONI NEI CASI INEDITI MA RITENUTI PALESEMENTE A RISCHIO.