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Squalo

Il Senato ha recentemente approvato un emendamento in base al quale viene garantito alle Regioni il pagamento dei corrispettivi destinati al finanziamento del trasporto pubblico locale, la cui quantità resta quindi invariata, nonostante la riduzione del servizio conseguente alla gestione dell’emergenza sanitaria.

Viene quindi definitivamente a decadere la presunta mancanza di liquidità, utilizzata come alibi da parte di molte aziende di trasporto, per non procedere alla copertura salariale ed assicurare, così, lo stipendio pieno a tutti gli autoferrotranvieri che hanno avuto accesso al Fondo.

Al contrario assistiamo ad un atteggiamento cinico e speculativo da parte di molte aziende del settore, che utilizzano l’emergenza da coronavirus per:

  • smaltire le ferie, mettendo forzosamente in congedo il personale. Ricordiamo che le ferie sono un diritto dei lavoratori necessarie al recupero psico-fisico;
  • tagliare gli stipendi, ricorrendo allo strumento del fondo che ha una copertura che varia dal 60 all’80%;
  • rimodulare i servizi, procedendo al loro taglio, con una riduzione sostanziale dei mezzi in circolazione che porta, in alcuni casi, al sovraffollamento, rendendo impraticabile il mantenimento della distanza minima di sicurezza.

Un’operazione speculativa perseguita dalle aziende del settore che passa attraverso il taglio degli stipendi e che, mettendo a repentaglio la salute e sicurezza anche dell’utenza, garantisce risparmi in termini di manutenzione e consumi di energia o di carburante.

SGB rivendica che, a maggior ragione dopo l’approvazione del decreto che garantisce i finanziamenti governativi, i costi di questa crisi non devono essere scaricati, ancora una volta, sulle spalle dei lavoratori a cui va assicurato lo stipendio al 100%.

Allo stesso tempo l’emergenza sanitaria a cui stiamo facendo fronte, ha fatto comprendere a tutti quanto poco lungimirante e grave sia stata la scelta di chiudere molti ospedali con relativo abbattimento dei posti letto, pertanto deve essere l’occasione per rimettere in discussione i processi di economie e privatizzazione della Sanità. La stessa riflessione, onde evitare disastrose ricadute economiche negative sulle famiglie, è altrettanto indispensabile ripensare ed impedire i processi di privatizzazione sul Trasporto Pubblico Locale.

La gestione della cosiddetta fase 2 necessita di un cambiamento radicale del modello di vita a cui eravamo abituati fino a prima dell’avvento di questa pandemia, pertanto in tutti gli ambiti; di lavoro, tempo libero, spostamenti, scuola, sanità, è indispensabile ripensare e rivedere modalità di vita e comportamenti del tutto diversi da quelli usati fino ad ora, che pongano al centro la difesa della salute della popolazione tutta, oltre che i diritti dei lavoratori.

Nel Trasporto Pubblico Locale è necessario, se non indispensabile, garantire un servizio efficiente, che ponga la massima attenzione alla salute di chi lavora e dell’utenza che usufruisce del trasporto, sottraendosi alle becere logiche dell’abbattimento dei costi di gestione di un servizio essenziale.

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