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ESAMINIAMO IL GIOCO DELLE TRE CARTE DELLA MINISTRA AZZOLINA,

DEI BUROCRATI DI PALAZZO E DEI DIRIGENTI SCOLASTICI

Dopo che il nostro approfondimento Manuale di sopravvivenza giuridica sulla DAD del 28 marzo 2020 (vedi link https://www.sindacatosgb.it/it/85-nazionale/1211-manuale-di-sopravvivenza-giuridica-sulla-dad) è stato visionato da circa 30mila lavoratori della scuola abbiamo ricevuto numerose richieste d'intervenire nuovamente sulla DAD (didattica a distanza) all'indomani delle nuove norme stabilite del DL n. 22 dell'8 aprile 2020 "Misure urgenti sulla regolare conclusione e l' ordinato avvio dell'anno scolastico e sullo svolgimento degli Esami di Stato" e dal DPCM del 10 aprile che proroga la sospensione delle attività didattiche (nonché degli organi collegiali) in presenza fino al 3 maggio.

  1. Premettiamo innanzitutto che le recenti novità, introdotte dal legislatore, confermano pienamente quanto da noi affermato con il manuale del 28 marzo, particolarmente in merito ai seguenti punti: 1) il carattere non obbligatorio della DAD; 2) la totale infondatezza giuridica della valutazione a distanza; 3) il carattere non vincolante delle circolari ministeriali in assenza di apposite norme da esplicare.

In assenza di queste tre condizioni non ci sarebbe stato bisogno del DL n. 22 dell'8 aprile.

PROCEDIAMO AD ESAMINARE LE PRINCIPALI NOVITÀ SULLA SCUOLA

TUTTI GLI STUDENTI SARANNO AMMESSI ALLA CLASSE SUCCESSIVA E TUTTI SARANNO AMMESSI AGLI ESAMI FINALI - IN ARRIVO ANCHE L'ORDINANZA SULLE VALUTAZIONI FINALI DEGLI STUDENTI DELLA SCUOLA SECONDARIA -                   NESSUN DIRIGENTE HA IL POTERE DI ANTICIPARE LE NORME.

L'art. 1 del DL N. 22 - dell' 8 aprile "Misure urgenti per gli esami di Stato e la regolare valutazione dell'anno scolastico 2019/2020" recita al comma 1: "Con una o più ordinanze del Ministro dell'istruzione possono essere adottate, per l'anno scolastico 2019/2020, specifiche misure sulla valutazione degli alunni e sullo svolgimento degli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione, nei casi e con i limiti indicati ai commi successivi".

Nelle more di un'apposita ordinanza del ministro appare ancora più illegittima la pretesa da parte dei dirigenti scolastici di attribuzione dei voti in questa fase. Per quanto concerne la scuola secondaria,                l' art. 1 del Decreto n. 22 (commi 3 e 4) stabilisce che le future ordinanze sulla valutazione (quelle previste al comma 1) andranno completamente a disapplicare (deroga) tutte le norme che riguardano la valutazione di fine anno, indipendentemente dal rientro in classe entro il 18 maggio. In entrambi i casi, saranno infatti disapplicati gli art. 5, comma 1, e 6 del Dlgs 13 aprile 2017, n. 62 e l'art. 4, commi 5 e 6, del DPR 22 giugno 2009, n. 122. In pratica tutti gli studenti saranno ammessi alla classe successiva indipendentemente dalla media dei voti, dal voto di condotta e dal numero di assenze registrate durante l'anno scolastico. La disciplina dei requisiti in deroga a quelli ordinari deve avvenire tenendo conto della possibilità di recupero degli apprendimenti nel corso del prossimo anno scolastico, a partire già dal primo settembre. Non riusciamo pertanto a comprendere, fermo restando la libertà d'insegnamento, quali utilità possano avere delle griglie di valutazione, particolarmente dettagliate e minuziose, per produrre dei voti in questa fase, soprattutto se queste griglie di valutazione, anche eventualmente approvate dai collegi dei docenti on line (riunioni, anch'esse di dubbia legittimità), dovessero risultare in contrasto con le imminenti ordinanze. Ricordiamo, inoltre, che fino ad eventuale abrogazione o modifica, rimane in vigore la norma (art. 95 del RD 653/25) secondo la quale è dovere del docente quello di accertare che le prove connesse alla valutazione non risultino viziate da frode, o comunque da infrazioni, da parte degli studenti, a pena di annullabilità. La recente decisione del legislatore di imporre l'ammissione di tutti gli studenti alla classe successiva deriva, in tutta probabilità, dalla necessità di evitare il rischio di contenzioso nel caso in cui le mancate promozioni degli studenti fossero state giustificate dai voti registrati durante l'emergenza epidemiologica cioè prodotti a distanza. Tale contenzioso avrebbe visto soccombere, senza ombra di dubbio, il sistema scolastico davanti ai giudici amministrativi. Abbiamo già ricordato, nel precedente manuale, dell'impossibilità oggettiva per il docente di garantire tutti i caratteri di pubblicità e trasparenza della Pubblica Amministrazione nella VAD (Valutazione a Distanza) e che il DPCM del 28/11/2000 (Codice di comportamento dei dipendenti e delle dipendenti delle pubbliche amministrazioni) recita all' art. 8: "Il dipendente, nell'adempimento della prestazione lavorativa, assicura la parità di trattamento tra i cittadini che vengono in contatto con l'amministrazione da cui dipende". A conferma della lesione del principio della parità di trattamento degli studenti - cittadini nella DAD (e, conseguentemente, nella VAD) è sopravvenuto, nel frattempo, il rapporto ISTAT: "Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi", del 6 aprile 2020, dal quale è emerso che la percentuale di famiglie senza computer a casa corrisponde al 46 % al SUD ed al 33 % nel resto del Paese. Si tratta di dati ufficiali che stridono fortemente con quelli resi noti dal recente monitoraggio del Ministero dell'Istruzione secondo cui circa il 93 % degli studenti italiani avrebbe la possibilità di studiare con modalità a distanza. Il recente stanziamento di circa 70 milioni di euro per l'acquisto di "device" (come li chiama la ministra) da far utilizzare ai ragazzi, diviso tra i circa 10mila istituti del Paese, si traducono in una media di 7000 euro assegnati ad ogni scuola, un'iniziativa più propagandistica che funzionale all'inclusione digitale.

Non contestiamo invece le valutazioni informali, eventualmente attribuite dai docenti agli alunni, in questa fase, se utili al docente a misurare il grado di efficacia delle strategie didattiche adottate a distanza oppure usate come strumento incentivante alla partecipazione degli studenti alle attività proposte. Si tratta di scelte, magari anche discutibili, ma che rientrano a pieno titolo nella libertà d'insegnamento sancita dall'art. 33 della Costituzione.

LA DIDATTICA A DISTANZA DIVENTA OBBLIGATORIA E A SPESE DEI DOCENTI                                                                        A PARTIRE DALL'A.S. 2020/2021. Molti dirigenti scolastici continuano a raccontare la favola secondo cui la DAD non solo sarebbe sempre stata obbligatoria per i docenti ma lo sarebbe anche nel caso di un eventuale ritorno alla didattica in presenza nelle prossime settimane. Non c'è nulla di più falso!

Abbiamo già abbondantemente spiegato che la didattica a distanza non è prevista né dagli obblighi del CCNL in vigore per quanto riguarda i docenti né dal DPR 24 giugno 1998, n. 249 - lo Statuto delle studentesse e degli studenti - per quanto concerne i doveri degli studenti.

L'art. 2 del Decreto n. 22 ha come titolo: "Misure urgenti per l'avvio dell'anno scolastico 2020/2021", quindi è chiarissimo che tutto quanto stabilito dall'art. 2 riguarda l'a.s. 2020/2021. Il comma 3 dell'art. 2 recita: "In corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell'emergenza epidemiologica, il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione". In pratica il comma 3 identifica "l'emergenza epidemiologica" come unica causa della didattica a distanza. Ancora il comma 3: "Il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione". La differenza con il testo del DPCM dell'8 marzo è palese. L'art. 2 comma 1 (lettera m)  del DPCM dell' 8 marzo sanciva che i "dirigenti scolastici" attivano modalità di didattica a distanza mentre il DL N. 22 dell' 8 aprile individua chiaramente "il personale docente" come colui che "assicura" e "comunque" le prestazioni didattiche a distanza. Ancora, recita lo stesso comma " utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione". Cosa significa "a disposizione" ? Attraverso una serie di rimandi a catena da una norma all'altra, tipici del diritto nostrano, viene stabilito, per la prima volta, che il docente è tenuto anche a mettere eventualmente a disposizione il proprio dispositivo e la propria connessione a internet. Viene anche così sollevato il dirigente scolastico da ogni responsabilità in merito all'utilizzo di tali apparecchiature. Conclude infatti il comma 3: "Le prestazioni lavorative e gli adempimenti connessi dei dirigenti scolastici nonché del personale scolastico, come determinati dal quadro contrattuale e normativo vigente, fermo restando quanto stabilito al primo periodo e all'art. 87 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 possono svolgersi nelle modalità di lavoro agile anche attraverso apparecchiature informatiche e collegamenti telefonici e telematici, per contenere ogni diffusione del contagio." L'art. 2 comma 3 del DL N. 22 rimanda al recente Decreto "Cura Italia" il quale, tra le altre cose, ha esteso e generalizzato il lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni. L'art. 87 comma 2 del "Cura Italia" recita: "La prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dall'amministrazione. In tali casi l'articolo 18, comma 2, della legge 23 maggio 2017, n. 81 non trova applicazione". Ricordiamo che l'art. 18 dell'ultima legge richiamata recita, al comma 2: "Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell'attività lavorativa". In sintesi, il docente non solo è obbligato, dal primo settembre 2020, ad adempiere alla DAD, se persiste l'emergenza epidemiologica, ma anche a sue spese. Stiamo già valutando eventuali ricorsi legali in merito a questo punto, a partire dal primo settembre, vista anche la dubbia costituzionalità della norma.Rimane inoltre da chiarire, tra le altre cose, a cosa si riferisca il generico riferimento al "quadro contrattuale e normativo vigente" dal momento che tale quadro non prevede assolutamente nulla in merito alla didattica a distanza. Una cosa è certa: ci troviamo davanti ad una modifica sostanziale, per quanto temporanea, del CCNL avvenuta in maniera del tutto unilaterale.  Anche il DPCM del 10 aprile 2020 conferma (art. 1 lettera m) che i dirigenti scolastici attivano, per tutta la sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità e stabilisce (art. 8) che le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 14 aprile 2020 e sono efficaci fino al 3 maggio 2020.

LE NOSTRE CONCLUSIONI:                                                                                                                            IL RUOLO DEI DIRIGENTI SCOLASTICI E DEI VERTICI DEL MINISTERO.                                                      

ALCUNE AZIONI PER DIFENDERCI

Come già affermato, non è nostra intenzione avviare alcuna campagna contro la DAD, specie se l'emergenza epidemiologica dovesse protrarsi, poiché anche per noi di SGB è importante tutelare il diritto all'istruzione, anch'esso costituzionalmente garantito. Tuttavia non resteremo certo con le mani in mano mentre qualcuno intende palesemente approfittare dell'emergenza COVID - 19 per spazzare via tutti i diritti degli insegnanti e degli studenti nonché smantellare quel poco che resta di scuola pubblica in questo Paese, anche aprendo la strada a progressivi e pericolosissimi processi di esternalizzazione del processo formativo alle grandi imprese private del web, un processo che, secondo la Goldman Sachs, consentirebbe di ridurre i costi fissi dell'educazione (manutenzione di edifici e stipendi ai dipendenti) di una percentuale superiore al 20% (Il Sole 24 ore - La scuola da casa - 14/03/2020).  La questione della DAD rimane completamente aperta nonostante l'ultimo Decreto Legge e se dobbiamo convivere, almeno per il momento, con questa modalità di lavoro, non possiamo rimanere indifferenti e subire, in assenza di norme, la legge del più forte. Dobbiamo lottare non solo affinché la DAD rappresenti una misura del tutto eccezionale e limitata alla fase emergenziale ma anche per una sua immediata e democratica regolamentazione. E' del tutto evidente la svolta eversiva di tutti quei dirigenti scolastici che, dopo aver sistematicamente disinformato, per settimane e mesi, molti docenti su obblighi e diritti in merito alla DAD, stanno continuando a fare pressioni sugli stessi insegnanti per far applicare le loro personali griglie di VAD, anche all'indomani di un decreto legge che rimanda a specifiche ordinanze del Ministro in merito alla valutazione di fine a.s. 2019/2020. Dal nostro costante monitoraggio sui capi d'istituto è emerso che, in questa fase emergenziale, la maggior parte dei presidi che ha fatto passare per vincolante la circolare n. 388 del Capo dipartimento Bruschi (sulla quale ci siamo già espressi) non si è sentita minimamente in obbligo di attendere l'Ordinanza del Ministro sulla valutazione di fine anno. Si tratta di incompetenza o di lucido autoritarismo? Dalle informazioni in nostro possesso, siamo a conoscenza di incontri che avvengono con assidua frequenza tra i dirigenti scolastici (anche con altri livelli di dirigenza ministeriale) per decidere autonomamente sulla DAD approfittando non solo del vuoto normativo ma presumibilmente anche del comportamento a tratti ambiguo, contradditorio e spesso ritardatario della ministra dell'istruzione. Alcuni di questi incontri, soprattutto nelle regioni del Nord Italia, sarebbero stati spesso egemonizzati da sindacalisti dei dirigenti aderenti a sigle formalmente minoritarie ma particolarmente estremiste e che dall'inizio dell'emergenza epidemiologica dispongono di un'inaudita visibilità mediatica nazionale (basti pensare che in una recente e importante trasmissione televisiva nazionale il presidente di una di queste associazioni ha tranquillamente parlato a nome del ministero). Non escludiamo infatti che dietro a questo comportamento eversivo di molti capi d'istituto ci sia una vera e propria regia sindacale dall'alto. Invitiamo tutti i docenti più scettici a riguardo a fare un semplice esperimento: provare a leggere le proposte sulla DAD e sulla VAD pubblicate sui siti delle sigle sindacali "autonome" dei presidi e metterle poi a confronto con le proposte che i propri capi d'istituto portano nei collegi docenti o in altri organi collegiali. Chiunque si renderà conto che si tratta, nella maggior parte dei casi, di un autentico "copia e incolla". Apprendiamo inoltre dalla rivista on line O.S., in data 12 aprile, che la ministra Azzolina avrebbe firmato un decreto (non abbiamo ancora conferma dal sito del Ministero) con cui conferirebbe un incarico di consulenza a dei presunti esperti di "innovazione, didattica e formazione". Secondo tale articolo si tratterebbe di " un tassello che si aggiunge alla preparazione del nuovo anno scolastico ma in generale alla scuola del futuro". Tali esperti sarebbero tre dirigenti scolastici particolarmente famosi e politicizzati (tra i quali il sottosegretario al MIUR dell'ex ministro Bussetti nonché fondatore del movimento Avanguardie Educative e storico sostenitore della "Buona Scuola" di Renzi) più uno dei 50 docenti dichiarati "super insegnanti" dalla Varkey Foundation, l'ente privato con finalità benefiche che rilascia spettacolari premi da milioni di dollari. Nelle more della pubblicazione di questo decreto non possiamo che esprimere preventivamente tutto il nostro disappunto sul fatto che un ministro della Repubblica potrebbe affidare per atto formale ad un manipolo di 3 o 4 persone (tutte aderenti al noto movimento politico Avanguardie Educative) niente meno che la preparazione del nuovo anno scolastico. Si tratta dello stesso ministro che tanto ha snobbato di recente i pareri e le funzioni del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, organo democraticamente eletto dalla realtà scolastica.

E' del tutto evidente l'accelerazione imposta dalla ministra Azzolina al processo di svuotamento degli spazi democratici all'interno della comunità educante con la scelta di affidare a movimenti politici che hanno teorizzato la c.d. "Buona Scuola" la linea didattica da imporre ai circa 900mila insegnanti e ai circa 8,5 milioni di studenti italiani.

Per ovvie ragioni che non vale la pena di rammentare, non avrebbe alcun senso proclamare uno sciopero nella categoria in questo periodo. Dobbiamo quindi armarci di un'enorme pazienza e di consolidare tutte quelle forme di lotta, al momento silenziose, ma che stanno già dando i loro frutti. Dobbiamo tutti trovare il coraggio e la determinazione di affrontare, in maniera disciplinata e coordinata, i dirigenti scolastici per rispedire al mittente l'attacco in corso. Lamentarsi su Facebook ed assecondare il dirigente in ogni illegittima pretesa non serve a nulla. Dobbiamo assumere una condotta, scuola per scuola, che costringa pian piano il dirigente a rispettare quel minimo di regole che ancora esistono, se non vogliamo noi stessi insegnanti avallare questo grande processo di destrutturazione, sfascio e deregolamentazione del sistema scolastico pubblico. Il Sindacato SGB conferma tutta la sua disponibilità ai docenti per la consulenza in merito alla DAD e alla VAD e rinnova a tutti gli insegnanti l'invito a segnalare le irregolarità dei dirigenti scolastici esclusivamente all'indirizzo scuola@sindacatosgb.it e per valutare insieme le più opportune modalità d'intervento sulle scuole.

Occorre pretendere, mai come in questa fase, che i dirigenti lascino traccia di tutte le loro decisioni ed indicazioni:

  • corretta verbalizzazione di tutti gli incontri collegiali con fedele trascrizione degli interventi di tutti i convenuti, tra cui quelli del dirigente e quelli eventualmente critici o alternativi. Quando il dirigente fa delle affermazioni fuori dalla norma bisogna che queste vengano scrupolosamente verbalizzate come bisogna verbalizzare gli interventi contrari;
  • pretendere un ordine di servizio per iscritto per ogni richiesta in merito alla DAD e alla VAD. In particolare, occorre pretendere un formale ordine di servizio nel caso in cui il dirigente esiga la valutazione di verifiche scritte somministrate a distanza agli studenti;  
  • conservare scrupolosamente tutte le comunicazioni intercorse con il dirigente in questa ultima fase: circolari, e mail, messaggi tramite canali informali. Tutto può essere utilizzabile nelle sedi istituzionalmente preposte, se necessario.

Nelle scuole dove sono state raccolte prove importanti sull'arbitrarietà e sull'illegittimità delle decisioni dei dirigenti si è passati, in pochi giorni, dalla resistenza al contrattacco.

A dimostrazione che non tutti i dirigenti scolastici vadano messi sullo stesso piano vogliamo lanciare un appello a quei dirigenti onesti e democratici che spesso si sentono isolati negli incontri con i colleghi più politicizzati, corporativi e spregiudicati. Vogliamo far sapere anche a questi dirigenti che se intendono continuare ad operare nel rispetto dello Stato di Diritto possono fare affidamento su SGB per tutelare la propria libertà di scelta e di coscienza.  

Intendiamo concludere questo nostro intervento con la toccante dichiarazione, già resa pubblica, di una dirigente scolastica del bergamasco che abbiamo avuto modo di stimare e di apprezzare. Condividiamo questa dichiarazione rinnovando la nostra solidarietà a tutte le vittime del Coronavirus a cui rivolgiamo il nostro pensiero.

“Scusate. A me la didattica a distanza si è inceppata, avvitandosi su se stessa dopo un’iniziale e scoppiettante partenza. Non sono stati problemi tecnici a farla implodere, e nemmeno forse quelli legati ai limiti culturali o strumentali di alcune famiglie. E’ stato proprio il virus. Un virus che qua … ha falciato nonni, madri e padri in quasi tutte le famiglie dei miei studenti e dei miei docenti. Un’ecatombe. Da qui il crollo psicologico, il dolore chiuso dentro le case che rimbalza senza poter uscire, nemmeno via web. Un dolore che annulla ogni voglia di pensare al “dopo”. Qui nessuno canta sul balcone. Qui nessuno si sente tra i “salvati”. Insomma, il terrore, la depressione, lo smarrimento hanno fortemente influenzato l’iniziale slancio didattico e tutta la buona volontà degli insegnanti e degli alunni. Dovrò lavorare su questo, adesso, e non sui device o sugli aspetti tecnici. E non so da che parte cominciare…perchè non ne sono capace”.

Bologna, 13/04/2020