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Sanità sgb

La pandemia di COVID19 sta delineando, senza dubbio alcuno, il periodo più drammatico per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) da quando esso è stato istituito con L. 23 dicembre 1978 n.833.

I volumi di lavoro che stanno sovraccaricando l’intero personale del SSN sono paragonabili a quelli di una guerra o di una immane catastrofe naturale. I numeri sono così impietosi che. da Nord a Sud, il collasso dell’intero SSN è, ormai, un timore più che fondato.

Di fatto, e bisogna rimarcarlo senza paura di retorica anche in una fase eccezionale come quella attuale, COVID19 sta presentando il proprio salatissimo conto dopo anni di tagli al fondo sanitario, ridimensionamenti dei servizi, chiusure di strutture, diminuzione dei posti letto, riduzione del personale, blocco del turnover e precariato.

A pagare il prezzo delle scellerate politiche dei tagli sono senz’altro le persone che ora si stanno ammalando, ma anche i dipendenti SSN, che, pur gestendo con grande professionalità e abnegazione l’emergenza pandemica, devono fare i conti con un’elevata esposizione al rischio di contagio, la carenza di DPI, l’assenza di protocolli di sicurezza e ritmi di lavoro devastanti.

Ad oggi, l’8-10% dei contagiati fa parte del personale del SSN, mentre si contano già a decine i decessi a COVID19 fra medici e infermieri.

Per altro, l’aumento delle ore di straordinario, il blocco delle ferie, il ritardo dei riposi, il distacco coatto dagli affetti familiari e il susseguirsi incessante delle riorganizzazioni alla disperata ricerca di nuovi spazi per posti letto COVID, stanno avendo un grave impatto negativo anche sulla salute psichica del personale della sanità, tant’è che in diversi casi le aziende sanitarie si stanno organizzando con supporti psicologici per i dipendenti.

A fronte di tutto ciò la risposta del governo è stata pessima:

  • ridicolo il premio di 100 € in busta paga relativo al lavoro svolto nel mese di marzo;
  • totalmente insufficiente il bonus complessivo di 1000 € per i servizi di baby sitting;
  • inammissibile la riduzione al 50% del salario per i congedi parentali per 15 giorni (le scuole resteranno chiuse a tempo indeterminato);
  • irresponsabile, in considerazione della letalità di COVID19 sulla base dell’età, il mantenimento in servizio del personale sanitario in deroga ai limiti di età per il pensionamento;
  • indegna la cancellazione della quarantena per i dipendenti del SSN venuti a contatto con i

casi confermati di COVID19;

  • irricevibile il piano di assunzioni di personale del SSN solo a tempo determinato.

Chi lavora in sanità sta affrontando una situazione di emergenza drammatica e, ciononostante, grazie ai propri sacrifici, sta garantendo un servizio efficiente e di qualità a tutela della salute di tutte e tutti.

Ma chi lavora in sanità non è un eroe, è una lavoratrice e un lavoratore a cui deve essere, in ogni caso, salvaguardato il rispetto della propria dignità.

Per questo, come SGB, riteniamo che sia arrivato il momento di dare un segnale forte e di attuare misure degne:

  1. somministrazione dei tamponi per tutti i dipendenti del SSN a tutela della loro sicurezza e di quella collettiva;
  2. aumento dei rifornimenti e della distribuzione dei DPI adatti a fronteggiare l’emergenza;
  3. sorveglianza sanitaria e monitoraggio continuo sullo stato di salute del personale;
  4. attuazione di tutte le misure di prevenzione e aggiornamento e comunicazione puntuale sui rischi;
  5. stabilizzazione immediata di tutte le precarie e i precari di ogni ruolo della sanità;
  6. assunzioni e reclutamento di personale solo a tempo indeterminato e nelle giuste condizioni contrattuali e lavorative per ogni ruolo;
  7. consolidamento permanente in busta paga del premio COVID19 da 100 € e rinnovo immediato del CCNL sanità con aumenti salariali a partire da almeno 300€;
  8. permessi speciali e congedi parentali riconosciuti al 100% per tutta l’intera durata della chiusura delle scuole;
  9. mensa interamente gratuita a tutto il personale in servizio per l’intera durata della emergenza COVID19.

SGB chiede il dirottamento sulla sanità pubblica di tutte le risorse e di tutti i fondi previsti per la sanità privata e requisizione delle strutture private per fronteggiare l’emergenza COVID19.

NON EROI, MA LAVORATRICI E LAVORATORI

La classe politica e governativa di questo paese ha il dovere istituzionale e morale di non rimanere ad aspettare il picco della curva, perché l’intero personale del SSN non può e non deve pagare il prezzo di anni e anni di tagli.

Striscioni e applausi a chi lavora in sanità non bastano.

È ora di essere concreti. È ora di prendere atto del fallimento delle politiche del passato. È ora di invertire la rotta. È ora di porre in essere tutte le misure a reale salvaguardia della salute pubblica e collettiva.

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