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IN BASSO VIDEO INTERVENTO DI MASSIMO BETTI PER SGB

 

Suicidatosi il governo della flat tax, dell’autonomia differenziata e della svolta autoritaria, è nato un nuovo governo.

 Alla follia del sovranismo reazionario, elemento trainante del primo governo Conte si sostituisce quello del grande capitale e della finanza, che abbiamo già visto all’opera nei decenni passati.

Dal governo della cosiddetta disintermediazione, si passa al governo della nuova concertazione sindacati/padroni/governo.

Il Conte bis cerca la complicità delle forze sociali per attuare politiche in favore delle forze economiche che lo sostengono e che non hanno certamente a cuore gli interessi della classe lavoratrice.

Il “nuovo vecchio” sistema di potere che cerca di consolidarsi intorno al governo Conte è lo stesso che ha portato avanti i processi di privatizzazione dei servizi pubblici e dei maggiori asset economici del Paese, le mille forme di precarietà lavorativa, la compressione salariale, la diminuzione dei diritti contrattuali, l’attacco al sistema pensionistico pubblico, lo svuotamento di ogni forma di democrazia sindacale nei luoghi di lavoro.

Il primo atto del nuovo ministro del lavoro è stato quello di sovrintendere, davanti ai giornalisti, alla firma fra Cgil, Cisl, Uil, Confindustria e INPS del protocollo tecnico per la piena applicazione del famigerato accordo sulla rappresentanza sindacale del 10 gennaio 2014.

Con quest’accordo il 10 gennaio 2014 CGIL, CISL, UIL e Associazione industriali, hanno deciso di sopprimere la democrazia nei luoghi di lavoro, escludendo dalle elezioni delle RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) chi non è disponibile a firmarlo.

Un accordo che a sua volta, impone accordi anche peggiorativi a tutti i lavoratori, obbliga i sindacati firmatari a non scioperare prevedendo sanzioni a chi contrasta gli accordi da loro siglati.

Un vero e proprio accordo di regime siglato da Cgil, Cisl, Uil e associazioni padronali e successivamente anche da alcune sigle di base finanche all’Ugl, il sindacato della Lega.

L’opportunismo di chi l’ha firmato pensando così di entrare nel club dei miracolati dalla politica e dal padronato, si infrange contro il protocollo per l’applicazione integrale dell’accordo che prevede una modalità della misurazione della rappresentatività costruita appositamente per dare il monopolio a cgil, cisl e uil che, come primi firmatari, ne hanno definito le regole insieme alla Confindustria.

Il protocollo contiene delle vere e proprie perle di regime come quella che prevede che cgil, cisl e uil siano depositarie e controllori del numero degli iscritti degli altri sindacati ai quali invece verranno comunicati solo il numero dei propri iscritti, nonché dei voti ottenuti da tutti i sindacati alle varie elezioni rsu. 

Un po’ come se durante le elezioni politiche i voti dei vari seggi elettorali di tutti i partiti concorrenti, venissero comunicati solo al M5S e al PD per certificare chi ha vinto e chi ha perso.

Siamo sicuri che tutti urlerebbero al fascismo, ma non è la stessa cosa se questo avviene per le elezioni sindacali?

Non è un caso che ora il ministro Catalfo si senta molto forte nel dichiarare che il governo trasformerà l’accordo in Legge dello Stato e che lo farà molto presto.

Dobbiamo impedire che con un tratto di penna vengano cancellati i diritti delle centinaia di migliaia di lavoratori che in questi anni non si sono arresi difendendoli con le unghie e i denti.

Dobbiamo impedire che nelle aziende cgil, cisl e uil abbiano il diritto di trattare per tutti, anche per coloro che non ne condividono le politiche.

Dobbiamo impedire che smantellino definitivamente il sistema pensionistico pubblico sostituendolo con i fondi pensione integrativi, gestiti da sindacati e padroni e finanziati con le nostre liquidazioni.

Dobbiamo impedire che proseguano nello smantellamento dello Stato sociale attraverso le privatizzazioni e il cosiddetto welfare aziendale sostitutivo di quello universale.

Dobbiamo impedire che scambino presunti tagli del cuneo fiscale con il blocco dei contratti e con aumenti salariali ridicoli.

Dobbiamo impedire che le necessarie politiche di risanamento dei disastri ambientali procurati in grande misura dalla logica del profitto dell’industria e dalle cosiddette grandi opere (inutili), si trasformino in meri finanziamenti al medesimo sistema economico.

Dobbiamo impedire che dichiarino superata la precarietà con la semplice applicazione del cosiddetto decreto dignità, la povertà e la disoccupazione con il cosiddetto reddito di cittadinanza.

Dobbiamo dire basta e dobbiamo dirlo con la lotta!

       Per

  • Aumenti dei salari, delle pensioni e la riduzione dell’orario di lavoro
  • Un grande piano occupazionale finalizzato alla difesa e risanamento dell’ambiente e del territorio
  • il recupero dell’evasione fiscale e la tassazione dei grandi patrimoni. cancellazione del Jobs Act e dei contratti precari
  • Pensione a 60 anni o con 35 di contributi con il sistema retributivo
  • Elezioni delle rappresentanze sindacali libere e democratiche (contro il T.U.R. del 10 gennaio 2014)
  • Cancellazione dei Decreti Salvini 1 & bis, per la libertà di sciopero e di manifestazione
  • Garanzia dei diritti alla salute, alla casa, all’istruzione e al lavoro in sicurezza.
  • Taglio delle spese militari e ripudio effettivo della guerra in tutte le sue forme

 

25 Ottobre 2019

SCIOPERO GENERALE

di 24 ore. Dichiarato da SGB - CUB - Si Cobas - Usi/Ci

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