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gas acqua lavori

RINNOVO CCNL GAS-ACQUA

CON CGILCISLUIL LE IMPRESE POSSONO DORMIRE TRA TRE GUANCIALI

Della già misera piattaforma di cgilcisluil, presentata e fatta votare (?) ai lavoratori nelle assemblee, non è rimasto praticamente nulla. A partire dalla richiesta economica di ben 128€ per il triennio (143 € nel precedente rinnovo), ridotti del 50% nell’ipotesi firmata il 18 maggio, corrispondenti a soli 68 € lordi al parametro medio (manco 2 euro per mese).

Dopo le bufale raccontate sul nuovo sistema contrattuale che non avrebbe più generato le “vacanze contrattuali”, ci ritroviamo, peggio di prima, con un contratto che si rinnova annullando oltre 16 mesi di aumenti economici (da gennaio 2016).

Uno dei risultati fondamentali per le imprese è l’affermazione del continuo svuotamento del contratto nazionale, in favore di contrattazioni decentrate che, a seconda dell’andamento della singola azienda, quando va bene, riescono a recuperare solo parte di ciò che viene perso dai lavoratori, spesso invece comportano accordi peggiorativi generando forti disparità tra i lavoratori dello stesso settore.

Nel dettaglio, in questo rinnovo, troviamo: ulteriori inasprimenti sulla materia dei provvedimenti disciplinari e dei licenziamenti; permangono le condizioni che penalizzano i lavoratori turnisti, soprattutto per quanto riguarda l’uscita dai turni; viene soppresso il giorno di riposo compensativo per il lavoro straordinario pari a 4 o più ore in giornate festive; vengono eliminate indennità economiche quali l’indennità guida e maneggio denaro; ennesimo rimando sulla classificazione del personale.

Si continua inoltre a perseguire lo spostamento di quote dal salario a favore di Fondi e assicurazioni, che giovano dal punto di vista fiscale alle aziende e delle quali ne beneficiano solo una parte di lavoratori.

La ciliegina sulla torta poi è l’ormai consueta ed antipatica richiesta economica di cgilcisluil ai lavoratori mediante una trattenuta che vorrebbero operare sulle nostre buste paga nel mese di settembre in loro favore (quando non c’è proprio limite……).

 

QUESTO CONTRATTO E’ UN ULTERIORE PASSO INDIETRO PER I LAVORATORI DEL SETTORE, RESPINGIAMO QUESTA IPOTESI NELLE ASSEMBLEE RISPEDENDOLA AL MITTENTE

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SCIOPERO

dalle ore 21,01 del 15 alle 21,00 del 16 giugno (circolazione treni)

16 giugno intera giornata (uffici ed impianti fissi)

Mentre l’AD del gruppo FS Mazzoncini dispensa ottimismo annunciando  incrementi degli utili del 53%, fusione con Anas, acquisto di ferrovie estere e imminente messa a mercato del segmento di trasporto pregiato - l’Alta Velocità - continua l’attacco ai diritti dei ferrovieri.

 In Mercitalia, il primo settore ad essere scorporato da Trenitalia, dopo aver ottenuto l’ulteriore peggioramento della normativa di lavoro, si  impongono le flessibilità senza neanche contrattarle e viene negato il diritto al pasto  in nome del mercato e della concorrenza. Il modello contrattuale di riferimento è quello imposto dalle aziende merci private dove spesso l’unica contrattazione è quella individuale.

Il Trasporto Passeggeri annuncia la chiusura di buona parte degli impianti e  la mobilità per i lavoratori. Per il  trasporto a lunga percorrenza nasce Busitalia Fast con l’obbiettivo di spostare viaggiatori dai treni ai pullman  mentre per l’Alta Velocità entro la fine dell’anno sarà pronta la New co –  modello Mercitalia – da quotare in borsa.

Il Trasporto Regionale fra gare e affidamenti temporanei è abbandonato alla benevolenza delle singole regioni. Continua  l’opera di chiusura di impianti, vedi la proposta aziendale di riclassificazione e di istituire turni di zona  con la doppia residenza.

La manutenzione è sempre più esternalizzata e registra l’ingresso di ditte interessate unicamente al profitto e ad abbattere le norme di sicurezza.

Biglietterie, manovra, verifica, personale di stazione: ovunque l’unica logica a prevalere è quella dei tagli e dell’attacco ai diritti dei ferrovieri.

Tutto questo avviene grazie alla complicità dei sindacati firmatari che hanno svenduto  i nostri diritti e ora utilizzano la promessa di accesso al Fondo di accompagnamento per tentare di contenere il crescente malcontento  dei ferrovieri per le condizioni di lavoro insostenibili frutto degli ultimi rinnovi contrattuali. Il fondo in realtà si sta rivelando una colossale presa in giro, in particolar modo per il personale dell’esercizio,  e una comoda scappatoia ad uso esclusivo  di  dirigenti e sindacalai.

I ferrovieri, le loro istanze ed esigenze devono tornare al centro della lotta sindacale, aderiamo  allo SCIOPERO GENERALE DEI TRASPORTI per:

  Una ferrovia dei ferrovieri e degli utenti, contro la privatizzazione;

 Rinnovi contrattuali veri: riduzione dell’orario di lavoro, diritto alla pensione, aumenti in paga base, rivalutazione competenze accessorie;

  Sicurezza d’esercizio al primo posto;

 Difesa dell’unico vero welfare, quello universale. No all’adesione  obbligatoria al fondo pensione Eurofer;

  Democrazia sindacale contro l’accordo del 10 gennaio che impone la complicità sindacale, priva i lavoratori della libertà di scegliere i propri rappresentanti e limita ulteriormente il diritto di sciopero;

 Il reintegro dei licenziati politici contro la repressione aziendale.

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Per un contratto vero

 

Dopo la lunga pausa nel mese di Agosto, rilassati ed abbronzati, Sindacati firmatari ed Azienda hanno ripreso il confronto per il rinnovo del contratto di lavoro, a dimostrazione del profondo distacco dai reali problemi connessi alle  condizioni lavorative dei ferrovieri.

Zero informazione sulle fasi della trattativa, zero coinvolgimento dei lavoratori.

Dalle notizie trapelate in questi giorni si ricavano le seguenti considerazioni:

Questo sarà il contratto della privatizzazione, dell’ulteriore flessibilità col conseguente abbattimento dei diritti e del definitivo smantellamento del trasporto merci su ferro.

L’attacco che oggi sembra essere rivolto ai soli lavoratori della Cargo e della regionale dell’Emilia Romagna, con la costituzione delle rispettive new co, serve piuttosto a fare da apripista per colpire in seguito i ferrovieri di ogni divisione.

Questa consapevolezza si è fatta sempre più strada tra i lavoratori che, stremati da condizioni di lavoro già insostenibili e con la prospettiva di non arrivare vivi alla pensione, hanno deciso di prendere l’iniziativa in prima persona.

Assemblee autoconvocate promosse in tutta Italia, iniziative come “Tutti al turno”, petizioni, l’elaborazione di una piattaforma alternativa, l’adesione convinta agli scioperi, hanno fatto registrare una nuova partecipazione da parte dei ferrovieri, come non accadeva da anni.

La mobilitazione di questi mesi ha trovato sua naturale sintesi nel fronte unito del sindacalismo di base, in contrapposizione a chi sta trattando sulla nostra pelle nelle segrete stanze aziendali e confindustriali. Col coinvolgimento dei lavoratori, le quattro sigle di base (cat, cub, sgb e usb) hanno portato avanti quanto promosso ed elaborato nelle decine di assemblee che si sono susseguite da inizio anno.

Il messaggio che scaturisce da queste mobilitazioni è uno solo:

No alla privatizzazione per la difesa del trasporto come servizio reso alla collettività!

Riduzione dell’orario di lavoro, miglioramento delle condizioni, dei ritmi e dell'orario di lavoro, perché vogliamo lavorare per vivere, e non vivere per lavorare.

No al Jobs act e alla precarizzazione del rapporto di lavoro.

Abolizione della Fornero per arrivare vivi alla pensione e per potersela godere. Dopo anni di rinunce e sacrifici, usurati dal lavoro, rifiutiamo di mettere nelle mani degli strozzini il nostro futuro pensionistico così come proposto dal governo.

Difesa di salute e sicurezza.

Democrazia sindacale.

Queste in sintesi le proposte per un rinnovo contrattuale vero, valido per tutte le aziende ferroviarie.

Dalle 21,00 del 29 Settembre alle 21,00 del 30 Settembre

SCIOPERO NAZIONALE DEI FERROVIERI

Uniti si può, uniti si vince!