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Continua l'attacco alle pensioni!


La manomissione continua alle pensioni è cominciata negli anni novanta. Queste in sintesi le tappe principali del massacro delle pensioni:
•  Giuliano Amato, DL 503 del 1992, innalzamento dell’età per la pensione di vecchiaia e altre novità;
•  Lamberto Dini, L 335 del 1995, passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo;
•  Romano Prodi, L 247 del 2007, con introduzione delle quote per accedere alla pensione, determinate dall’età più gli anni lavorati;
• Elsa Fornero, Art. 24 DL 201 del 6 dicembre 2011 detto ironicamente “Salva Italia”, con estensione a tutti del sistema contributivo per la pensione, nuovo innalzamento dell’età pensionabile, creazione conseguente degli “esodati”, cioè coloro che in base ad accordi categoriali o aziendali accedevano al pensionamento anticipato rispetto ai precedenti requisiti.

Pesa sulla testa dei pensionati anche la svalutazione degli assegni pensionistici, retaggio dell’infame “riforma Dini”, che prevede il collegamento fra la capitalizzazione dei contributi maturati dal soggetto all’andamento del Pil nel quinquennio precedente.
Ora, se l’andamento è negativo, con segno meno, non ci sarà una rivalutazione degli importi versati proporzionale a una crescita, nel quinquennio precedente, che non c’è stata, ma al contrario, la loro svalutazione in termini reali.
Così probabilmente sarà nel concreto, anche per gli anni venturi.
La verità è che l’Inps di Boeri – che deve fare “proposte” sulle pensioni al governo Renzi, con lo scopo evidente di ridurre la spesa pensionistica – è orientata verso la svalutazione dell’assegno pensionistico per quelli che andranno in quiescenza dal 2015.
In questa continua, sporca operazione di smantellamento delle pensioni ora il Governo vuole tagliarle ulteriormente.


Con il disegno di legge sul riordino delle prestazioni assistenziali, attualmente in Commissione Lavoro alla Camera, già approvato dal Consiglio dei Ministri prevede due disposizioni che, se rimarranno così come sono, causeranno un ulteriore e proprio terremoto sociale:
• In primo luogo, qualsiasi trattamento di assistenza sarà legato all'Isee della famiglia;
• In secondo luogo, la pensione di reversibilità diverrà una prestazione assistenziale e non più previdenziale.
In parole povere, questo significa che potranno avere la reversibilità solo coloro che non possiedono nulla (neppure la casa), o quasi, perchè basta avere qualche risparmio in banca, o la convivenza con una persona con un minimo di reddito, per alzare l'indice Isee.
E' previsto, poi, che Entrino nel nucleo Isee, non solo tutti coloro che fanno parte dello stesso stato di famiglia (in generale tutti i residenti nella stessa abitazione, a meno che non si richiedano al Comune degli stati di famiglia separati, ma non vi devono essere legami di parentela o affettivi), ma anche altri soggetti non conviventi, come i genitori di figli minorenni, anche se non coniugati, ed il figlio studente universitario.

Insomma, ci vuole davvero molto poco per superare i rigidi limiti imposti dal Governo, anche se non si possiedono redditi.


Pensione di reversibilità


Tali limiti saranno validi anche per percepire la pensione di reversibilità (cioè la pensione ai superstiti, che può essere di reversibilità o indiretta), in quanto il ddl la qualifica come prestazione assistenziale e non più previdenziale.
Tale qualifica, però, appare ingiusta, poiché la reversibilità è un trattamento che si basa sui contributi versati nell’arco della vita lavorativa del deceduto: in questo modo si porrebbe in essere un furto legalizzato da parte dello Stato, che incamererebbe i contributi previdenziali versati dai lavoratori, senza devolverli agli eredi aventi diritto. Peraltro, già da tempo sono previsti dei limiti di reddito per percepire il trattamento.
Non tranquillizza il fatto che le prestazioni già in essere non saranno toccate, ma soltanto quelle concesse dall’entrata in vigore della norma: in questo modo, al contrario, si andranno a colpire proprio i più bisognosi, in quanto le future pensioni, se ci saranno, saranno sempre più magre.
TUTTO QUESTO ACCADE MENTRE E' STATO DICHIARATO INCOSTITUZIONALE IL BLOCCO DELL'ADEGUAMENTO DELLE PENSIONI AL COSTO DELLA VITA

Perchè, come l’articolo 18 è stato criminalmente rimosso con la scusa che non copriva tutti i lavoratori, così ora vogliono cancellare la reversibilità delle pensioni con la motivazione che non coprendo tutti, la si toglie a tutti. Logica vuole invece che la reversibilità delle pensioni venga estesa a tutti i lavoratori e a tutte le coppie.
Con questa ennesima operazione (leggi RAPINA) si rendono gli individui uguali nel essere considerati ugualmente irrilevanti, inutili.
Vogliono quindi far passare per privilegi i diritti e, in questo modo, dietro la vernice della lotta ai privilegi dissolvono il mondo dei diritti sociali, sempre in nome del sacro vangelo della competitività e della “società aperta”, che in realtà corrisponde alla società più diseguale dell’intera avventura storica umana.
 

Per questo


OCCORRE ESIGERE CHE VENGA BLOCCATO E RITIRATO IL DISEGNO DI LEGGE SUL RIORDINO DELLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI, ATTUALMENTE IN COMMISSIONE LAVORO ALLA CAMERA E GIÀ APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI
MOBILITIAMOCI CONTRO QUESTA ENNESIMA RAPINA DEI NOSTRI DIRITTI!!!

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