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8 marzo, giornata di lotta!

 

Stiamo per avvicinarci all'8 marzo "festa della donna" il giorno in cui sembra che alle donne sia tutto permesso, libertà d'uscire per conto proprio, libertà dalle incombenze familiari, feste, fiori e molto altro ancora.....ma siamo sicure che sia questo il senso di questa giornata?

Ci chiediamo mai quale sia il significato di questo giorno che ormai da più di cento anni ricorre? Può mai essere solo un giorno in cui a noi donne tutto è permesso? Ovviamente no!

"E' una "festa" talmente consumistica e oggetto di tante e tali strumentalizzazioni", tanto che andrebbe cancellata ? Ovviamente no!

La giornata internazionale della donna nasce nel 1908 su iniziativa del Partito socialista americano che all'indomani del VII Congresso della II Internazionale, congresso in cui si focalizzò l'attenzione sulla questione femminile e sulla ormai necessaria lotta per l'ottenimento del diritto al voto da parte delle donne; promosse anche sotto la spinta della femminista socialista Corinne Brown il primo Women's Day, una conferenza durante la quale si parlò dello sfruttamento delle donne nel lavoro, delle discriminazioni sessuali ed ovviamente del diritto al voto. In quello stesso anno sempre dal partito socialista americano venne l'organizzazione di una manifestazione volta alla sensibilizzazione sulla questione del diritto al voto.

L'idea di dedicare una giornata internazionale alle donne ed alle lotte che le stesse cominciavano a sviluppare, venne nel 1910 durante la Seconda conferenza internazionale delle donne socialiste, sotto la spinta di Clara Zetkin1 ed in virtù' della esperienza americana venne deciso che si sarebbe tenuta ogni anno una giornata internazionale della donna sotto lo slogan "Il voto alle donne unirà la nostra forza nella lotta per il socialismo".2

Per avere una data bisognerà attendere il 1917 quando l'8 marzo a San Pietroburgo un folto gruppo di donne scese in piazza per chiedere la fine della guerra, l'evento fu talmente partecipato che passò alla storia come la scintilla che fece scoppiare la rivoluzione di febbraio tanto che, nel 1920 durante la seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, A. Kollontaj3 propose di fissare la giornata internazionale delle donne proprio l'8 marzo.

E' proprio la Kollontaj durante quella conferenza a darci il significato di questa giornata attraverso il discorso che la stessa fa davanti alle delegate di tutta Europa, la rivoluzionaria pone l'accento sulla forza e la capacità di organizzazione delle proletarie che in momenti decisivi sono state fondamentali, e, su come questa celebrazione si poggiasse (allora come oggi) su basi totalmente diverse da quelle portate avanti dalle femministe borghesi.

Le femministe borghesi lottano per avere gli stessi diritti degli uomini, gli stessi vantaggi degli uomini all'interno della società capitalista; "Le femministe borghesi domandano l'uguaglianza dei diritti sempre e in ogni luogo. Le lavoratrici rispondono: rivendichiamo gli stessi diritti per tutti i cittadini, uomini e donne, ma noi non siamo soltanto donne e lavoratrici, siamo anche madri. E come madri, come donne che un giorno avremo un figlio, chiediamo una speciale cura per noi stesse e per i nostri figli da parte del governo, una speciale protezione dallo stato e dalla società.

Le femministe si battono per conquistare i diritti politici. Anche qui i nostri cammini si separano: per le donne borghesi, i diritti politici sono un modo più comodo e più sicuro per raggiungere i propri obiettivi in questo mondo basato sullo sfruttamento dei lavoratori. Per le operaie i diritti politici sono un passo nel cammino aspro e difficile che conduce al desiderato regno del lavoro."4

Queste parole scritte in anni lontani, colpiscono per la loro incredibile attualità!

La condizione della donna nel sistema capitalistico, escludendo il diritto al voto e molti altri diritti civili ottenuti soprattutto negli anni 70 dal movimento femminista borghese e dai sindacati di classe, dalle forze democratiche, dai partiti comunisti, non si può certo dire migliorata, non possiamo certo dire che le operaie e le lavoratrici tutte, soprattutto quelle appartenenti al proletariato vivano condizioni migliori di quelle degli inizi del 1900, anzi.

Nel 2017 ci sono donne che si dividono ancora tra turni di lavoro massacranti, casa, figli (quando le condizioni economiche permettono di averne) e incombenze quotidiane, ancora ci sono donne che non possono dirsi realizzate nel lavoro nonostante gli studi, ancora ci sono donne che subiscono la loro condizione di essere soggetti deboli e mal tutelati.

Ogni giorno noi donne subiamo attacchi da questo sistema che non ci permette nemmeno di scegliere se essere madri o no, un sistema che ci pone davanti agli uomini come meri oggetti di piacere attraverso bombardamenti mediatici fatti di donne mezze nude e sempre più giovani e sempre più in forma, messe a mò di bamboline anche nella promozione di prodotti che con le donne nulla hanno a che fare.

Questo sistema che fa di noi donne l'anello debole della catena, cosi debole da pagare troppo con la vita la propria pretesa di autonomia, di libertà; è per questo motivo che oggi più che mai ogni donna dovrebbe avere bene in mente il significato profondo della giornata internazionale della donna, le sue origini di lotta.

Averle a mente e continuare soprattutto quel cammino cominciato nel 1907, fino all'ottenimento dell'unico risultato che possa garantirci la libertà; l'abbattimento di questo sistema criminale!

8 marzo 1907-2017 la lotta non si ferma!

E' SCIOPERO GENERALE!

1Clara Zetkin (Wiederau (Sassonia) 1857 - Archangelskoe (Mosca) 1933)Fu una leader socialista tedesca e diresse il giornale socialdemocratico «Die Glechheit» (L’Uguaglianza) che, nel 1912, superava le centomila copie. La lotta per l’emancipazione di genere fu un punto di forza del suo pensiero come parte integrante del grande riscatto del proletariato cui si dedicò con grande passione.
Quando Bismark, nel 1978, mise al bando ogni attività socialista in Germania, lei si trasferì a Zurigo e poi in esilio a Parigi dove entrò a far parte del partito dei Socialisti internazionali. In queste battaglie ebbe al suo fianco la polacca Rosa LuxemburgLa Zetkin, tra le varie attività antimilitari, nel 1915, organizzò una conferenza internazionale di donne socialiste per opporsi al conflitto. Per queste attività lei e l’amica Rosa vennero più volte arrestate. Nel 1916 la Zetkin si spostò verso l’ala sinistra del partito socialista, fondando la Lega Spartaco da cui derivò il KPD, il Partito Comunista Tedesco. .

2A. Kollontaj Mezhdunarodnyi den' rabotnitz (International Women's Day), Moscow 1920
Traduzione da
antiper.org

3Aleksandra Kollontaj(San pietroburgo 1872, Mosca 1952)Aderì al movimento socialdemocratico in Svizzera dove si trovava per motivi di studio; rimase neutrale fino al 1903 quando a seguito della scissione tra menscevichi e bolscevichi si schierò con i primi. Molti dei suoi anni li passò in esilio, dove fu attiva sia come scrittrice che come oratrice in vari paesi tra i quali Germania, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Scandinavia e Stati Uniti. Tra le opere da lei scritte va menzionata il romanzo “Amore Rosso”. Grazie alle sue conoscenze linguistiche fu nominata nel 1924 ambasciatrice in Norvegia prima donna al mondo a rivestire tale carica diplomatica.

4A.Kollontaj: Il giorno della donna, 1913, traduzione di Clara Startello 2009

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