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CON IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI SERVIZI PUBBLICI A RISCHIO... e gli effetti sono sempre più evidenti!

I dati del Conto annuale dalla Ragioneria generale dello Stato sugli organici nella pubblica amministrazione pubblicati nei giorni scorsi sono espliciti: oltre 237 mila posti di lavoro in meno nel periodo tra il 2007 e il 2015, corrispondenti ad una riduzione del 6,9% di personale

Spiccano tra tutti i dati relativi alla riduzione di oltre un quarto del personale in servizio negli Enti Pubblici non Economici, come l'Inps ad esempio, mentre nei Ministeri si registra un meno 16,9%, nelle Autonomie Locali la riduzione è del 10,7%,  con un meno 3,9% solo nel 2015.

Significativa è la situazione degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale che, a fronte di una contrazione di oltre 28.000 lavoratori, di cui 10.444 solo nel 2015 (-4,2%), vede crescere, negli otto anni presi a riferimento, del 45% il numero delle unita' di lavoro somministrate attraverso le agenzie interinali, con un +20% nel 2015.

Di fronte alla grave situazione in cui versano i servizi pubblici a seguito delle scelte operate dai vari governi di centro destra, di centro sinistra o “tecnici” che hanno negli anni reiterato tutti il blocco parziale del turn over, spicca la farsesca risposta della segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino che, in un comunicato, dichiara che bisogna dare subito concretamente vita ad una stagione nuova sulla base dei contenuti dell'accordo sottoscritto da Cgil Cisl Uil e Governo lo scorso 30 Novembre. Nessun cenno è stato fatto alla drammatica situazione degli organici dei vari comparti pubblici.

Di fronte ad un drastico calo di personale impiegato nella pubblica amministrazione è indispensabile pretendere fin da subito lo sblocco delle assunzioni. Sempre più spesso, a causa di carenze d'organico, i servizi pubblici vengono dati in pasto ai privati che su di essi lucrano, ampliando i fenomeni legati alla corruzione di politici e dirigenti. Il diritto all'istruzione pubblica, alla sanità, alla sicurezza sono diritti universali che tutti assieme, lavoratori e cittadini, dobbiamo difendere e per i quali bisogna lottare.

Dai sindacati confederali non arriverà nessuna iniziativa di mobilitazione per fermare la distruzione del servizio pubblico ed è evidente l'assenza di qualsiasi iniziativa in tal senso negli ultimi anni.

CUB e SGB hanno indetto due scioperi generali nel solo 2016 e la mobilitazione dei lavoratori è l'unica strada percorribile per invertire la rotta.

Al blocco delle assunzioni va associato il blocco delle retribuzioni, che non riescono più a recuperare nemmeno l'inflazione (*)  con una perdita media reale prossima al 6%.

La sistematica riduzione dei posti di lavoro pubblici e la contrazione degli stipendi non permette nessun risparmio reale, ma semplicemente sposta la spesa verso la voracità delle società private che vanno "a caccia" di servizi pubblici da mettere a profitto, lasciando scoperte importanti funzioni per i cittadini. I drammatici fatti di questi  giorni, dove molti comuni dell’appennino sono rimasti bloccati da una nevicata che ha paralizzato la circolazione stradale, sono la diretta conseguenza della decimazione di risorse agli enti locali, dello svuotamento di fondi e personale delle provincie, dello smantellamento del Corpo Forestale dello Stato e della scarsità di mezzi dati in dotazione ai Vigili del Fuoco.

Per invertire la rotta è indispensabile informare tutti, lavoratori e cittadini, dei rischi che si corrono con i tagli indiscriminati della spesa pubblica: su questi temi, per lo sblocco totale delle assunzioni e aumenti salariali veri, continueremo a lottare con ancora più tenacia di quanto già fatto, in modo da rendere edotta e cosciente la cittadinanza tutta che i tagli ai servizi pubblici mettono a rischio la vita di tutti.

(*http://www.repubblica.it/economia/2017/01/20/news/gli_stipendi_della_pa_dal_2007_sono_cresciuti_la_meta_dell_inflazione-156455228/ )

Milano 23 gennaio 2017

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