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Il 4 dicembre  un NO che vale doppio perché vogliamo democrazia nella società e nei luoghi di lavoro !

 

Con l’accordo del 10 gennaio 2014 pomposamente denominato Testo Unico di Rappresentanza firmato da cgil, cisl, uil, padronato e successivamente da alcuni sindacati di base, si chiude formalmente e nel peggiore dei modi la stagione della pur nefanda concertazione sindacale avuta inizio con un analogo accordo sindacati/padroni nel luglio 1993 e si apre quella della “sudditanza”.

Con l’accordo della concertazione, propedeutico all’entrata nell’area dell’Euro, si è avviata la stagione della totale deregolamentazione del lavoro aprendo la porta ad ogni forma di precarietà, della fine di ogni automatismo salariale e della compressione del diritto di sciopero con l’applicazione sempre più restrittiva della famigerata  legge antisciopero n. 146  del 1990

Ora la vecchia e ormai inutile concertazione viene archiviata e sostituita con un accordo che  formalizza il passaggio all’epoca della sudditanza dei sindacati ai datori di lavoro, attraverso elezioni  rsu di soli delegati dei sindacati firmatari, lo svuotamento dei poteri di contrattazione, una ulteriore e incredibile autolimitazione dello sciopero che prevede il sanzionamento  congiunto di padroni/sindacati verso i lavoratori che si mobilitano in dissenso agli accordi.

Non è un caso che i sindacati firmatari  e le associazioni datoriali abbiano ora intensificato gli sforzi per applicare il T.U.R. in più luoghi di lavoro possibile e zittire così la voce dei delegati più combattivi.

Si avvicina intanto il 4 dicembre, data in cui si terrà il referendum sulla controriforma della Costituzione e si fa strada l’idea che con la vittoria del SI , sia possibile legiferare un’ulteriore stretta sul diritto di sciopero, sulla base del  T.U.R. così come esplicitato dal Presidente dell’Authority sugli scioperi che proprio in questi giorni sta incontrando appunto i sindacati firmatari.

Si vuole concentrare il potere politico nelle mani di pochi per potere azzerare la democrazia nei luoghi di lavoro, passaggio necessario per riorganizzare su base autoritaria l’intera società, per questo il nostro sarà un NO che vale doppio!

Lanciamo quindi un appello a tutte/i per una assemblea nazionale da tenersi il 26 novembre prossimo a Bologna per  fare  valere  il  nostro

NO alla  controriforma  costituzionale  e  al  T. U. R.

( Per adesioni assemblea2no@gmail.com )

in allegato i primi firmatari

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