(Reading time: 2 - 4 minutes)

Scioperiamo contro l’attacco ai lavoratori e alla democrazia!

 

Nelle prossime  settimane il Governo Renzi dovrà presentare i dettagli della cosiddetta Legge di stabilità, definita ancora una volta all’insegna di una crisi economica che viene fatta pagare interamente ai lavoratori e ai settori popolari.

Venticinque/trenta miliardi di euro rastrellati in gran parte attraverso ulteriori e pesanti tagli alla sanità ed ai servizi, agli stipendi dei lavoratori per i quali diminuirà pesantemente la parte di salario fisso ed aumenterà quella variabile legata alla “produttività” (leggasi discrezionalità padronale), a tutta la pubblica amministrazione a favore degli interessi privati.

Questo  mentre aumenta inesorabilmente la precarietà  e la disoccupazione e il padronato fa carta straccia dei diritti sindacali ed individuali conquistati con decenni di lotte.

Gran parte del sistema informativo è impegnato a spargere una cortina fumogena sulle reali intenzioni del governo spostando l’attenzione sull’accordo sulle pensioni spacciato come una opportunità per i lavoratori mentre non è altro che un regalo alle banche ed alle assicurazioni.

A questo si aggiunge il tentativo ormai avanzato di trasformare in legge valida per tutto il mondo del lavoro, pubblico impiego compreso, i contenuti del cosiddetto Testo Unico di Rappresentanza sindacale. Quest’accordo siglato dai datori di lavoro con cgil cisl uil e una parte del sindacalismo di base, prevede delle rsu di soli delegati dei sindacati firmatari, l’autolimitazione dello sciopero nonché le sanzioni comminate congiuntamente da padroni e sindacati ai propri iscritti che si mobilitano in dissenso dagli accordi. Insomma l’accordo che ha sancito formalmente il passaggio dalla fase della concertazione sindacale iniziata con l’accordo di luglio 1993, propedeutico all’entrata nell’area dell’Euro a quello di una nuova stagione dove il conflitto sindacale deve essere sanzionato per via formale e dove la vecchia ed inutile concertazione deve lasciare il campo alla complicità sindacati/padroni.

Una stagione questa che forse farà più forti gli apparati burocratici dei sindacati firmatari ma indebolirà ulteriormente i lavoratori togliendo loro ogni possibile residuo strumento di difesa e di rivendicazione dei propri autonomi interessi.

Da parte nostra crediamo che la salvaguardia degli spazi di democrazia nei luoghi di lavoro debba essere un elemento imprescindibile e centrale della piattaforma sulla quale chiamare i lavoratori alla mobilitazione. In questo senso crediamo che dei due scioperi messi in campo dal sindacalismo di base, solo quello del 4 novembre della CUB e dell’Usi abbia questa caratteristica. Ci sembra infatti paradossale che chi ha firmato quell’accordo sollecitandone adesso ripetutamente l’adozione, facendo rischiare un vero e proprio smottamento alle istanze sulle quali è nato e si misura quotidianamente il sindacalismo di base e conflittuale, oggi chiami a scioperare contro la sua stessa firma ed in una logica di sostegno a cartelli politici più che sindacale.  

 

E’ necessario comunque andare anche al di là dello sciopero generale del 4 novembre, di ogni ipotesi di autosufficienza, ma dare voce, futuro, prospettiva, mettere in relazione ed organizzare i lavoratori e tutte le forze e le energie che fanno della democrazia anche nei posti di lavoro elemento non in vendita, essenziale per consentire ai lavoratori di rivendicare liberamente e riprendersi concretamente diritti e condizioni.

Intendiamo di conseguenza contribuire attivamente all’opposizione alle politiche governative scioperando il 4 novembre come tappa di un percorso che non si esaurisce in quella data.

  • CONTRO LO SCIPPO DEL DIRITTO ALLE PENSIONI – ABOLIRE LA LEGGE FORNERO

 

ü  PER IL RINNOVO DEI CONTRATTI DI LAVORO CON AUMENTI SALARIALI VERI E SLEGATI DALLA PRODUTTIVITA’

  • CONTRO LA PRECARIETA' E IL LAVORO GRATUITO

ü  PER LA DIMINUZIONE GENERALIZZATA DELL’ORARIO DI LAVORO E UN CONSEGUENTE GRANDE PIANO OCCUPAZIONALE

  • CONTRO IL JOB ACT E L'ABOLIZIONE DELL'ART 18

ü  PER LA SALUTE E SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO.

  • CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI DEI SERVIZI PUBBLICI E IL TAGLIO DEL WELFARE

ü  PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO, IL RISPARMIO ENERGETICO E LE ENERGIE ALTERNATIVE

  • CONTRO L'ACCORDO SULLA RAPPRESENTANZA DEL 10 GENNAIO 2014 CHE ANNULLA LA DEMOCRAZIA  NEI LUOGHI DI LAVORO

ü  PER IL DIRITTO ALL ' ABITARE.

Scioperare il 4 novembre vuole dire anche battersi contro la guerra interimperialista con la quale i Governi “affrontano” gli effetti della crisi economica mondiale,  coinvolgendo in primis il Medio Oriente e l’Africa e a seguire tutti gli altri continenti.

e-max.it: your social media marketing partner
Attachments:
Download this file (scioperi autunno 2-1.pdf)scioperi autunno 2-1.pdf[ ]552 kB