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Unanimi si rincorrono in questi momenti anche i messaggi di cordoglio e di solidarietà da parte di quel mondo politico, che cerca di strumentalizzare il dolore dei terremotati, mascherando le proprie responsabilità nell'affossamento di ogni possibile tutela del territorio e di finanziamento della protezione civile che non devono essere sottaciute nemmeno in queste ore.

 

Non sono servite le tragedie dell’Aquila o dell'Emilia (per citare solo i terremoti degli ultimi anni) a convincere chi ci governa della necessità di investire in politiche finalizzate alla prevenzione e alla messa in sicurezza di un territorio ad alto rischio sismico piuttosto che in grandi opere, fucina di sprechi e di malaffare.

Soprattutto non dimentichiamo cosa è stata la ricostruzione all’Aquila, le telefonate di quegli imprenditori che ridevano al pensiero degli affari possibili, mentre in centinaia perdevano la vita. Quelle risate riecheggiano come i miliardi di euro nelle casse di chi guadagna vendendo le bombe scaraventate sulle città siriane e palestinesi.

Basta con la solidarietà dei proclami e del falso patriottismo. Basta con le false promesse.

C'è bisogno di iniziative concrete e di finanziamenti per aiutare i cittadini del centro Italia. Non si deve ripetere quello che è accaduto a L'Aquila, la cui popolazione ha duramente pagato il ritorno alla vita "normale" anche con la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Basta anche con le strumentalizzazioni più becere di chi cerca di contrapporre i profughi politici agli sfollati post terremoto in una logica di guerra fra poveri che pesca nell'ignoranza del razzismo, utile solo ad una classe dirigente che vuole continuare a sostenere politiche di classe a scapito dei lavoratori e dei settori popolari in genere.

Noi non dimentichiamo come sono state gestite queste crisi in questi decenni e proprio perché vogliamo che la nostra solidarietà attiva nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma non sia vanificata o sminuita da questa classe dirigente sosteniamo ed invitiamo i lavoratori a sostenere le attività delle associazioni indipendenti dal governo e da questa classe dirigente, come ad esempio le "brigate di solidarietà attiva".

La storia purtroppo ci insegna che in questi casi la solidarietà non si esaurisce con la pur necessaria e fondamentale (visto le pochissime risorse messe a disposizione dal governo) raccolta di beni di prima necessità e da parte nostra ci impegneremo anche nella tutela sindacale dei lavoratori colpiti dalle possibili conseguenze di questa catastrofe.

 

La nostra solidarietà a fianco dei terremotati, sarà anche vigilanza sugli atti politico/istituzionali e di sostegno alle lotte che saranno necessarie perché tutti abbiano una vita dignitosa.

 

PAME: solidarietà ai lavoratori e a tutta la popolazione colpita dal terremoto

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