(Reading time: 1 - 2 minutes)

Con il voto dei popoli della Gran Bretagna al referendum per la Brexit, viene finalmente messa in discussione la tenuta di quella Unione Europea che in questi anni ha dettato le linee di governo ai vari paesi europei, fatte di attacchi pesantissimi alla vita e al lavoro dei settori popolari ai quali si è voluto fare pagare in maniera esclusiva gli effetti della crisi economica mondiale.  

Tagli allo stato sociale, aumento vertiginoso dello sfruttamento dei lavoratori e parallela crescita della disoccupazione, massacro dei diritti democratici e sindacali, il generale abbrutimento culturale e morale sono gli effetti reali di questa politica: Jobsact, la rapina delle pensioni, la riforma della pubblica amministrazione e le privatizzazioni sono servite per finanziare imprenditori falliti e  banchieri squali senza scrupoli. 

Il continuo piegarsi ai ricatti della Trojka ha favorito e alimentato la guerra e l’impoverimento fino alla fame di interi popoli dentro e fuori la UE.
Non possiamo, dunque, che essere contenti del fatto che ciò che sembrava essere indiscutibile ed intoccabile in quanto sostenuto dalla intera classe dirigente del nostro paese, ora sembra entrare in una crisi profonda.

Allo stesso tempo sappiamo che la disgregazione della U.E., se gestita dalla medesima classe dirigente, magari sotto mentite spoglie, può produrre un ulteriore peggioramento della vita dei lavoratori e dare sfogo alle tendenze razziste e xenofobe, presenti nel nostro paese.

Per questo pensiamo necessario intensificare le lotte ed il percorso per la costruzione di un sindacato democratico e conflittuale che contribuisca ad indicare una via d’uscita dalla U.E., mettendo al centro gli esclusivi ed autonomi interessi di classe.

 
 
e-max.it: your social media marketing partner