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SGB ad Atene per partecipare con una propria delegazione al 4° congresso del Pame al quale saranno presenti oltre ai delegati sindacali greci, ben 37 organizzazioni sindacali di 23 diversi paesi. Di seguito il testo del comunicato pubblicato dall’ufficio internazionale del Pame il 17 novembre scorso

 

Great Participation to the 4th National Congress of PAME

Great Participation to the 4th National Congress of PAME Hundreds of Trade Union Organizations, from all over Greece, have announced their participation to the 4th Congress of PAME, on November 19-20……..

Grande partecipazione al 4° Congresso Nazionale del PAME

 Centinaia di Organizzazioni sindacali da tutta la Grecia, hanno annunciato la loro partecipazione al 4° congresso del PAME del 19 e 20 novembre

Fino ad oggi hanno annunciato la partecipazione di loro delegati più di 510 Organizzazioni sindacali, centri di lavoro, federazioni, unioni industriali e comitati di lavoratori di tutti i settori e le regioni del paese. Attraverso questa procedura, i sindacati hanno eletto più di 1200 delegati e osservatori a rappresentare le centinaia di migliaia di membri.

Allo stesso tempo l’interesse internazionale e la solidarietà al PAME a alla classe lavoratrice greca si esprime attraverso le 37 Organizzazioni Sindacali, da 23 paesi, che saranno rappresentate da più di 50 delegati.

Le seguenti delegazioni internazionali parteciperanno al congresso:

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Sciopero Generale Migliaia di lavoratori scesi nelle strade di Milano e Napoli. Blocchi della logistica tutta la notte del 4 nov. Il nostro NO VALE DOPPIO!


Venerdì 4 Novembre si è tenuto lo sciopero generale del sindacalismo di base indetto dalla Cub, Sgb e Usi Ait; migliaia di lavoratori di tutti i settori hanno scioperato e sono scesi nelle strade di Milano e Napoli a manifestare i propri NO e a rivendicare lavoro, salario e diritti.

Alle manifestazioni hanno partecipato lavoratrici e lavoratori delle fabbriche, dei servizi, della scuola, della pubblica amministrazione, del commercio e di tanti altri settori, che si riconoscono nella piattaforma del sindacalismo di base. Al loro fianco gli esponenti della comunità Curda in Italia che sta combattendo per la libertà del proprio Popolo contro l’ISIS e la Turchia.

Non limitare la giornata di sciopero ad una sfilata, l'andare a presidiare l'ambasciata Turca a Milano insieme alla comunità curda, presidiare a Bologna le centrali della logistica delle multinazionali UPS e SDA bloccandone i cancelli per l'intera notte sono azioni che hanno caratterizzato l’importante giornata di lotta.

La mobilitazione non si conclude certamente con la giornata di sciopero che consideriamo una tappa di un percorso più ampio di opposizione alle spese militari, alle “guerre esterne” e a quelle interne fatte di tagli alle condizioni materiali della classe lavoratrice e allo stato sociale.

Una opposizione sindacale che si batta contro T.U.R. (il Testo unico di Rappresentanza sindacale ) che vuole eliminare di fatto la democrazia sui posti di lavoro e il diritto di sciopero e contro lo stravolgimento in senso autoritario della Costituzione voluta dal Governo Renzi.

Per questo motivo riteniamo che l'appello circa 250 delegati/lavoratori, principalmente Sgb e Cub ma non solo e di 15 giuristi, per un assemblea nazionale che si terrà il 26 novembre prossimo a Bologna, per fare valere il nostro NO alla controriforma costituzionale e al T. U. R., sia un passaggio fondante per la costruzione di radici comuni per le future lotte nei posti di lavoro e nei territori.

È certa la necessità anche di dare risposte di massa e condivise alla politica Renziana che spera di azzittire con la repressione le ragioni del NO e le rivendicazioni sociali come sta accadendo da una settimana a Bologna contro gli studenti che rivendicano il diritto allo studio anche attraverso l'accessibilità ai servizi o sabato scorso a Firenze impedendo una manifestazione di cittadini e movimenti per il NO al referendum.

Per questo come Sindacato Generale di Base abbiamo deciso di portare i nostri NO in contributo alla giornate indetta dai movimenti che si terrà il 27 Novembre a Roma.

 

Per adesione all'assemblea nazionale del 26 -assemblea2no@gmail.com  

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Il 4 dicembre un NO CHE VALE DOPPIO PERCHE' VOGLIAMO DEMOCRAZIA NELLA SOCIETA' E NEI LUOGHI DI LAVORO


Con l’accordo del 10 gennaio 2014 pomposamente denominato Testo Unico di Rappresentanza firmato da cgil, cisl, uil, padronato e successivamente da alcuni sindacati di base, si chiude formalmente e nel peggiore dei modi la stagione della pur nefanda concertazione sindacale avuta inizio con un analogo accordo sindacati/padroni nel luglio 1993 e si apre quella della “sudditanza”.

Con l’accordo della concertazione, propedeutico all’entrata nell’area dell’Euro, si è avviata la stagione della totale deregolamentazione del lavoro aprendo la porta ad ogni forma di precarietà, della fine di ogni automatismo salariale e della compressione del diritto di sciopero con l’applicazione sempre più restrittiva della famigerata legge antisciopero n. 146 del 1990

Ora la vecchia e ormai inutile concertazione viene archiviata e sostituita con un accordo che formalizza il passaggio all’epoca della sudditanza dei sindacati ai datori di lavoro, attraverso elezioni rsu di soli delegati dei sindacati firmatari, lo svuotamento dei poteri di contrattazione, una ulteriore e incredibile autolimitazione dello sciopero che prevede il sanzionamento congiunto di padroni/sindacati verso i lavoratori che si mobilitano in dissenso agli accordi.

Non è un caso che i sindacati firmatari e le associazioni datoriali abbiano ora intensificato gli sforzi per applicare il T.U.R. in più luoghi di lavoro possibile e zittire così la voce dei delegati più combattivi.

Si avvicina intanto il 4 dicembre, data in cui si terrà il referendum sulla controriforma della Costituzione e si fa strada l’idea che con la vittoria del SI , sia possibile legiferare un’ulteriore stretta sul diritto di sciopero, sulla base del T.U.R. così come esplicitato dal Presidente dell’Authority sugli scioperi che proprio in questi giorni sta incontrando appunto i sindacati firmatari.

Si vuole concentrare il potere politico nelle mani di pochi per potere azzerare la democrazia nei luoghi di lavoro, passaggio necessario per riorganizzare su base autoritaria l’intera società, per questo il nostro sarà un NO che vale doppio!

Lanciamo quindi un appello a tutte/i per una assemblea nazionale da tenersi il 26 novembre prossimo a Bologna per fare valere il nostro NO alla controriforma costituzionale e al T. U. R.

PUOI ADERIRE ON LINE OPPURE MANDANDO MAIL:  assemblea2no@gmail.com 

Oppure segui il LINK e firma on line la petizione

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ENNESIMO vergognoso accordo firmato da CGIL CISL e UIL a danno dei lavoratori del terziario

Alle organizzazioni confederali evidentemente non è bastato avere rinnovato un CCNL (2015 - 2017) peggiorativo rispetto a quello che avevano già sottoscritto 4 anni prima.

Non è bastato aumentare l’orario di lavoro ed esasperare la precarietà in cambio di una miseria di aumento salariale, 85 euro parametrati al IV livello, in cinque rate (36 euro di media mensili).

Questo novembre era prevista la quarta rata di questo “sostanzioso” aumento. Utilizziamo il passato perché, accettando servilmente le direttive arrivate da Confcommercio, In data 24 ottobre 2016, Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL hanno sottoscritto un Accordo integrativo al CCNL del Terziario ai sensi del quale viene sospesa l’erogazione dell’aumento retributivo previsto, a partire da novembre 2016, dal CCNL 30 marzo 2015.

La sottoscrizione di questo ennesimo accordo evidenzia per l’ennesima volta il ruolo di meri esecutori dei voleri padronali assolto da CGIL, CISL e UIL, che, in cambio, hanno ricevuto il monopolio della rappresentanza nei posti di lavoro e sono state “invitate” a quel ricco banchetto rappresentato dalla gestione degli enti bilaterali, in cui finiscono milioni di euro dei lavoratori.

Quali argomentazioni utilizzeranno per spiegare ai lavoratori questo ennesimo abuso?

Sicuramente verranno a raccontarcela facendo appello al senso di responsabilità, sostenendo che l’aumento è solo rinviato….

Ma come mai questo senso di responsabilità CGIL, CISL e UIL lo manifestano sempre e solo nei confronti delle organizzazioni datoriali?

Migliaia di lavoratori impoveriti dai padroni e da questi loro complici non hanno forse bisogno del salario?

Dobbiamo continuare a sottostare ai ricatti delle organizzazioni padronali?

I disastri cui ha portato la politica di compromessi e svendita di diritti sostenuta da CGIL, CISL e UIL è evidente e sotto gli occhi di tutti.

E’ necessario resistere e opporsi ai padroni e ai loro complici, ne va del nostro futuro.

 Non sostenere più i sindacati complici partecipa allo sciopero generale del 4 novembre.

                                                                                       SGB Sindacato Generale di Base

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Il 4 dicembre  un NO che vale doppio perché vogliamo democrazia nella società e nei luoghi di lavoro !

 

Con l’accordo del 10 gennaio 2014 pomposamente denominato Testo Unico di Rappresentanza firmato da cgil, cisl, uil, padronato e successivamente da alcuni sindacati di base, si chiude formalmente e nel peggiore dei modi la stagione della pur nefanda concertazione sindacale avuta inizio con un analogo accordo sindacati/padroni nel luglio 1993 e si apre quella della “sudditanza”.

Con l’accordo della concertazione, propedeutico all’entrata nell’area dell’Euro, si è avviata la stagione della totale deregolamentazione del lavoro aprendo la porta ad ogni forma di precarietà, della fine di ogni automatismo salariale e della compressione del diritto di sciopero con l’applicazione sempre più restrittiva della famigerata  legge antisciopero n. 146  del 1990

Ora la vecchia e ormai inutile concertazione viene archiviata e sostituita con un accordo che  formalizza il passaggio all’epoca della sudditanza dei sindacati ai datori di lavoro, attraverso elezioni  rsu di soli delegati dei sindacati firmatari, lo svuotamento dei poteri di contrattazione, una ulteriore e incredibile autolimitazione dello sciopero che prevede il sanzionamento  congiunto di padroni/sindacati verso i lavoratori che si mobilitano in dissenso agli accordi.

Non è un caso che i sindacati firmatari  e le associazioni datoriali abbiano ora intensificato gli sforzi per applicare il T.U.R. in più luoghi di lavoro possibile e zittire così la voce dei delegati più combattivi.

Si avvicina intanto il 4 dicembre, data in cui si terrà il referendum sulla controriforma della Costituzione e si fa strada l’idea che con la vittoria del SI , sia possibile legiferare un’ulteriore stretta sul diritto di sciopero, sulla base del  T.U.R. così come esplicitato dal Presidente dell’Authority sugli scioperi che proprio in questi giorni sta incontrando appunto i sindacati firmatari.

Si vuole concentrare il potere politico nelle mani di pochi per potere azzerare la democrazia nei luoghi di lavoro, passaggio necessario per riorganizzare su base autoritaria l’intera società, per questo il nostro sarà un NO che vale doppio!

Lanciamo quindi un appello a tutte/i per una assemblea nazionale da tenersi il 26 novembre prossimo a Bologna per  fare  valere  il  nostro

NO alla  controriforma  costituzionale  e  al  T. U. R.

( Per adesioni assemblea2no@gmail.com )

in allegato i primi firmatari

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