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LA LOTTA DEL PAME CONTRO LA TROJKA

e la costruzione del Sindacato di Classe

DALLA RESISTENZA AL CONTRATTACCO

 

dal 20 al 22 aprile siamo lieti di ospitare una delegazione ufficiale del PAME in Italia per una serie di confronti aperti e pubblici con i lavoratori e militanti sindacali italiani sulle attuali condizioni di vita e di lavoro nei rispettivi paesi e, soprattutto, sulle condizioni di lotta e organizzazione del movimento sindacale di classe.

l compagni GiannisTasioulas della Segreteria Esecutiva del PAME

e Nikoleta Matzaufou del Dipartimento Internazionale del PAME

parteciperanno  il 20 aprile a ROMA

Tavola Rotonda dalle 17.30 alle 20 presso la sala di Via Santa Croce in Gerusalemme 55 (metro A Manzoni) a seguire Cena Popolare

21 aprile a BOLOGNA

INCONTRO PUBBLICO dalle 17,30 presso il Circolo Guernelli via Gandusio 6 a seguire Cena Popolare

22 aprile a MILANO

INCONTRO PUBBLICO con i militanti dalle 16.30

 

 

 

 

Atene 19-20 novembre 2016 4 ° Conferenza Nazionale del PAME

PAME: "SENZA GLI OPERAI GLI INGRANAGGI NON SI MUOVONO, I LAVORATORI SENZA I PADRONI SI' !" Grande successo dello sciopero generale

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Oggi abbiamo ricevuto la notizia della scomparsa di Giorgio Tiboni, fondatore nel 1992 della CUB.

Ha lasciato a tutti noi, sindacaliste e sindacalisti militati, una grande eredità di lotta sempre dalla parte dei lavoratori.

Tanto dovremo raccontare di Giorgio alle nuove generazioni delle sue scelte, della generosità e la dedizione alla causa degli interessi dei lavoratori.

Ora però è il momento di chi lo ha conosciuto di chi può restituirci l’uomo e il sindacalista.

Alle parole di Piero Antonini, membro dell’Esecutivo Nazionale di SGB, lasciamo lo spazio per esprimere le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e a tutti i compagni della CUB.

 

"Devo dire che la morte di Tiboni mi ha dato tanta malinconia personale ma il fatto che sino all'ultimo minuto del suo viaggio sia stato sempre in prima linea e abbia messo in gioco la sua vita mi ha fatto riflettere sul mio vissuto e sul mio futuro.

Ieri sera ho finito di leggere una breve biografia su di un altro compagno di viaggio e amico Massimo Gorla che è mancato qualche anno fa, anche lui fino all'ultimo è stato in prima linea ed un punto di riferimento, un maestro mai presuntuoso e amico proprio come Tiboni.

Ho 70 anni e spero di continuare il mio impegno con la stessa tenacia e allegria di questi miei cari amici e compagni.

Queste due persone mi sono care e hanno segnato la mia vita.

Tiboni poi mi ha dato un'altra grande lezione la capacità di non perdere mai le staffe e di accogliere fraternamente compagni che si era perso di vista, senza alcuna traccia di polemiche .... come se il rapporto non si fosse mai interrotto.

La capacità laica di non conservare rancori e di essere sempre aperti al confronto.

Un abbraccio all'AMICO e COMPAGNO GIORGIO.

PIERO"

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Il Sindacato Generale di Base

presente nel più grande ospedale del Mezzogiorno :

il CARDARELLI.

In questi giorni si e’ maturata la decisione dei lavoratori storicamente piu’ combattivi della struttura ospedaliera piu’ rilevante del Sud, il Cardarelli di Napoli, di aderire e creare la struttura sindacale del SGB, provenendo il larga parte dalla Usb.

Le loro esperienze di lotte coerenti e tenaci, l’ultima delle quali contro l’utilizzo delle agenzie interinali per assunzioni precarie e senza garanzie, e per affermare il principio dei concorsi pubblici per collocazioni a tempo indeterminato del personale paramedico, li hanno spinti a dire no agli accordi truffa del 10 gennaio 2014 e del 4 aprile del 2016 e alla separazione da quelle organizzazioni sindacali che hanno ormai imboccato la strada della collaborazione con i padroni e con i loro governi, andando invece sulla strada della costruzione del sindacato di classe.

La stessa difesa ed il rilancio della Sanità pubblica non possono essere slogan di propaganda di un ceto sindacale sempre più screditato, devono invece essere la molla per conflitti veri su piattaforme concrete, condotte da un sindacato che serva ai lavoratori, in quanto sfruttati ed in quanto malati, e non certo a qualche bonzo sindacale per gestire privilegi e piccole fette di potere, lasciando i lavoratori a vedersela con turni e condizioni di lavoro massacranti.

Alla frequentazione delle stanze buone delle dirigenze preferiscono stare tra i lavoratori e condividere i loro problemi, a partire da salari sempre più bassi ed inadeguati, e da strutture insufficienti e sempre meno concorrenziali rispetto a quelle del privato, preferito dalle istituzioni e dai governanti borghesi.

Salutiamo quindi con calore questi nuovi compagni, con i quali ci impegniamo a rafforzare ed estendere la battaglia per una Sanità pubblica, efficiente e gratuita per tutti, condotta sotto il diretto controllo della classe operaia e di tutti i lavoratori.

AVANTI CON IL SINDACATO SGB,

DALLA PARTE DEI LAVORATORI DELLA SANITA’ E DEI LORO INTERESSI

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8 marzo, giornata di lotta!

 

Stiamo per avvicinarci all'8 marzo "festa della donna" il giorno in cui sembra che alle donne sia tutto permesso, libertà d'uscire per conto proprio, libertà dalle incombenze familiari, feste, fiori e molto altro ancora.....ma siamo sicure che sia questo il senso di questa giornata?

Ci chiediamo mai quale sia il significato di questo giorno che ormai da più di cento anni ricorre? Può mai essere solo un giorno in cui a noi donne tutto è permesso? Ovviamente no!

"E' una "festa" talmente consumistica e oggetto di tante e tali strumentalizzazioni", tanto che andrebbe cancellata ? Ovviamente no!

La giornata internazionale della donna nasce nel 1908 su iniziativa del Partito socialista americano che all'indomani del VII Congresso della II Internazionale, congresso in cui si focalizzò l'attenzione sulla questione femminile e sulla ormai necessaria lotta per l'ottenimento del diritto al voto da parte delle donne; promosse anche sotto la spinta della femminista socialista Corinne Brown il primo Women's Day, una conferenza durante la quale si parlò dello sfruttamento delle donne nel lavoro, delle discriminazioni sessuali ed ovviamente del diritto al voto. In quello stesso anno sempre dal partito socialista americano venne l'organizzazione di una manifestazione volta alla sensibilizzazione sulla questione del diritto al voto.

L'idea di dedicare una giornata internazionale alle donne ed alle lotte che le stesse cominciavano a sviluppare, venne nel 1910 durante la Seconda conferenza internazionale delle donne socialiste, sotto la spinta di Clara Zetkin1 ed in virtù' della esperienza americana venne deciso che si sarebbe tenuta ogni anno una giornata internazionale della donna sotto lo slogan "Il voto alle donne unirà la nostra forza nella lotta per il socialismo".2

Per avere una data bisognerà attendere il 1917 quando l'8 marzo a San Pietroburgo un folto gruppo di donne scese in piazza per chiedere la fine della guerra, l'evento fu talmente partecipato che passò alla storia come la scintilla che fece scoppiare la rivoluzione di febbraio tanto che, nel 1920 durante la seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, A. Kollontaj3 propose di fissare la giornata internazionale delle donne proprio l'8 marzo.

E' proprio la Kollontaj durante quella conferenza a darci il significato di questa giornata attraverso il discorso che la stessa fa davanti alle delegate di tutta Europa, la rivoluzionaria pone l'accento sulla forza e la capacità di organizzazione delle proletarie che in momenti decisivi sono state fondamentali, e, su come questa celebrazione si poggiasse (allora come oggi) su basi totalmente diverse da quelle portate avanti dalle femministe borghesi.

Le femministe borghesi lottano per avere gli stessi diritti degli uomini, gli stessi vantaggi degli uomini all'interno della società capitalista; "Le femministe borghesi domandano l'uguaglianza dei diritti sempre e in ogni luogo. Le lavoratrici rispondono: rivendichiamo gli stessi diritti per tutti i cittadini, uomini e donne, ma noi non siamo soltanto donne e lavoratrici, siamo anche madri. E come madri, come donne che un giorno avremo un figlio, chiediamo una speciale cura per noi stesse e per i nostri figli da parte del governo, una speciale protezione dallo stato e dalla società.

Le femministe si battono per conquistare i diritti politici. Anche qui i nostri cammini si separano: per le donne borghesi, i diritti politici sono un modo più comodo e più sicuro per raggiungere i propri obiettivi in questo mondo basato sullo sfruttamento dei lavoratori. Per le operaie i diritti politici sono un passo nel cammino aspro e difficile che conduce al desiderato regno del lavoro."4

Queste parole scritte in anni lontani, colpiscono per la loro incredibile attualità!

La condizione della donna nel sistema capitalistico, escludendo il diritto al voto e molti altri diritti civili ottenuti soprattutto negli anni 70 dal movimento femminista borghese e dai sindacati di classe, dalle forze democratiche, dai partiti comunisti, non si può certo dire migliorata, non possiamo certo dire che le operaie e le lavoratrici tutte, soprattutto quelle appartenenti al proletariato vivano condizioni migliori di quelle degli inizi del 1900, anzi.

Nel 2017 ci sono donne che si dividono ancora tra turni di lavoro massacranti, casa, figli (quando le condizioni economiche permettono di averne) e incombenze quotidiane, ancora ci sono donne che non possono dirsi realizzate nel lavoro nonostante gli studi, ancora ci sono donne che subiscono la loro condizione di essere soggetti deboli e mal tutelati.

Ogni giorno noi donne subiamo attacchi da questo sistema che non ci permette nemmeno di scegliere se essere madri o no, un sistema che ci pone davanti agli uomini come meri oggetti di piacere attraverso bombardamenti mediatici fatti di donne mezze nude e sempre più giovani e sempre più in forma, messe a mò di bamboline anche nella promozione di prodotti che con le donne nulla hanno a che fare.

Questo sistema che fa di noi donne l'anello debole della catena, cosi debole da pagare troppo con la vita la propria pretesa di autonomia, di libertà; è per questo motivo che oggi più che mai ogni donna dovrebbe avere bene in mente il significato profondo della giornata internazionale della donna, le sue origini di lotta.

Averle a mente e continuare soprattutto quel cammino cominciato nel 1907, fino all'ottenimento dell'unico risultato che possa garantirci la libertà; l'abbattimento di questo sistema criminale!

8 marzo 1907-2017 la lotta non si ferma!

E' SCIOPERO GENERALE!

1Clara Zetkin (Wiederau (Sassonia) 1857 - Archangelskoe (Mosca) 1933)Fu una leader socialista tedesca e diresse il giornale socialdemocratico «Die Glechheit» (L’Uguaglianza) che, nel 1912, superava le centomila copie. La lotta per l’emancipazione di genere fu un punto di forza del suo pensiero come parte integrante del grande riscatto del proletariato cui si dedicò con grande passione.
Quando Bismark, nel 1978, mise al bando ogni attività socialista in Germania, lei si trasferì a Zurigo e poi in esilio a Parigi dove entrò a far parte del partito dei Socialisti internazionali. In queste battaglie ebbe al suo fianco la polacca Rosa LuxemburgLa Zetkin, tra le varie attività antimilitari, nel 1915, organizzò una conferenza internazionale di donne socialiste per opporsi al conflitto. Per queste attività lei e l’amica Rosa vennero più volte arrestate. Nel 1916 la Zetkin si spostò verso l’ala sinistra del partito socialista, fondando la Lega Spartaco da cui derivò il KPD, il Partito Comunista Tedesco. .

2A. Kollontaj Mezhdunarodnyi den' rabotnitz (International Women's Day), Moscow 1920
Traduzione da
antiper.org

3Aleksandra Kollontaj(San pietroburgo 1872, Mosca 1952)Aderì al movimento socialdemocratico in Svizzera dove si trovava per motivi di studio; rimase neutrale fino al 1903 quando a seguito della scissione tra menscevichi e bolscevichi si schierò con i primi. Molti dei suoi anni li passò in esilio, dove fu attiva sia come scrittrice che come oratrice in vari paesi tra i quali Germania, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Scandinavia e Stati Uniti. Tra le opere da lei scritte va menzionata il romanzo “Amore Rosso”. Grazie alle sue conoscenze linguistiche fu nominata nel 1924 ambasciatrice in Norvegia prima donna al mondo a rivestire tale carica diplomatica.

4A.Kollontaj: Il giorno della donna, 1913, traduzione di Clara Startello 2009