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Contro le privatizzazioni e per contratti dignitosi, sono scesi in sciopero ieri decine di migliaia di lavoratori dei trasporti e della logistica.

Uno sciopero organizzato unitariamente dal sindacalismo di base, quello che non si è arreso alla complicità sindacale sancita con l’Accordo del 10 gennaio 2014 (il Testo Unico di Rappresentanza) e che per la sua ampiezza e la sua riuscita ha scatenato le ira di chi in questo paese, vuole continuare a fare pagare i costi della crisi ai lavoratori e ai settori popolari in genere.

Ministri, segretari di partito e sindacalisti complici, hanno riempito i taccuini di giornalisti, in molti casi accondiscendenti, di contumelie nei confronti degli scioperanti, di vere e proprie falsità come quella degli scioperi che riescono perché sono fatti di venerdì, di dichiarazioni roboanti contro il più importante strumento che non sono ancora riusciti a scippare dalle mani dei lavoratori: lo sciopero.

E allora, Wiva lo sciopero e Wiva i lavoratori che non si arrendono e lottano per ridare dignità al lavoro e difendere i servizi pubblici contro le mire predatorie di multinazionali e banche.

Lo sciopero di cui SGB è stato promotore, è stato un grande atto di civiltà perché ha messo al centro gli interessi della classe lavoratrice che rivendica salario, diritti e welfare ed è per questo che oggi gli attacchi da parte della classe dirigente che ha ridotto il nostro paese in queste condizioni, si sprecano.

Ci sembra quindi importante chiarire alcuni elementi della vicenda e dare risposta ad alcune castronerie che viaggiano nei media alla velocità della luce.

L’accusa un po’ volgare come ormai ci ha abituato il segretario del PD Renzi, che sembra piacere assai ai giornali e alle tv, è quella di avere scioperato di venerdì perché in sostanza saremmo degli scansa fatiche e vorremmo allungare il week end.

Il ragioniere Fantozzi direbbe “Una cagata pazzesca”. Nei trasporti infatti, non solo si lavora anche di sabato e di domenica ma la legge italiana che limita pesantemente il diritto di sciopero, ti obbliga a concentrare gli scioperi solo in alcune date precise. Poi se Renzi e compagnia vogliono fare un giretto con noi in qualche magazzino della logistica per verificare quanto siano inconsistenti i motivi per scioperare per questi operai incoscienti, noi siamo disponibili.

A questo punto è bene sottolineare che lo sciopero, come sancito dalla Costituzione è un diritto dei lavoratori che sono liberi o meno di praticarlo e che ieri moltissimi di loro hanno deciso di parteciparvi ed è per questo che gli avversari di classe si sono scatenati.

La polemica quindi legata al grado di rappresentatività delle organizzazioni sindacali organizzatrici entra evidentemente in contraddizione con questo dato (se avessero fatto sciopero in pochi chi se ne sarebbe accorto?) ma ha uno scopo ben preciso: quello di trasformare in legge il fascistissimo accordo del 10 gennaio 2014, il T.U.R.

Un accordo che viene spacciato come accordo di misurazione della rappresentanza ma che invece, fra le altre cose, prevede per le organizzazioni sindacali firmatarie l’impossibilità di scioperare contro accordi e contratti (possono fare scioperi solo “politici”) ed una commissione congiunta padroni e sindacati firmatari per punire i lavoratori che scioperano ugualmente. Per questo il T.U.R è stato ribattezzato l’accordo della complicità sindacale. Ora quell’accordo, non essendo legge, può valere unicamente per i sindacati che l’hanno firmato ricevendo in cambio “il riconoscimento” da parte dei padroni e qualche piccola o grande prebenda a favore del proprio apparato.

Contro questo accordo voluto inizialmente da Cgil Cisl, Uil e Confindustria e che si inizia ad applicare ora in diversi settori, con la stipula dei nuovi e pessimi contratti nazionali, fra i quali i trasporti, si sono battute inizialmente diverse altre organizzazioni sindacali fra i quali la Fiom e l’intero sindacalismo di base. Recentemente Fiom, USB ed altri hanno capitolato ed anzi sono fra quelli che nei posti di lavoro utilizzano maggiormente la loro firma per rivendicare prebende, cercando di emarginare i sindacalisti più combattivi che si battono contro la complicità sindacale ed hanno cercato di boicottare in tutti i modi la riuscita dello sciopero del 16 giugno.

E’ evidente quindi che i sindacati di base che non sono dentro quell’accordo e che di conseguenza possono organizzare gli scioperi come quello del 16 giugno, non possono essere tollerati dai fautori della complicità sindacale ed è per questo che vorrebbero obbligarci con la forza della legge a sottostarvi.

A tale proposito, registriamo anche alcune prese di posizione a favore dello sciopero (ora che non gli è riuscito di boicottarlo) da parte di alcune organizzazioni sindacali firmatarie del T.U.R. Questo ci fa un po’ sorridere ma diciamo loro che un modo per sostenere il diritto di sciopero, fino in fondo, esiste. Ritirare la firma da quell’accordo.

In definitiva le accuse volgari e violente contro gli scioperanti e contro di noi, servono a creare una cortina fumogena che nasconda il vero obbiettivo di disarmare completamente la classe lavoratrice attraverso l’imposizione della complicità sindacale anche a chi non si è arreso come il Sindacato Generale di Base.

Per questo invitiamo tutti i lavoratori ad abbandonare i sindacati firmatari del TUR mentre chiediamo ai sindacati che hanno dato vita alla bella giornata di lotta del 16 giugno, a ripartire insieme, per una più generale mobilitazione di tutto il mondo del lavoro contro le politiche di austerità e di attacco alle condizioni lavorative, per rinnovi contrattuali veri, aumenti salariali e riduzione dell’orario di lavoro, per il diritto alla salute e alla pensione pubblica, per la democrazia sindacale.

Viva lo sciopero generale !!

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16 giugno

16 giugno: contro i ladri di democrazia e beni comuni

Il 10 gennaio 2014 Cgil, Cisl, Uil e associazioni padronali hanno sottoscritto un accordo – il testo Unico sulla Rappresentanza (TUR) che è divenuto applicabile con la firma degli ultimi contratti nazionali  – con cui si sopprime la democrazia nei posti di lavoro. Successivamente l’accordo è stato siglato anche da altre organizzazioni tra cui Usb, sigle autonome e Cobas.

L’ accordo prevede che possono partecipare alle elezioni per il rinnovo delle RSU (con meno poteri ed ostaggio delle segreterie) solo i firmatari, chi dissente ne viene escluso, i delegati sono  monopolizzati, mentre   i lavoratori vengono espropriati del diritto di eleggere e farsi rappresentare liberamente. In molti rinnovi questa procedura è stata estesa illegittimamente anche al rinnovo degli RLS.

L’accordo del 10 gennaio prevede inoltre che gli accordi e i contratti siano esigibili, questo significa che  una volta approvati i firmatari del TUR non possono scioperarvi contro ne  mettere in campo azioni di contrasto alla loro applicazione. I firmatari,con la costituzione di una apposita commissione,  prevedono di sanzionare i propri delegati sindacali che violano questa clausola: un ulteriore attacco al diritto di sciopero e di dissenso.

Si sancisce così il principio della collaborazione e della complicità sindacale con gli interessi delle parti datoriali anteponendo gli interessi delle coorporazioni sindacali a quelli dei lavoratori

Per questo il 16 giugno prossimo lo sciopero generale dei trasporti, contro le privatizzazioni, i contenuti e gli effetti deleteri degli ultimi contratti di categoria  è stato convocato da tutte le organizzazioni sindacali di base che non si sono piegate alla complicità sindacale e non hanno firmato l’accordo del 10 gennaio.

Per questo, TUTTI i lavoratori possono parteciparvi senza ripercussione alcuna.  

Per lo stesso motivo quei sindacati “di base” che hanno firmato l’accordo del 10 gennaio, per non rischiare sanzioni e annullamento della firma, si inventano scioperi su piattaforme ridicole, limitate ad argomenti riduttivi che non contrastino gli effetti dei contratti e degli accordi sindacali (anche di quelli di cui affermano di non condividerne i contenuti).

SGB si batte per la democrazia nei luoghi di lavoro, per elezioni libere dei delegati da parte dei lavoratori, per la libertà di rappresentanza, per la difesa del diritto di sciopero e contro chi dopo avere firmato il TUR vorrebbe trasformarlo in Legge al fine di togliere la possibilità di continuare a lottare su contenuti veri anche a chi non si è arreso!

SU LA TESTA! IL 16 GIUGNO TUTTI IN SCIOPERO!

ISCRIVITI E LOTTA CON SGB!

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Trasporti1

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16 giugno 2017 sciopero generale di 24 ore di tutti i settori dei trasporti e della logistica

sciopero

I trasporti, per lo spostamento di persone e merci, sono asse fondamentale del nostro Paese che potrebbe rappresentare un volano di crescita e di sviluppo.

La pratica delle privatizzazioni in questo comparto si è diffusa progressivamente, producendo dissesto economico, disoccupazione, minori servizi all'utenza, riduzione preoccupante dei livelli di sicurezza, salari, diritti e tutele dei lavoratori in caduta libera.

I trasporti dovrebbero rappresentare un servizio accessibile alle persone garantendo il diritto alla mobilità (sbandierato solo quando i lavoratori scendono in sciopero), complementare alle attività industriali e dei servizi, per questo dove essere saldamente sotto il controllo pubblico.

Mai si è perseguita realmente la progettazione di un piano organico dei trasporti che da una parte tenesse conto complessivamente dell'integrazione dei vari settori del trasporto e dall'altro delle necessità legate alla sostenibilità sociale ed ecologica di questo fondamentale comparto industriale del Paese.

I lavoratori da una parte subiscono le scelte aziendali che sono dedite al massimo profitto, utilizzando leve che puntano alla riduzione dei livelli occupazionali, dei salari, della sicurezza del e sul lavoro, della manutenzione del parco macchine e dall’altra subiscono il “monopolio” sindacale di Cgil, Cisl, Uil, diventate ormai un corpo unico con le organizzazioni padronali.

I pochi rinnovi contrattuali (a perdere) siglati senza il coinvolgimento dei lavoratori, hanno aumentato sempre di più la distanza tra rappresentanza e democrazia. Questo è ancor più evidente dopo la firma del Testo Unico di Rappresentanza del 10 gennaio 2014 tra Confindustria e Cgil, Cisl, Uil (al quale hanno aderito anche sindacati di base come USB e COBAS) e il progressivo attacco al diritto di sciopero, facendo diventare sempre più invasivi i vincoli imposti dalla legge 146.

Il continuo smantellamento della competenza del “PUBBLICO” sulla gestione dei Trasporti come nelle Ferrovie, nel TPL, con la scellerata deregulation negli Aeroporti, dei Vettori Aerei come Alitalia, ha portato inevitabilmente alla diminuzione dei servizi offerti all’utenza e alla decadenza della qualità di quelli esistenti, con il conseguente aumento delle tariffe e all’espulsione dei lavoratori dai posti di lavoro.

I Trasporti, quindi, devono essere di proprietà PUBBLICA e avere finanziamenti certi.

NO alle privatizzazioni dei Trasporti

NO allo smantellamento del Welfare Pubblico

NO allo smembramento della Sanità Pubblica

 

SI ai trasporti in mano pubblica

Alitalia - Aeroporti - FS e Ferrovie – TPL

SI ai rinnovi dei contratti

SI alla pensione con 35 anni di contributi

16 GIUGNO 2017

SCIOPERO GENERALE NEI SETTORI DEL TRASPORTO E DISTRIBUZIONE MERCI PUBBLICO E PRIVATO!

PROCLAMATO DA CUB TRASPORTI E SGB

CONTRO il Jobs Act che precarizza ogni lavoratore, ritmi di lavoro sempre più pesanti e flessibilità insostenibili, buste paghe truccate, utilizzo di manodopera in nero, condizioni igieniche e di sicurezza quasi inesistenti, cooperative senza

scrupoli (anche false) che pensano solo a triplicare i profitti, continui

cambi d'appalto al massimo ribasso e salari da fame.

Se vuoi diventare protagonista del tuo e del nostro futuro:

SCIOPERIAMO E PARALIZZIAMO IL PAESE!

NELLA LOGISTICA

Per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale, scaduto a dicembre 2015:

− AUMENTI SALARIALI CONSISTENTI e CONFACENTI al costo della vita e adeguamenti delle TABELLE di TRASFERTA.

− Superamento del sistema di esternalizzazione dei servizi di logistica. Nel frattempo introdurre una "CLAUSOLA SOCIALE" che nei cambi d’appalto, OBBLIGHI l'azienda subentrante ad assorbire tutti i lavoratori in forza dell’azienda uscente, alle medesime condizioni normative ed economiche (livello, scatti d'anzianità, ex art. 18).

- Per l’applicazione totale del CCNL TRASPORTI e LOGISTICA da parte delle cooperative senza possibilità di deroga, attraverso il regolamento interno, degli istituti contrattuali (malattia, infortunio ecc.).

− RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO ORDINARIO A 35 ORE settimanali a parità di salario

- CONTRO ritmi di lavoro insostenibili. BASTA lavorare con ORARI di GUIDA GIORNALIERA con nastri da  10 ore. Abbassare i nastri lavorativi ad un massimo di 8 ore.

− Contro l'accordo del 10 gennaio 2014, per LIBERE ELEZIONI DELLE RAPPRESENTANZE SINDACALI e pieno riconoscimento dei diritti sindacali previsti dallo “Statuto dei Lavoratori”.

Voto vincolante dei lavoratori sulle piattaforme per il rinnovo del CCNL e di accordi di secondo livello.

 

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Un primo maggio di lotta internazionalista e di classe

Nonostante la pioggia battente migliaia di lavoratrici e lavoratori in piazza ieri pomeriggio a Milano per un primo di maggio di lotta.

I sindacati Si cobas – SGB - USI, hanno aperto il lungo corteo, a cui hanno partecipato anche diverse organizzazioni politiche e sociali, e che è sfilato per circa tre ore lungo Via Padova e viale Monza. Un corteo animato da lavoratori dei vari settori privati e pubblici, molti della logistica, italiani ed immigrati, che ne hanno plasticamente rappresentato il carattere internazionalista e di classe.

In questo primo maggio SGB ha deciso di firmare e diffondere un appello, firmato da altre organizzazioni sindacali classiste, dell’area del mediterraneo, per un mondo senza sfruttamento, guerre e rifugiati.

La manifestazione di Milano, in perfetta sintonia, ha messo al centro l’opposizione del movimento dei lavoratori alle guerre imperialiste che stanno devastando il mondo e le cui conseguenze colpiscono anche i lavoratori dei paesi che queste guerre le conducono.

Una manifestazione unitaria che è stata resa possibile dalla comune opposizione delle organizzazioni sindacali organizzatrici alle politiche governative e sovra nazionali che comprimono salari e diritti, e limitano pesantemente la libertà sindacale. Libertà che, nel nostro Paese, stanno subendo colpi durissimi a causa dell'accordo del 10 gennaio 2014 che, con il viatico del governo italiano, è stato firmato dalle associazioni padronali, da cgil,cisl uil,ugl,usb ed altri sindacati e che ora vorrebbero trasformare in Legge dello Stato.

Dalla piattaforma di questa bella e combattiva manifestazione crediamo si possa e si debba ripartire per una stagione di lotte comuni, che porti ad un grande sciopero generale in autunno. Uno sciopero che metta al centro dell’agenda politico-sociale, i reali bisogni dei lavoratori e dei settori popolari, contro la guerra delle armi e la guerra ai diritti che sono le due facce della stessa medaglia.

W il primo maggio!

Milano 2/05/2017