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Ravenna: Manifestazione in solidarietà alla lotta degli operai Sovia/Marcegaglia 

LE RAGIONE DELLA MOBILITAZIONE

Interventi del Coordinatore provinciale di Ravenna Antonio Luordo e Coordinatore nazionale Massimo Betti

 

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Io non ci sto

 

 

Prima 4.000 disoccupati e 7.000 assunti part time a 500 euro

Ora fondi Pon e fumo del genere. Basta!

Vogliamo LAVORO e SALARIO

Prove tecniche di taglio di stipendio (anche) ai dipendenti pubblici

Da marzo il Ministero dell’Istruzione e le scuole statali hanno ripreso a gestire direttamente i servizi di pulizia che per 20 anni erano stati dati in appalto a ditte esterne, insieme ad una montagna di soldi pubblici che hanno garantito enormi profitti privati ma il taglio dei livelli per servizi e lavoratori.

Peccato che, alla faccia della garanzia del Governo all’assunzione di tutto il Personale impegnato, dei 16.000 lavoratori coinvolti, dopo 20 anni di lavoro, 4.000 si ritrovano senza stipendio e praticamente disoccupati e 7.000 sono stati assunti nelle scuole, come mai successo prima, con contratti part time, tagliati a metà con stipendi da 500 euro al mese.

Al di là delle chiacchiere anche in questi tempi di corona virus, questo il trattamento e la politica nella scuola pubblica e per i lavoratori.

Ora, invece di chiedere scusa e trovare soluzioni immediate, continuano a prendere in giro con trovate fumose, tra fondi Pon e sciocchezze del genere.

Non solo, altro che errore nella procedura appena avvenuta nella scuola: arriva la proposta, anche dal Governo, per tagliare orari e stipendi in tutto il mondo del lavoro, ovviamente anche pubblico. Part time e tagli di stipendio per tutti!

Ancora una volta cercano di tagliare salari. condizioni e dignità dei lavoratori. Ora basta! Noi non ci stiamo!

Basta con i loro profitti e crisi e tagli per noi!

L’unica soluzione è riprendersi e ridare dignità ai Lavoratori.

Vogliamo contratti veri, lavoro pieno e servizi pubblici adeguati, unici a disposizione di tutti, a partire dalla scuola!

Altro che precariato, part time e tagli. Basta.

Per questo, in tempo di corona virus e di un assurdo divieto di sciopero e di protesta, abbiamo lanciato una

petizione on line su change.org

che invitiamo a diffondere e firmare cliccando su

https://www.change.org/ScuolaIONONCISTO

Per questo in tutta Italia ci stiamo riprendendo mobilitazione, piazze e diritto di protesta, costruendo un fronte sindacale con tutti i sindacati di base, conflittuali e non complici.

E con i Lavoratori. Anche nella scuola.

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I LAVORATORI DI FORMALBA RIVENDICANO STIPENDI E LIBERTÀ SINDACALI  IL PADRONE RISPONDE CON 3 DISCIPLINARI ED UN LICENZIAMENTO - NON AVRÀ IL NOSTRO SILENZIO

 

Era l' 11 dicembre 2019 quando SGB scioperava per l’intera giornata con i lavoratori di Formalba, dopo le ripetute richieste di incontri, di assemblee sindacali, senza aver mai ottenuto risposte da parte dell’azienda. Rivendicavamo, allora come oggi, il pagamento degli stipendi (i quasi 8 arretrati della vecchia gestione e gli ultimi 3 della nuova), diritti sindacali, ma soprattutto chiedevamo che le lezioni dell’ente di formazione non fossero interrotte e che i lavoratori, in quei giorni di chiusura anticipata, non fossero costretti ad usare le loro ferie.

Durante quella giornata di mobilitazione furono investite tutte le Istituzioni, dalla Regione Lazio alla Città Metropolitana, e mentre il dott. Bosi era in Regione, la notizia che i lavoratori non avrebbero lasciato gli uffici dell’amministrazione, senza notizie o un appuntamento calendarizzato, ha fatto il giro della Regione. Lo stesso giorno si seppe dello sblocco di una tranche di finanziamenti, vennero fissati diversi appuntamenti con le varie istituzioni ed anche, finalmente, un incontro con l’amministratore delegato Claudio Bosi. Le lezioni furono ripristinate quasi completamente e i lavoratori poterono utilizzare dei permessi retribuiti. Un risultato complessivo che valutammo positivo per i lavoratori e per tutto l’ente, salvo la revoca successiva dell’incontro da parte del dott. Bosi.

Alle istituzioni SGB ha da sempre chiesto di istituire almeno una Commissione d’Inchiesta sul pesante debito che ha affossato prima Albafor e ora è stato scaricato inaccettabilmente sulle spalle dei cittadini e in gran parte sui lavoratori di Formalba. Si sono svolti anche importanti incontri in Regione Lazio sia con la presidente della Commissione Istruzione, Formazione e Lavoro, che con la segreteria dell’Assessorato al Lavoro per aprire un confronto sulla proposta di graduatoria regionale di tutto il personale della formazione professionale, elemento fondamentale per eliminare tutte le storture nella selezione e organizzazione del personale, contro lo sfruttamento e la gestione clientelare che la privatizzazione ha portato nella formazione professionale. In quella sede sapemmo che gli stipendi bloccati ad ottobre saranno, forse in parte, pagati ...a marzo!

A distanza di un mese l’azienda scrive ai lavoratori e ai delegati di SGB, non per concordare un incontro e dare risposte o possibili soluzioni alle diverse segnalazioni fatte, ma solo per aprire 3 procedimenti disciplinari e un licenziamento.

Il prof. Daniele Cicerchia, membro della Rappresentanza Sindacale Aziendale di SGB e Responsabile della Sicurezza dei Lavoratori, si è visto recapitare la lettera di licenziamento in tronco; come agli altri, le uniche contestazioni che gli sono state rivolte, sono esclusivamente in merito alla sua attività sindacale.

Perché tanto accanimento? La “fiducia” nei confronti dell’ente si mostra stando in silenzio? E’ questo quello che vogliono? Siamo portati oggi a ritenere che il dott.Bosi, e questa Direzione, non abbiano gli strumenti per dare risposte serie ai veri problemi dell'ente ma utilizzino la repressione nel tentativo di silenziare e scoraggiare chi espone fatti e dati reali sulla situazione di Formalba e dei suoi lavoratori.

Gli auguriamo di aver ben valutato la determinazione e le intenzioni di SGB.

IL REINTEGRO IMMEDIATO AL LAVORO del prof. Cicerchia e l’archiviazione di tutti i procedimenti disciplinari, sono il primo obiettivo di tutto il sindacato per dare forza alle nostre rivendicazioni: la graduatoria regionale di tutto il personale, la stabilità dei pagamenti e la democrazia sindacale per il diritto allo studio delle nuove generazioni sono alla base dei nostri obiettivi.

Chiamiamo tutti i lavoratori della formazione professionale ad esprimere la loro solidarietà in tutte le future iniziative che il sindacato metterà in atto.

 

SOSTIENI LA CASSA DI RESISTENZA

 

FORMALBA: l'azienda comunica la serrata.. SGB risponde con lo SCIOPERO 11 DICEMBRE intera giornata

 

Formalba: SGB apre lo stato di agitazione per il rispetto del CCNL e per la democrazia sindacale

Formalba: SGB costituisce la cassa di Resistenza dei Lavoratori. Contribuisci anche tu

 

 

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frecciarossa deragliato 2020 8

OGGETTO: Proclamazione di sciopero di 8 ore nel trasporto ferroviario, viaggiatori e merci, per personale
aziende comparto ferroviario nazionale, ex art.2.7 l.146/90
Apertura procedure di raffreddamento

Apertura procedure di raffreddamento per tutto il personale appartenente ad aziende che operano nel
trasporto ferroviario, viaggiatori e merci
L’incidente ferroviario odierno al bivio Livraga è di una gravità intollerabile, per il costo di vite
implicato, “solo” due lavoratori, ma potenzialmente una tragedia immane con il coinvolgimento di viaggiatori e
popolazione esterna alla sede ferroviaria; perché ha riguardato il trasporto AV ovvero dove più si sono
concentrate le attenzioni e le energie della politica dei trasporti a scapito degli altri settori -con un risultato
evidentemente fallimentare- e dove le alte velocità di esercizio costituiscono un moltiplicatore terrificante
delle magnitudine delle conseguenze; perché la ripetizione di tali incidenti mette capo a tutto il sistema della
lavorazione che vi sta dietro: organizzazione del lavoro, prevenzione, standard, procedure, etc
Si proclama pertanto uno sciopero immediato di 8h per il giorno 7 febbraio 2020, dalle 9 alle 17 di
tutto il personale delle aziende, viaggiatori e merci, ex art.2.7 l.146/90. Seguiranno a breve modalità di
attuazione.
Si attivano inoltre le procedure di raffreddamento sul tema della sicurezza sistemica nel trasporto ferroviario
nei confronti di tutte le imprese del comparto del trasporto ferroviario merci e viaggiatori. Le procedure
inoltre sono aperte per la vertenza del rinnovo CCNL di settore mobilità e Attività ferroviarie, dal momento che
evidenti sono i legami di questo tema col precedente.
Con quanto sopra (sciopero immediato e stato di agitazione) si intende con ciò coinvolgere nelle loro
responsabilità lo stesso sistema delle proprietà nonché quello delle regole e dei controlli che fa capo
all’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria e al Ministero delle Infrastrutture.

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volantino ccnl logistica coop 4

Il rinnovo della parte speciale della “cooperazione” del CCNL Logistica e Trasporti Merci è una vera e propria TRUFFA ai danni dei lavoratori.
Cooperative e Sindacati “complici” hanno firmato un accordo che fa slittare di un anno e mezzo i già miseri aumenti salariali previsti dal CCNL.
Per tutti i lavoratori il primo aumento della retribuzione è scattato a febbraio del 2018, ma per i soci-lavoratori delle cooperative l’aumento partirà solo da luglio 2019 (se va bene). Una perdita per ogni lavoratore di circa 400€.
L’una tantum prevista dal nuovo CCNL a marzo 2018 (pari 200 €) e a novembre 2018 (pari 100 €) potrebbe sparire grazie ai “trucchetti” delle cooperative, potrebbero essere inserite sotto forma di quota sociale o sottratte attraverso l’assemblea dei soci. Un altro furto di 300 €.
Un ennesimo “regalo” di CGIL, CISL e UIL ai padroni, un favore alle loro cooperative amiche. Tanto amiche da danneggiare i lavoratori e violare la legge.
La legge che regola il trattamento economico dei soci-lavoratori (la legge 142/2001) obbliga le cooperative ad applicare le tariffe minime del CCNL della Logistica (art. 3 comma 1) e al più possono prevedere, con i loro sindacati “amici”, miglioramenti salariali (art. 3 comma 2). Mai possono ridurre gli stipendi ai soci-lavoratori.
Le cooperative dovevano corrispondere gli aumenti già da febbraio 2018, ogni ritardo o trattenuta di quanto già anticipato è contro i lavoratori e la legge.

NO ALLA TRUFFA DELLE COOPERATIVE NELLA LOGISTICA

A STESSO LAVORO DEVE CORRISPONDERE STESSO SALARIO

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