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manifesto 13 novembre copy

 

Il meccanismo delle esternalizzazioni, con appalti al massimo ribasso, e l’applicazione dei contratti del privato sociale sono meccanismi che continuano a peggiorare la qualità dei servizi, la continuità della presa in carico e della cura e le condizioni di lavoro di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori in Italia.
Contratti ciclici, riduzione di orario, discontinuità di salario, impossibilità di accedere a forme di integrazione del reddito, ammortizzatori sociali che coprono non più del 50% della retribuzione, ore di equipe e programmazione non riconosciute, sono alcuni degli aspetti problematici e strutturali che questa crisi, non solo sanitaria, sta portando alla luce in maniera preponderante in tutti i Servizi socio-educativi e socio-sanitari.
Lo stesso vale anche in tema di tutela della salute e sicurezza nei Servizi; in questi mesi moltissime operatrici e operatori hanno continuato a prestare servizio in situazioni totalmente a rischio, per sé, per gli utenti e per la salute di tutti, per mancanza di DPI e di adeguata stesura e applicazione dei protocolli d’intervento, con rimpalli continui tra Enti pubblici ed Enti privati gestori.
Salute, salari, riconoscimento professionale sono stati attaccati da scelte politiche istituzionali discriminatorie che hanno eroso diritti sia all’utenza che alle lavoratrici e lavoratori, con ingiustificate differenze da territorio a territorio, da Servizio a Servizio, complici governo centrale, enti locali ed enti gestori.
Le numerose assemblee fatte in questi mesi con operatrici e operatori di tutto il paese ci hanno portato, il 12 settembre a Bologna, in occasione dell’assemblea nazionale della Rete Intersindacale, a dichiarare lo stato di mobilitazione permanente e decidere di costruire dal basso questa giornata di sciopero nazionale e definire proposte per:
- Contrastare la mercificazione del welfare e dei servizi sociali
- Costruire un processo di re-internalizzazione dei Servizi socio-educativi e socio-sanitari dati in appalto dagli enti pubblici alle cooperative sociali
- Riconoscerci attori importanti nella costruzione di ponti e progetti di autonomia ed emancipazione personale e sociale, a partire dai soggetti più fragili. Portare avanti una reale ricomposizione di categoria e unificazione delle figure professionali a partire dal ruolo sociale e lavorativo che siamo chiamati a svolgere.
- Rivendicazioni sul contratto cooperative sociali che puntino al superamento della frammentazione contrattuale e all’ unificazione in un unico contratto di categoria a livello del pubblico impiego
- Rivendicare il diritto alla salute e sicurezza all’interno dei Servizi, per utenti e operatrici operatori, investimenti sulla manutenzione delle strutture e delle scuole, adeguatezza degli strumenti di lavoro, protocolli e dispositivi di protezione.
Partecipiamo in tante e tanti a questa giornata di mobilitazione, discutiamone con colleghe e colleghi, organizziamoci in ogni Servizio e ogni territorio.
 
Lo sciopero è indetto da:
 
SGB Sindacato Generale di Base
ADL COBAS SINDACATO
SIAL COBAS
COBAS Lavoro privato
 
Promuovono:
COBAS Coop Sociali Roma
COBAS AsacomScuola
COMITATO romano AEC
SOCIAL WORKERS
EDUCATORI e operatori sociali Monza e Brianza
EDUKI – Collettivo educatrici educatori Reggio Emilia
RETE educatori/educatrici Rimini
Educatori contro i tagli
ASSEMBLEA Autoconvocata lavoratori/trici del sociale (FI)
 
Aderiscono
OPERATORI sociali Varesotto
USI-CIT Educazione
USI-CIT Cooperative sociali
RSA USI Consorzio Servizi Sociali Olgiatese
RETE Operatori sociali La Spezia
OPERATORI Sociali Autorganizzati (PG)
CLAP
SINALP Operatori Sociali Sicilia
Operatori Sociali Mantova
CUB SANITA' Segreteria Nazionale