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SGB simboloNo ai licenziamenti politici !

 

 

 

 

Vergognoso tentativo di Tper (azienda di trasporto pubblico locale) di licenziare una nostra delegata,  Alessandra Cuozzo, rea di aver deciso di proseguire la pratica della lotta e della  rivendicazione dei diritti dei lavoratori con tutti gli strumenti a disposizione, insieme ad SGB.

 

Due giorni fa la lavoratrice ha ritirato una raccomandata in cui, con motivazioni del tutto pretestuose, le si contesta l’aspettativa sindacale di cui usufruisce a norma dello Statuto dei lavoratori e la si minaccia formalmente di “licenziamento disciplinare senza preavviso”.

Non è la prima volta, in questi mesi, che TPER prova a negare, con metodi discutibili, l’applicazione dello Statuto dei lavoratori  ma questa volta ha cercato persino di spiare la lavoratrice inviando due suoi emissari, la sig.ra Zanni e il Sig. Villani, nella sede SGB i quali in un primo momento si sono presentati come semplici colleghi per poi pretendere con fare arrogante di controllare se la stessa fosse presente e cosa stesse facendo. Li abbiamo allontanati.

Il tutto nasce da una lettera di USB, firmata da Gianni Cremonini (pensionato Tper e qualificatosi come componente coordinamento nazionale USB) e Paolo Sabatini (uno dei commissari romani di USB Emilia Romagna da quando la stragrande maggioranza dei dirigenti regionali l’ha abbandonata per fondare SGB) inviata a Tper, in cui si dichiarava il falso, ossia che la lavoratrice, già in aspettativa sindacale, risultava dimissionaria dagli organismi USB, rendendo così automatica l’assenza ingiustificata dal luogo di lavoro, puntualmente contestata da Tper alla stessa lavoratrice.

Il contenzioso è poi proseguito fino a quando il giorno 29 marzo Tper prendeva finalmente atto del fatto che l’aspettativa sindacale era perfettamente legale e scriveva che “non aveva alcuna difficoltà ad aderire a tale richiesta” per poi riaprire improvvisamente la questione lo scorso 7 maggio.

E’ evidente che questo nuovo cambio di indirizzo di Tper è dettato dalla preoccupazione determinatasi dal fatto che SGB ha dimostrato la capacità di intercettare, pur contrastata pesantemente dall’azienda e dagli altri sindacati, il malcontento dei tranvieri, che si è concretizzato ad esempio con una alta adesione  allo sciopero generale del  18 marzo 2016 e che è proseguita nelle settimane successive.

Non ci meravigliamo invece del metodo di USB di chiedere insistentemente alle aziende pubbliche e private del nostro territorio di disconoscere ogni diritto ad SGB anche se questo non porta alcun beneficio alla stessa USB.

L’errore di USB di pensare che basta qualche firma con le controparti come ad esempio quella sul testo unico del 10 gennaio 2014  insieme a cgil, cisl e uil e padronato (l’accordo della cosiddetta complicità sindacale che sanziona chi sciopera contro i contratti) per essere accreditata, non solo non produce gli effetti sbandierati e la negazione dell’assemblea degli accertatori ne è la prova, ma danneggia pesantemente i lavoratori disarmandoli di fronte allo strapotere dei padroni.

O si torna al conflitto e si costruiscono i rapporti di forza necessari o si subisce l’arroganza di Tper come quella di tutti gli altri padroni.

 

Ovviamente per quanto riguarda l’Alessandra, abbiamo già provveduto a rispondere formalmente alle accuse e se la TPER proseguirà nel suo atteggiamento discriminatorio, impugneremo il licenziamento convinti che ne dimostreremo l’inconsistenza anche sul piano giuridico.

Non siamo affatto intimoriti e pensiamo che di questa situazione se ne debbano fare carico anche la giunta comunale e quella regionale che sono già state interessate della vicenda e le forze politiche che siedono in consiglio comunale e regionale, essendo il Comune il maggior azionista di Tper.

Nei prossimi giorni saremo davanti ai depositi perché tutti possano sapere e capire i dettagli di questa storia e lo squallido ruolo giocato da tutti i soggetti coinvolti.

No ai licenziamenti politici – No alla arroganza di Tper – Noi stiamo con Alessandra!

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