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loc 2 24 tutti

Emila Romagna
Bologna
ore 15.00 Piazza San Domenico
 
Lazio
Roma
ore 11.00 davanti a Policlinico Umberto I
 
Toscana
Pisa
davanti a: Ospedale Cinisello di Pisa
               Ospedale di Pontedera
               Piaggio
 
Campania
Caserta
ore 11.00  Prefettura
 
Sicilia
Messina
ore 10.30  Comune
 
Veneto
Mestre 
ore 17.00 centro interculturale  Kolbe
 
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trasporti

 

Le immagini trasmesse in questi giorni, con treni ed autobus strapieni nelle ore di punta, rappresentano plasticamente il fallimento delle politiche di privatizzazione che hanno investito il settore dei trasporti negli ultimi decenni.

É semplicemente vergognoso che, mentre da un lato si invitano i cittadini alla prudenza ed a evitare assembramenti, delegando così la gestione del contenimento dell’epidemia ai soli comportamenti individuali, lo stato, attraverso le istituzioni, venga meno al suo ruolo, sottraendosi a qualsiasi tipo di responsabilità.

Anche nell’ultimo DPCM emanato dal governo, si conferma la regola assurda per cui i mezzi pubblici destinati ai pendolari possono viaggiare fino ad una capienza massima dell’80%. Questo perché, dopo decenni di politiche di privatizzazione oggi non ci sono mezzi numericamente adeguati per assicurare un servizio pubblico che possa garantire l’effettuazione del servizio in sicurezza.

Piuttosto che privilegiare la salute e sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico e dell’utenza in tutti questi anni si è infatti preferito smembrare e privatizzare il servizio, peggiorare le condizioni di lavoro per mettere al primo posto gli utili di bilancio delle singole aziende facendo così entrare logiche del profitto in tutti i servizi essenziali.

Ci voleva il Covid per portare alla luce i disastri provocati dai tagli operati alla sanità pubblica, alla scuola, ai trasporti e a tutti i servizi sociali!!

Se non ci sono mezzi sufficienti per garantire la mobilità e la sicurezza una soluzione c’è: mettere a disposizione della collettività tutti quei bus e treni che in questi anni sono stati regalati alle aziende private!

Il 24 ottobre, nell’ambito della mobilitazione nazionale che si terrà nelle principali città, porteremo in piazza le ragioni di lavoratori ed utenza per:

- Difesa del trasporto pubblico e della suo ruolo sociale;

- Aumento delle corse di autobus e treni per garantire salute e sicurezza;

- Basta a gare e privatizzazioni;

- Miglioramento delle condizioni di lavoro degli addetti del settore,

- Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

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imm 3 ottobre

Quello che oggi accade a Modena, contro 477 lavoratori e lavoratrici che hanno portato avanti la lotta per migliorare le loro condizioni di vita non è che il risultato della legge sicurezza abbozzata dal governo Renzi tramite il Ministro Minniti, voluto dal governo giallo/verde e perpetuato da questo giallo/rosa.

Una legge che parla chiaro: garantire sicurezza ai padroni e controparti, neutralizzare tutti coloro, lavoratori e non, che rivendicano migliori condizioni di vita e di lavoro.

Nel binomio sicurezza/immigrazione, voluto fortemente dal Governo, si prefigura con certezza l’ aumento di una massa lavoro clandestina e ricattabile. Ciò non può che portare  ad un abbassamento delle tutele e del costo del lavoro ai minimi termini, ad una maggiore concorrenza e lotta tra poveri. Insomma una ulteriore impoverimento della classe lavoratrice, sia essa “nera” o “bianca”. Questo per noi il motivo di fondo per il quale siamo per l’abolizione della legge su Sicurezza e immigrazione (Lg.113)

La legge sicurezza e immigrazione, trasforma manifestazioni, scioperi e picchetti da infrazioni amministrative in reati penali punibili con anni di carcere o con la perdita del diritto di cittadinanza per gli immigrati. Così le 477 lavoratrici e lavoratori di Modena che hanno condotto battaglie per il posto di lavoro, contro i licenziamenti o per contratti dignitosi, secondo la ratio di questa legge, dovrebbero stare in galera! È evidente che questa politica mira a sterilizzare quegli strumenti di lotta che nella pratica sono gli unici nelle mani dei lavoratori.

SGB respinge con forza la ratio di questa legge e il tentativo di criminalizzare le lavoratrici e i lavoratori esprimendo loro solidarietà; la vera sicurezza è quella sociale: reddito, welfare e lavoro per tutti, temi posti al centro del recente assemblea del 27 settembre,delle lavoratrici e lavoratori combattivi e che ha lanciato la manifestazione del prossino sabato 3 ottobre a cui invitiamo a tutte e tutti a partecipare

‘Siamo tutte/i colpevoli di sciopero!’

Sabato 3 ottobre 2020 ore 14.30 Piazza Grande , Modena

Sindacato Generale di Base

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iniziale

500 lavoratrici e lavoratori hanno riempito la sala dell'assemblea nazionale dei lavoratori combattivi. 

Decine di interventi che hanno fatto vivere alla sala il vivo delle lotte sindacali e sociali che in questi mesi sono state portate avanti nei luoghi di lavoro e nei territori. 

In un clima combattivo, solidale ed unitario la sala ha sottolineato applaudendo tutti i passaggi che rimandavano alla necessità di generalizzare la mobilitazione fino ed oltre lo sciopero generale di tutte le categorie. 

L'assemblea ha poi approvato per acclamazione una mozione che si conclude così :

"l'assemblea del 27 settembre propone 

  • di attraversare le diverse iniziative di lotta e di sciopero che dovessero svilupparsi nelle prossime settimane, anche costruendo percorsi di convergenza e unificazione con le mobilitazioni di disoccupati, gli strike contro la devastazione ambientali e per lo sviluppo delle reti di solidarietà;
  • di organizzare una giornata di iniziativa nazionale per il prossimo 24 ottobre, sviluppandola nei diversi territori e nelle diverse realtà attraverso l’iniziativa di assemblee e coordinamenti locali, che nasceranno sulla base dell’assemblea di oggi;
  • di dare continuità a questo percorso aperto e collettivo di convergenza tra diversi settori e soggettività di classe, ponendosi il problema di sviluppare entro la fine dell’anno un processo di generalizzazione delle lotte e quindi anche di sciopero generale, per contrastare l’offensiva padronale che ha un carattere generale sul fronte dei contratti, della scuola e della sanità come delle più generali politiche economiche del governo;
  • di lanciare un appello ai lavoratori e alle lavoratrici combattivi e agli organismi di lotta di tutta Europa per un'iniziativa comune a partire da tre temi principali: riduzione drastica e generalizzata dell'orario di lavoro a parità di salario per far fronte a licenziamenti e disoccupazione; uniformità degli ammortizzatori sociali elevando il trattamento economico; patrimoniale sulle grandi ricchezze; difesa strenua del diritto di sciopero e delle agibilità sindacali, eliminazione delle politiche europee di controllo sull’immigrazione."

In allegato testo integrale 

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congresso

Due giornate di lavoro intenso alle quali hanno partecipato un centinaio di delegate/i eletti dai congressi territoriali.  Oltre ai delegati sono intervenuti o hanno mandato messaggi anche altre organizzazioni del sindacalismo di base e conflittuale, oltre alla partecipazione di un rappresentante della minoranza della CGIL. I delegati SGB hanno dato vita ad una dibattito che ha arricchito il testo congressuale e la relazione introduttiva, poi approvate dall'assemblea congressuale, approvando una linea proiettata verso la costruzione del sindacato di classe e di massa, come percorso ritenuto necessario per la difesa dei diritti e della dignità del mondo del lavoro. Sgb vuole dare il proprio contributo affinché riparta una nuova stagione di lotte, da troppo tempo assente nel nostro Paese.

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