madia

Per SGB e CUB è gravissimo l’annuncio del Consiglio dei Ministri

No chiaro a discrezionalità e licenziamenti

SGB e CUB: “Una riforma che si scrive Madia ma si legge Brunetta. Con la complicità sindacale”.

          “Senza se e senza ma, riteniamo grave l’annuncio venuto fuori dal Consiglio dei Ministri. E gravissimo l’at

teggiamento sindacale ed i loro accordi: dopo quasi 10 anni senza rinnovi, rischiamo di ritrovarci con un contratto con licenziamenti, valutazione e discrezionalità. Ed un aumento concordato che non riesce a mettere in busta paga neanche una banconota da 50 euro, comunque un’elemosina inaccettabile”, così Vincenzo Capomolla, dirigente nazionale SGB.

Inutile dire che il Testo Unico della Pubblica Amministrazione contiene già regole e modalità per licenziare, certo mai legata all'obbedienza e al servilismo, ma qui ormai si parla solo di smantellamenti e licenziamenti. Tra l’altro” continua, “il Dlgs 150/09, la cosiddetta riforma di Brunetta, prevedeva la valutazione ed il licenziamento dopo i giudizi negativi, così come quella della Madia. Dov’è la differenza?”.

“La riforma della Madia sembra differire da quella di Brunetta, per altro mai applicata,  solo per l'assenza delle fasce di merito, ma francamente ci sembra di essere davanti ad un ulteriore peggioramento in presenza  di accordi già scritti per farle ricomparire nei nuovi contratti e comunque con l’arrivo di una valutazione individuale così pesante”.

Il 5 aprile dello scorso anno fu stipulato un pessimo accordo con il Governo, per accorpare i comparti contrattuali, aprendo così una competizione verso il basso fra le diverse figure professionali presenti nella pubblica amministrazione.  In quell’occasione i sindacati firmatari, Cgil Cisl Uil, autonomi ed Usb, vollero fare intendere che quella firma era propedeutica ad una riforma profonda della “Brunetta”

“Oggi purtroppo abbiamo la dimostrazione concreta che quella sciagurata firma ha lasciato le mani libere alla ministra Madia per comprimere ulteriormente i diritti ed i salari dei lavoratori pubblici, in cambio del monopolio della rappresentanza sindacale fatta oltre che di sudditanza, di distacchi e permessi sindacali alle organizzazioni firmatarie, commenta Maria Teresa Turetta  del coordinamento nazionale CUB P.I.

Ancora, “c’è bisogno di smetterla di smantellare e privatizzare i servizi per i cittadini, della fine di un blocco del turn over che dura da decenni e, soprattutto, di un piano di assunzioni che dia, tra l’altro, risposta ad una disoccupazione senza precedenti nel Paese. E non può essere sufficiente la stabilizzazione dei precari dal 2018 al 2020, vergogna sempre solo annunciata, che anche in questo caso non può non sollevare qualche dubbio per un Governo che scade proprio nel 2018”. 

E poi, l’abbattimento di regole e diritti per sostituirli con la discrezionalità di qualcuno, che evidentemente scambia la Pubblica Amministrazione ed i soldi pubblici per un mercato delle vacche a disposizione di potenti, dirigenti ed organizzazioni sindacali”.

Da noi un no deciso e senza appelli” concludono, “con il lancio di iniziative di protesta che annunceremo a breve. Perché è chiaro che la scelta passa tutta dai Lavoratori”.

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